TV e Cinema
di Mattia Nesto 10 Gennaio 2020

Hammamet è la storia di un fantasista di dubbia moralità

Istrionico, universale e fottutamente umano: il Bettino Craxi interpretato da Favino è incredibile. Il resto del film di Gianni Amelio meno

Montagne russe in puro stile PSI dei bei tempi. Ecco, con questa formula si potrebbe bene definire Hammamet, il film di Gianni Amelio e dedicato agli ultimi anni di vita del primo Presidente del Consiglio socialista della storia d’Italia. Pierfrancesco Favino ha avuto il non facile compito di impersonare Craxi, uno dei politici che, nel bene come bel male, più di tutti ha finito per condizionare i destini del nostro Paese. Ebbene come forse avrete potuto leggere da tutte le parti, Favino è stato semplicemente mostruoso. Bisogna partire da qui, da questa eccezionale prova attoriale, per parlare di un film, non semplice, come questo.

Favino è stato bravo non soltanto per merito di un trucco di altissimo livello ma perché, in special modo nell’intonazione della voce e nel modo di osservare gli interlocutori, la capacità mimetica e di osmosi assoluta tra interprete e personaggio operata dall’attore romano è stata incredibile. Non soltanto si aveva la sensazione di avere sullo schermo Bettino Craxi ma ne si sentiva, letteralmente, il peso e la consistenza del suo corpo. Una prova d’attore quindi anche fisica nonostante un film che, ancora più del recente Il Traditore, aveva in maniera del tutto evidentemente un’anima teatrale bene in vista. E qui iniziamo ad andare su e giù per la già citata montagna russa socialista.

 

Già perché la storia è semplice e gli elementi vengono tutti, o quasi, presentati nei primi cinque minuti di film: abbiamo un uomo una volta molto potente ora molto malato e indebolito e dai vizi e dagli errori politici che scappa/si rifugia in un Paese molto povero, la Tunisia, che gli ricorda un po’ la Milano del Dopoguerra, quella nella quale è cresciuto. Egli è, sostanzialmente, solo eppure circondato dalla figlia Anita, sorta di badante in pectore e dalla figura di un misterioso giovane, dagli occhi spiritati, figlio di un suo ex sodale e compagno di partito. Ancora una volta nella poetica filmica di Gianni Amelio abbiamo se non uno scontro quantomeno un confronto tra padri e figli. Ed ecco allora che se la prima scena di Hammamet si apre con un Craxi trionfo e trionfante che arringa una folla di compagni socialisti venuti da tutta Europa passano pochi minuti e un bellissimo carrello ci accompagna alla scoperta della villa di Hammamet dove, pochi anni dopo, vediamo lo stesso leader socialista ormai malato e stanco, distendersi su di una sdraio in giardino.

Diario di Hammamet – 5

Diario di HammametOgni mattina all'alba#hammamet da domani al cinema!#gianniamelio #craxi#andrealeanza #federicacastelli #massimilianoduranti #andrealeanzacreatures#01distribution #pepitoproduzioni #pkocinemaexclusive for MYmovies.it #mymovies

Pubblicato da Pierfrancesco Favino su Sabato 4 gennaio 2020

Non certo un film d’azione certo ma, contrariamente a quanto si è letto, un film estremamente politico. Politico non perché si continua a parlare, per esempio, di capi sezione o di esponenti socialisti o di vicende giudiziarie (che, alla luce di Mani Pulite e della fine della Prima Repubblica hanno com’è naturale che sì un ruolo ma non così centrale) ma politico perché di politica, in senso filosofico e astratto, si continua a parlare. Figlio di un tempo che non c’è più e nonostante i mille vizi carnali che poteva annoverare, Craxi era un teorico della politica fino al midollo. E la scena nella quale vediamo l’anziano ex Presidente del Consiglio spiegare alla figlia la sottile ma fondamentale differenza tra popolo degli elettori, a cui prima gli esponenti politici si rivolgevano, e la gente, anonimo gruppo di individui senza differenze di classe, censo e cultura, la dice lunga sul contenuto politico dell’intero film.

Film però che pecca nel ritmo e nei ruoli dei comprimari. Perché se Favino è una sorta di eroe mitologico quando fa Craxi, gli altri attori sono meno convincenti (ad esclusione di Renato Carpentieri, che interpreta un ex compagno di partito e di Livia Rossi, la figlia). In particolare Fulvio, il misterioso giovane figlio del fu operaio diventato dirigente socialista, lascia davvero interdetti: una recitazione iper-caricata, piena di faccette, sguardi intensi e frasi pronunciate con un sacco di sfumature. Troppe. La sensazione è quella di un uomo che potrebbe avere una sincope da un momento all’altro non di un ragazzo, giovane, magari con qualche problema e con un passato oscuro ma che vuole capire, in tutti i modi, il perché l’orco socialista, aka Craxi, abbia fatto ciò che ha fatto.

