Musica
di Simone Stefanini 11 luglio 2018

Cosa vuol dire vedere Alanis Morrisette nel 2018

Il significato più nobile di retromania sta tutto in concerti come questo, che tengono vivo lo spirito degli anni ’90

In questi giorni passa dall’Italia il tour di Alanis Morrisette con due date: una il 10 luglio al Pistoia Blues e una il 25 luglio a Milano. Un’occasione per ascoltare una delle bestseller degli anni ’90, che con il suo Jagged Little Pills del 1995 ha venduto più di 30 milioni di copie nel mondo, non esattamente briciole ed è sicurp che chiunque stia leggendo, ha ascoltato almeno una volta Ironic, You Oughta Know o Thank U.

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando la poco più che ventenne e lungocrinita canadese si è imposta sugli schermi di MTV di ogni paese telemunito coi suoi successi fatti di pop rock chitarroso, testi sinceri come pugni nello stomaco e una voce come poche altre.

 

ph © Gabriele Acerboni Facebook - ph © Gabriele Acerboni

 

Abbiamo assistito alla data pistoiese del tour in versione molto laica, non aspettandoci proprio niente se non un karaoke di successi di 20 anni fa alla fine e almeno 30-40 minuti di “boh, questa non la conosco”, come capita spesso quando si frequentano concerti di artisti persi di vista per decenni. Che sbaglio, il nostro.

Alanis Morrisette oggi si è tagliata gli iconici capelli lunghissimi con cui veniva ricordata da tutti, per il resto sembra abbia spaventato il tempo, che si è rifiutato di scorrere solo per lei. Cioè, è invecchiata come tutti, ma quando canta si trasforma. Assoluta proprietaria del palco, si muove come una leonessa in gabbia vorticando, costantemente in movimento per permettere a tutti di godere del suo show. Canta praticamente tutti i successi (che non sono esattamente 3 o 4 ma decine) e ci stupiamo a cantarli con lei in quel rito che per un paio d’ore fa diventare il concerto una macchina del tempo che fa sembrare tutto il pubblico più giovane.

 

 

Avete presente quelli che parlano di luce negli occhi, che illumina il volto e così via, culminando in un pensiero da Bacio Perugina? Se scansate un attimo il cinismo e vi mettete a guardare il pubblico  che assiste ai concerti  degli artisti della propria gioventù, questa luce la potete quasi toccare e in quel momento, con il collo teso per vedere meglio e le gambe che ballano, passa tutto: non esistono più calvizie o sovrappeso, occhiaie, stanchezza, figli, lavori e responsabilità.

La sua musica è colonna sonora di episodi di telefilm sentimentali da guardare il pomeriggio su Italia 1 mentre fingevamo di fare i compiti e poi ancora di film romantici che hanno accompagnato colossali limonate che ancora oggi non ci si crede. Non solo: Alanis Morrisette è stata molto importante per il girl power dei 90s, ha aiutato l’emancipazione femminile con le sue canzoni e la sua personalità, cosa non da poco.

Guardandola oggi si assiste a un rito che  rende importante la retromania, troppo spesso bollata come conservatrice e reazionaria, quando in realtà sembra essere solo una guida per riconoscere i propri Santi e via via rendere loro grazie, per tutto quello che hanno fatto quando famiglia e amici latitavano e crescere diventava ogni giorno più difficile. Certe cose sono pavloviane, mica reazionarie: ascolti Ironic, la canti, punto. Mica torni davvero giovane, questo lo sappiamo bene, ma andatelo a spiegare a tutti quegli occhi che sembravano fanali ieri sera.

 

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