L’ultima artista sovietica di Victoria Lomasko è un diario di artista è un volume fondamentale per capire la Russia di oggi. Ma anche quella di ieri.
L’ultima artista sovietica di Victoria Lomasko, pubblicato da Becco Giallo, è una lettura, al di là degli strilli d’agenzia, molto importante per comprendere quel gran mistero che è la Russia, che è diventata la Russia (o che forse è sempre stata) a partire da, circa, venti-venticinque anni. Lo sguardo, giustappunto, da artista di Lomasko è utilissimo a indagare le contraddizioni di questo Paese enorme, con particolare attenzione per quelle che una volta venivano definite come Repubbliche Sorelle, ovvero tutta quella serie di Stati, che vanno dalla Georgia, passano per l’Armenia e arrivano per il Kirghizistan e arrivano all’Uzbekistan che facevano parte dell’Impero Zarista prima e dell’Unione Sovietica poi.
La struttura di questo libro è molto semplice, visto che si tratta, sul serio, di un diario di viaggio di un’artista che si mette a peregrinare per vari Stati dell’Asia centrale, tutti Stati più o meno che gravitano, volenti o nolenti, attorno alla Russia. Lomasko, in quanto russa, osserverà, per utilizzare una terminologia consona all’apparato sovietico di una volta, le affinità e divergenze con la Russia di oggi, accorgendosi di molti punti di contatto tra i vari popolari ma anche affrontando e notando le forti differenze. Una costante, va detto, della ricerca dell’artista russa è quella volta a sottolineare, scoprire e raccontare la condizione della donna nei vari Paesi attraversati, con particolare attenzione per i collettivi di artiste e tutta la galassia LGBTQ+. In questo libro si parla di diritti, di diritti ora acquisiti ora calpestati e si sottolinea a più riprese come la logica del patriarcato, anzi società fortemente maschiliste, siano ancora la maggioranza da quelle parti.
Inframmezzate dai bellissimi e espressivi disegni di Lomaska, il libro si snoda attraverso capitoli agili, che si possono leggere come, appunto, tappe di un viaggio ideale, che trova la sua conclusione in Russia, la patria della stessa artista. Artista che, come molti, si è trovata costretta ad abbandonare recentemente il suo Paese natale per le costanti e soffocanti pressioni e vessazioni del Governo nei suoi confronti. Il mondo tratteggiato dall’artista è, come giustamente si sottolinea sul sito della casa editrice, “un mondo in equilibrio precario”, tra nuovo e vecchio, con spinte fortemente democratiche ed altre più conservatrici se non proprio totalitarie. Un mondo che viene molto “citato” negli ultimi tempi ma che, per tutta una serie di ragioni, è poche volte indagato con tale profondità. L’ultima artista sovietica è una lettura consigliatissima per conoscere meglio il mondo di oggi e di ieri. E utile per immaginarsi quello di domani.
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