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Perché l’inno della Serie A di Allevi è una cagata pazzesca

Perché sì.

Partendo da questo assunto, andiamo a specificare: Giovanni Allevi è un pianista italiano, di quelli bravissimi nel comporre musichette già sentite, adatte all’intrattenimento dei semplici, alle sigle televisive o pubblicitarie, al sollazzo e al relax di Jovanotti. Sovente il ricciolone di Ascoli viene scambiato per compositore classico, facendo schiumare di rabbia i puristi e anche un’altissima percentuale di comuni ascoltatori, che non vorrebbero mai vedere il nome di Allevi associato a quello di Rossini, di Beethoven ma nemmeno a quello del maestro Amedeo Minghi.

Cito il compositore romano perché la sigla che Allevi ha composto e che verrà suonata negli stadi della Serie A prima di ogni partita, sembra un pezzo scartato da “Fantaghirò”, di cui Minghi scrisse le ottime musiche. Parte come una fanfaretta medievale molto elementare, buona per la fiera coi cavalli e il tordo, per approdare in un secondo tempo al coro, mezzo in latino e mezzo in inglese come a dire le radici ed il futuro, ma proprio didascalico nello stile catto-progressista che tanto ci piace.

Purtroppo il coro non canta “Moggi ruba, Flachi fa la bamba” ma cose tipo “Gloria I say to you Alleluia”, citando Tozzi e Leonard Cohen ma anche la canzone “John Brown” che cantavamo alle medie. Ah, il pezzo si chiama “O Generosa” e subito ti ricorda una di quelle prostitute romagnole con le minne al vento dei film di Fellini.

Seriamente, sembra l’inno scritto da uno che una partita di calcio non l’ha proprio mai vista. Non gasa, infastidisce, fiacca le fasce muscolari, sbanana i piedi, addormenta la tattica, smoscia il catenaccio, estenua l’esultanza, divide lo spogliatoio.

Per alzare drasticamente i livelli di repellenza, è stato diramato anche un video che ti fa salire un Ken il Guerriero gigante. Ecco due o tre screenshot:

Allevi dirige più felice di Benigni dopo un bonifico della Rai, con la maglietta della salute perché è uno di noi.

 

Anche i musicisti scialli, sempre per il discorso fare parte della gente comune.

 

Il coro più sorridente di Stevie Wonder in “We Are The World”

 

Poi Allevi butta gli spartiti in aria ed è subito spot a favore della violenza negli stadi.

 

Durante il video, Allevi fa una mossa in stile Raffaella Carrà che qualche animo gentile ha già loopato per un’ora, così quando la mattina vi svegliate tranquilli, potete attingere al video qui sotto per la vostra dose di rancore quotidiano 

 

Ma vi abbiamo fatto pazientare anche troppo, ascoltate tutto il pezzo e divertitevi insieme a noi. Ehm.

Simone Stefanini

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