Natura
di Gabriele Ferraresi 17 Maggio 2016

La commovente storia del cucciolo di bisonte soppresso e le lezioni della natura

Quando le buone intenzioni si scontrano con millenni di evoluzione

Il cucciolo di bisonte soppresso, nel bagagliaio del suv  Il cucciolo di bisonte soppresso, nel bagagliaio del suv

 

Ha commosso il mondo, la vicenda del cucciolo di bisonte soppresso che alcuni turisti avevano caricato a bordo della propria auto vedendolo infreddolito nel parco di Yellowstone, e che poi è stato eliminato perché rifiutato dal branco. È una storia triste, che però ci insegna molto a proposito di quanto sia giusto interferire con la natura, e soprattutto con la fauna nel proprio ambiente.

 

 

Ricapitoliamo i fatti, per chi non li conoscesse. Siamo nel Parco dello Yellowstone, negli Stati Uniti, e Npr riassume la vicenda così.

Ci sono dei ragazzi in giro nel parco, è una gita: a un certo punto un papà e suo figlio vedono questo cucciolo di bisonte infreddolito, e in questo periodo le temperature in quello che è il più antico parco naturale degli Stati Uniti sono ancora piuttosto rigide, spesso intorno – e sotto – allo zero.

Ma è la natura. È triste per i nostri parametri “umani” vedere un animale soffrire nel proprio ambiente naturale: forse perché in questo periodo storico più che in altri tendiamo ad attribuire agli animali caratteristiche che normalmente sarebbe assennato dare solo agli esseri umani. Anche perché quel bisonte in teoria è solo l’ultimo nato, di altri milioni di piccoli bisonti nati al freddo, cresciuti tranquillamente al freddo, e poi chissà come, morti: ma raramente di freddo.

Però scatta qualcosa nel papà e nel figlio: devono salvare il bisonte. Pessima idea: decidono di caricarlo in auto, sul loro suv, ed è lì che viene scattata l’immagine che vedete nel tweet qui sopra. I due a quel punto cercano un ranger del parco, per consegnargli il cucciolo, ma il danno ormai è già fatto.

Il finale della storia? Un cucciolo di bisonte soppresso, perché rifiutato dal branco.

Sarebbe forse morto comunque? Impossibile saperlo. Il resto lo racconta un comunicato sul sito del Parco YellowstoneLa settimana scorsa nel Parco Nazionale dello Yellowstone alcuni visitatori hanno caricato un cucciolo di bisonte nel loro veicolo e lo hanno trasportato in un’area di sosta, a causa della loro malintesa preoccupazione per le condizioni dell’animale. In termini di sicurezza umana è stata un’attività pericolosa, visto che gli animali adulti sono molto protettivi nei confronti dei piccoli, e potrebbero comportarsi in maniera aggressiva per difenderli. Inoltre, l’intervento umano può portare le madri a rifiutare i cuccioli. In questo caso i ranger hanno provato ripetutamente a riunire il piccolo bisonte al resto del branco. Ma i loro sforzi non hanno avuto successo. Il cucciolo di bisonte è stato in seguito soppresso, in quanto abbandonato dal suo branco causava situazioni di pericolo avvicinandosi alle auto e alle persone lungo la strada“.

Sempre il Parco di Yellowstone ha poi precisato su Facebook ancora meglio le ragioni della soppressione dell’animale, in particolare in uno dei commenti, aggiungendo che “la mission del National Park Service non è quella di salvare animali: il nostro obiettivo è quello di sostenere i processi ecologici dello Yellowstone (…) non è raro che i bisonti e in particolare le giovani madri vedano morire o abbandonino i loro cuccioli. Questi animali normalmente muoiono di fame o predati da altri animali del parco“.

 

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