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Imparare a cadere: la disabilità mentale e l’inclusione raccontate in un fumetto commovente

 

Quando si termina l’ultima pagina di Impariamo a cadere di Mikael Ross e si scopre che che un posto come Neuerkerode, luogo in cui si svolge principalmente la vicenda raccontata nel fumetto, esiste veramente, non solo si prova sollievo ma si sta proprio meglio. Già perché nel graphic-novel edito da Bao Publishing si racconta una storia delicata e poetica che parla di argomenti non semplici da trattare, come la disabilità e l’inclusività mentale, e al cui centro, giustappunto, sta Neuerkerode, una fondazione evangelica tedesca che da centocinquanta anni ha organizzato un vero e proprio microcosmo di umanità, in cui persone di ogni provenienza e formazione, disabili e non, condividono vita, lavoro e tempo libero.

La storia di Noel, giovane che vive con la madre in un piccolo appartamento di Berlino, inizia quando questo fragile equilibrio viene sconvolto da un evento molto grave. Per motivi che non vogliamo svelarvi ma che saranno fondamentali per la crescita del ragazzo, Noel si troverà costretto a partire, nottetempo, per la bassa Sassonia. Qui entrerà a far parte del microcosmo di Neuerkerode. Fin dalle prime tavole che descrivono la struttura a impressionare non è soltanto il tocco buffo e onirico di Ross (che sarà un po’ la sua caratteristica principale) ma anche i ritmi di vita all’interno della struttura. Le ragazze e i ragazzi qui ospitati infatti non stanno mai con le mani in mano: si crea, si disegna, si va ai concerti, si va a ballare e, perché no, si gioca anche in piscina.

 

Gli operatori della struttura lasciano liberi le ragazze e i ragazzi di conoscersi e di fare amicizia. Ed è proprio così che Noel inizia ad aprirsi al mondo. Ogni personaggio che sta al Neuerkerode poi viene descritto con un tratto  caratteristico da Ross. C’è chi è ossessionato dall’ordine, chi è un romanticone incallito e c’è anche chi pratica lo sport, segnatamente il judo, per stare meglio con se stesso e con gli altri.

E sarà proprio anche attraverso il judo che Noel crescerà e maturerà, come uomo e come persona. Infatti conoscendo sempre di più la via della cedevolezza (ovvero quello che la parola judo sta a significare) Noel apprenderà come nella vita occorra anche soffrire. Il più forte non è colui il quale non soffre ma chi sa soffrire e cadere. Ecco che quindi, proprio come si insegna a judo prima a cadere che a attaccare, così Noel, grande fan degli AC/DC tra le altre cose, imparare anche a superare i piccoli e grandi traumi che la vita ci mette di fronte.

E quando anche i personaggi secondari sono scritti con la grazia e l’eleganza di Irma (oltre che con quello disegno e colori pastello perfetto per la vicenda narrata), la simpatica vecchina che dà da mangiare agli uccelli e non ama gli autobus, vuol proprio dire che Imparare a cadere è una grande fumetto. Da leggere e rileggere ancora di più in momenti non semplicissimi come questi. Giusto per ricordarci di rimanere umani e di cadere, se è il caso.

Imparare a cadere – Mikael Ross

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Mattia Nesto

Fa che la morte mia, Signor, la sia comò 'l score de un fiume in t'el mar grando

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