Musica
di Simone Stefanini 20 settembre 2018

Capire i metallari

Dopo l’annuncio di Ed Sheeran nella line up del Firenze Rocks 2019, i metallari si sono fatti sentire

Da che mondo è mondo, i metallari fanno paura. Oggi questa definizione sembra venire direttamente dal dimenticatoio degli anni ’80, quella parte del decennio non troppo glorificata dalla retromania, eppure di metallari è pieno il mondo. Che fosse l’86, anno in cui è uscito Reign in Blood degli Slayer o ieri (ma qui cado io perché non sono così aggiornato), i metallari sono rimasti uguali a loro stessi, sia nel look che nella fede, che poi è il motivo per il quale un giovane si arruola nell’armata del metal.

Fin dai video dei Twisted Sisters in heavy rotation su VideoMusic o dalla Bibbia del metal, quel Morte a 33 giri diventato icona nell’ambiente per la presenza di Gene Simmons dei Kiss e Ozzy vestito da prete, il metallaro è un ragazzo scontroso, oppresso, vessato, inabile col sesso opposto che cerca solo di essere accettato e che trova l’accettazione nel gruppo chiuso dei suoi simili. Una specie di setta che risponde a poche ma fondamentali leggi:

  • Il metallaro porta i capelli lunghi e se li perde si rasa a zero
  • Indossa pellame, borchie, predilige il nero e ha milioni di magliette di band
  • Non va in discoteca, odia il pop, ascolta solo la musica con le chitarre distorte
  • Piange solo in presenza di una ballad, fortunatamente inclusa in quasi tutti gli album metal
  • Ama l’horror e la birra

Il metallaro esce con i suoi simili e preferisce non mischiarsi al resto del mondo, da cui in passato è stato scacciato. Non riconosce la tastiera come strumento metal, salvo in rari casi (Nightwish) ma se scavi in profondità, scopri che i primi pezzi metal che ha ascoltato sono stati degli Europe e di Bon Jovi. Il metallaro, quello vero, ha all’incirca 40 anni (anche se ne ha 20) e non si riconosceva nella musica non metal dei suoi tempi, figurati nella trap di oggi. Se ne incontri uno in vena di chiacchiere, ti potrà parlare per ore dei concerti che ha visto, chiamando anche i musicisti per nome: “E lì Nikki ha svalvolato, meno male c’era Tommy che ha fatto l’assolo”.

Egli conosce il lessico base della musica metal perché è stato allevato da riviste come H/M, Metal Shock, Metal Hammer, Hard che contenevano milioni di recensioni, che andavano dagli Iron Maiden al demo degli scappati di casa di Pisa. Non ama davvero il diavolo, ma lo ritiene suo compare perché, come lui, è un reietto vessato dai perbenisti. Nonostante ci siano tante sfumature di metal quanti sono gli anni dei Deep Purple, fondamentalmente i metallari si dividono in due grandi fazioni: nerd e cazzoni. Dei nerd fanno parte molti seguaci del thrash, epic, power, death, black o symphonic, tra i cazzoni invece si annoverano i fan di sleaze e glam. Sono entrambi adorabili nelle loro manie, siano esse le cartine di Magic o i leggings leopardati.

I metallari sono più conservatori dei punk, che in passato si sono aperti al reggae e allo ska. Seguono le band in tour come i fedeli visitano Medjugorije e ne adorano ogni mossa, basta che stia all’interno del metal, altrimenti si parla di tradimento e una volta che un metallaro tradisce, è praticamente morto agli occhi degli altri.

Molti credono che il metal sia una musica defunta, ma l’esercito dei milioni di metallari in tutto il mondo dimostra il contrario e quando la loro esistenza viene glorificata, tipo durante il festival Firenze Rocks del 2018 (Foo Fighters, Iron Maiden, Guns n’ Roses, Ozzy Osbourne, Helloween, Judas Priest), ne attingono energia esauribile solo con l’edizione successiva. L’annuncio di Ed Sheeran come headliner di una delle 4 date del Firenze Rocks 2019 ha portato grossi scompensi nel mondo metal e forse stavolta non basterà una data di riparazione dei Metallica per risollevare la situazione.

In ogni caso, se pensavate che i metallari fossero scomparsi, ora sapete che non è così.

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