Ma la tangenti? Il sistema delle dazioni che ha inquinato l’Italia per vent’anni? E le donne, le innumerevoli amanti, vere o presunte, si legavano a Craxi dove sono? Beh ci sono ma anche no. Nel senso che la carne, anzi il sangue in questo film un po’ si cita ma tanto si cela e ciò non aiuta certo a impressionare lo spettatore. Non è una visione semplice Hammamet non tanto perché sia un film pieno di scelte registiche innovative o sorprendenti (anzi le parti più descrittive e realistiche sono molto belle, come i ragazzini tunisini che mangiano la pastasciutta insieme ai soldati di guardia alla casa di Craxi, mentre le parti oniriche non convincono per niente) ma perché il film di Amelio è estremamente concettoso e teorico.

Per un politico come Craxi, teorico ma anche pratico che, come canta Dargen D’Amico in Crassi, può essere assimilato ad una sorta di fantasista di dubbia moralità, forse occorreva altro. Più popolo e meno apparato, più Sole dell’avvenire e meno tenebre delle quinte di scena che vanno bene a teatro ma al cinema no. Hammamet è quindi un film riuscito solo a metà e buona parte di questa metà la si deve, come avrete capito, a Favino.

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di VitoManoloRoma

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari VitoManoloRoma Attualmente vive a Milano e lavora come freelance in qualità di grafico, illustratore, animatore e fumettista. Si forma presso il Liceo Artistico statale di Busto Arsizio, poi la compagnia di teatro sperimentale Radicetimbrica e termina gli studi al Politecnico di Milano dove si avvicina al Graphic Design. Durante i primi anni di professione come progettista e illustratore in alcuni studi di grafica milanesi, continua a disegnare e partecipa a mostre collettive di illustratori, fra le quali «Spaziosenzatitolo» (Roma), «Doppiosenso» (Beirut) e «Manifesta» (Milano). Con il collettivo di satira a fumetti L’antitempo fonda l’omonima rivista con la quale vince il Premio Satira 2013 come miglior realtà editoriale italiana. Appassionato di musica africana, afroamericana e jamaicana, colleziona vinili che seleziona con i collettivi Bigshot! e Soulfinger nei locali neri e non di Milano. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
28,00 €

KIT "MI AMI Festival 2020"

KIT “MI AMI Festival 2020” Contiene: una t-shirt una shopper un kit semi misti a scelta una lattina bevanda del desiderio Il kit che avresti desiderato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
10,00 €

-GIGA +FIGA

100% cotone Maglietta nera Serigrafia con slogan minimalista per nerd con stile. Gli ordini saranno evasi dopo il MI AMI.
10,00 €

Maglietta Amarti mi affatica

100% cotone Maglietta bianca Serigrafia con scritta "Amarti m'affatica".
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Martina Merlini

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
5,00 €

KIT SEMI "MI AMI Festival 2020": PASSIFLORA, PEPERONCINO, MELANZANA

Kit semi misti “MI AMI Festival 2020”, grafica disegnata da Alkanoids. Il desiderio che avresti voluto piantare. Il kit ufficiale contiene: Passiflora Cerulea La passiflora è avvolgente, come un partner impetuoso, i suoi rami rampicanti circondano qualsiasi supporto possano incontrare. Governata da Venere, è usata negli incantesimi d’amore per dominare la passione. Il suo profumo intenso, infatti si accentua la sera conquistando così ogni tuo senso. Nella simbologia floreale ha virtù protettive, posizionata dinnanzi un ingresso evita intrusione. Peperoncino Peter Pepper Noto per la sua forma fallica, il Peperoncino Peter Pepper vi sorprenderà con il suo carattere deciso, il sapore aromatico e un grado di piccantezza adatto anche ai palati più delicati. L’attitudine erotica esplode in una rapida fioritura bianca per dare poi presto spazio ai suoi frutti. Adatto alla coltivazione in balcone, nella tradizione popolare è infatti una pianta da possedere per realizzare rituali di seduzione. Melanzana Bellezza Lunga Dimenticati della classica emoji perchè quello che stai per piantare è una “bellezza lunga”. La Melanzana contenente nel tuo kit avrà un aspetto fiero della sua struttura: eretta, alta almeno 30 cm, con frutti polposi e pronti per essere gustati in estate. Come ogni spasimante che si rispetti, prima di donarsi al tuo palato ti porterà in dono dei fiori. Contiene desiderio, come è giusto che sia fatene l’uso che preferite. Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Giò Pistone

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Moneyless

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Moneyless Nato a Milano nel 1980 Teo Pirisi aka Moneyless. Per anni ha ricercato e investigato i diversi aspetti delle forme e degli spazi geometrici come artista visivo. Dopo essersi diplomato all’Accademia d’Arte di Carrara (corso multimedia), Teo ha frequentato un corso di Design della Comunicazione all’Isia di Firenze. Contemporaneamente sviluppa una carriera artistica che lo porta ad esibire i suoi lavori in spazi pubblici e luoghi abbandonati.Teo è anche graphic designer e illustratore freelance; negli ultimi anni ha partecipato a diverse esibizioni collettive e personali in Italia e nel mondo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >