I 20 migliori tormentoni estivi italiani: la classifica definitiva

Tutti i pezzi indimenticabili dell’estate, per sognare il mare, i baci e le storie estive

Musica
di Simone Stefanini facebook 4 luglio 2016 16:50
I 20 migliori tormentoni estivi italiani: la classifica definitiva

moonrise-estate ravenandcrowstudio - Uuuuun’estate al mareeeeee

 

La parola “tormentone” si usa dagli anni 60 e sottintende una frase, una canzone o un’espressione che viene ripetuta fino a che non ti entra in testa. Il tormentone estivo è il pezzo dell’estate, quello che vince su tutti gli altri e sarà ballato, passato in radio e sui juke box (i pochissimi che esistono ancora, perché esistono ancora) oppure nei dj set per rallegrare le vacanze dei turisti e ammorbare gli operatori del settore, che dovranno mettere su quella canzone fino alla nausea.

Non tutte le canzoni estive però vengono a noia, ce ne sono di immortali che basta ascoltare la prima nota e già ci mettiamo a ballare. Oggi analizziamo le canzoni italiane più famose nelle estati degli ultimi 50 anni.

Bisogna fare dei distinguo per decennio, però: negli anni ’60 e negli anni ’80 il tormentone che va di moda è quello che parla delle vacanze, dell’abbronzatura, del mare e degli ombrelloni, nei bui anni ’70 non si glorifica tanto l’estate in quanto tale, ma se ne esalta l’amore stagionale, che può finire anche in modo pessimo. Negli anni ’90 si balla la dance e si torna a parlare di estate in modo malinconico, quasi presagendo la fine di quel mondo dorato che abbiamo vissuto. Negli ultimi anni invece i tormentoni sono quasi sempre stati stranieri, per lo più di natura latino americana, e diciamocela tutta, ci interessano davvero poco.

Ascoltiamo insieme tutte le canzoni che ci hanno fatto sognare tra un bagno e un aperitivo sulla spiaggia.

 

20) Sotto questo sole – Francesco Baccini e Ladri di biciclette (1990)

Nel 1990 due degli esponenti più swing dello stivale si sono messi insieme per creare uno di quei pezzi che poi ce l’hanno fatto a fette durante le dirette del Giro d’Italia. Siete mai riuscito ad ascoltarlo tutto da 20 anni a questa parte? Io no.

 

19) Spiagge – Fiorello (1990)

Nello stesso anno, Fiorello col codino e un pezzo con una base di quella che un tempo si chiamava acid house commerciale. La canzone però non è per tutti, parla solo della riviera romagnola, luogo in cui il cantante lavorava nel campo dell’intrattenimento. Oggi piuttosto inascoltabile, nonostante la valenza trash.

 

18) Vamos a bailar – Paola e Chiara (2000)

Pezzone di quelli che hanno fatto successo ovunque, anche nelle versioni inglese e spagnolo. Lo cantavano le sorelle più ammiccanti della canzone italiana, che già pregustavano la svolta soft erotica degli ultimi tempi della loro carriera, ormai conclusasi.

 

17) Boys – Sabrina (1987)

Che dire? Forse il miglior clip mai girato. Sabrina Salerno nel pieno delle sue forme che canticchia stonatamente in piscina una canzone un po’ così, resa indimenticabile dai molteplici ooops nipple che il regista sapientemente inquadra, alla faccia dei bambini a casa.

 

16) Sentimento pentimento – Neri per caso (1995)

Ritmo reggae deghedeghe, la band vocale campana che balla e che parla di fare sesso spesso e volentieri, con tanto di Ollelle Ollelleja e di Uacchamanna. Sempre bella, non c’è che dire.

 

15) Vamos a la playa – Righeira (1983)

Un inno, il singolo che ha lanciato due tra le popstar più strambe degli anni ’80. Testo in spagnolo e quando lo canti, non puoi che cantare O O O O O. Altro loro tormentone sarà “L’estate sta finendo” di due anni dopo, ma magari lo inseriremo in una classifica di, appunto, fine estate.

 

14) The summer is crazy – Alexia (1997)

Il Bignami della italo dance degli anni ’90: una vocalist con le treccine afro e la voce potente, un synth melodico e la cassa in 4. Poi giù a ballare nelle peggiori discoteche delle peggiori riviere dello stivale, a fare il gesto di quello che con le mani crea un pianeta nello spazio e a prendere un vagone di NO dalle ragazze.

 

13) Tropicana – Gruppo italiano (1983)

Che carini, chissà che fine hanno fatto. Non ho da dire molto su questo pezzo, tranne che è molto caraibico e che mi ricorda le estati passate coi miei genitori.

 

12) Abbronzatissima – Edoardo Vinello (1963)

Gli anni ’60 sono tutti qui, in questo pezzo  de grande Edo Vianello, che all’estate ha dedicato gran parte della sua carriera. “A-abbronzatissima”, con la erre bella marcata la sanno tutti, dai bambini ai nonni. Intramontabile.

 

11) Hanno ucciso l’uomo ragno – 883 (1992)

Gli 883 sono stati i re incontrastati di tante estati degli anni ’90. Sono tutto ciò che è carro, sono quelli che quando eri adolescente dicevi di odiare oggi invece quando senti un pezzo lo canti tutto con i lacrimoni. L’educazione sentimentale mainstream dell’ultima generazione del Novecento.

 

10) Un’estate italiana – Edoardo Bennato e Gianna Nannini (1990)

Al netto del fatto che potrebbe pure portare sfiga, questo pezzo epico firmato Giorgio Morder per le voci particolari di Bennato e della Nannini, ancora oggi scatena delle hola incontrollate, dei pugni alzati al cielo e niente, siamo fuori dagli Europei.

 

9) Un’estate al mare – Giuni Russo (1981)

Bravissima, una voce come poche per questa cantante troppo spesso dimenticata, purtroppo scomparsa prematuramente. Poteva cantare di tutto col suo registro, eppure i due suoi pezzi più famosi sono proprio due tormentoni estivi, questo e “Alghero”.

 

8) Mare mare – Luca Carboni (1992)

Che dire, qui abbiamo la regina del Festivalbar. Uno di quei pezzi che non ti stancheresti mai di sentire, che ti fanno venir voglia di andare al mare anche quando sei già al mare. Perché l’estate è anche malinconia delle estati precedenti.

 

7) Vento d’estate – Max Gazzè e Niccolò Fabi (1998)

Altro pezzo che non stanca mai. Scritto benissimo da Gazzè e Riccardo Senigallia, è un tormentone atipico e surreale, che parla della bellezza di perdersi nella natura. Un po’ triste, un po’ riflessivo e comunque, anche a distanza di anni, gli trovi sempre un perché.

 

6) Summer on a solitary beach – Franco Battiato (1982)

Vabè, qui siamo nei pressi del mito. Gli anni ’80 al loro meglio, Battiato che parla, come il pezzo precedente, di un mare senza nessuno, in cui perdersi e annegare, lontano dal logorio della vita moderna. Un naufragio volontario, emotivo e meraviglioso.

 

5) Pazza idea – Patty Pravo (1973)

Una delle canzoni più belle della Patty non ha propriamente a che fare con l’estate ma diventa uno di quei tormentoni che non vano più via. Si parla di una storia scabrosa per il tempo, cioè di far l’amore con una persona pensando a un’altra. È sempre stata avanti, non c’è che dire.

 

4) Gloria – Umberto Tozzi (1979)

Canzone famosa in tutto il mondo, che ha fatto diventare Umberto Tozzi un top autore. Alla fine degli anni ’70 se non la balli nei dancing sul mare non sei nessuno. A dire il vero, la balliamo ancora oggi, in un tripudio di nostalgia.

 

3) Azzurro – Adriano Celentano (1968)

Paolo Conte scrive questo gioiellino di malinconia per Celentano, il quale la fa sua e crea una hit che non conosce il tempo. Si respira l’afa, la noia dell’estate in città e la solitudine di quando se ne vanno tutti in vacanza e tu no. Perché il treno dei desideri, nei pensieri va al contrario e non si vince mai.

 

2) E tu – Claudio Baglioni (1974)

Claudio Baglioni arrangiato da Vangelis. Una di quelle canzoni che quasi tutti i cantautori pagherebbero oro per scrivere. L’amore ai tempi della stagione estiva, accoccolati ad ascoltare il mare. Epica, con un ritornello che se non hai la voce non provare nemmeno a cantarlo. Fa il bis con un’altra storia estiva, quella di “Piccolo grande amore”

 

1) Sapore di sale – Gino Paoli (1963)

Se siete amanti della musica a 360° e vi piace entrare dentro le canzoni, la loro costruzione e così via, ascoltate attentamente gli strumenti e l’arrangiamento di questo pezzo splendido. Una meraviglia a così tanti livelli che non può essere nemmeno accostato al classico tormentone estivo e che in realtà ne è il re incontrastato. Gino Paoli lo dedica al suo amore, cioè a Stefania Sandrelli. Il testo parla di impressioni, di minuscoli dettagli di un bacio sulla spiaggia, di quelli che non si scordano più.

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