Gli assurdi piercing corporei del Phuket Vegetarian Festival

Non si mangia carne e si onorano gli dei con sacrifici fatti sulla propria pelle. Letteralmente.

Viaggi
di Simone Stefanini facebook 20 ottobre 2015 11:37
Gli assurdi piercing corporei del Phuket Vegetarian Festival

piercing Jorge Silva/Reuters

 

Stomaci forti, preparatevi ad assistere ad una carrellata di foto veramente estreme, proposte da CBS News. Siamo al Phuket Vegetarian Festival in Tailandia e come si evince dal nome, le persone che vi partecipano non mangiano la carne in segno di devozione verso gli antichi dei della tradizione cinese. Ma non è questo il punto, perché al posto della carne, i partecipanti si ficcano in bocca ben altre robe.

In Tailandia, la comunità cinese, quella di Singapore e quella malese credono che l’astinenza dalla carne e i sacri riti durante il nono mese lunare del calendario cinese aiuti i convenuti a trovare buona salute del corpo e pace nella mente. Ma più che per i 10 giorni di dieta vegetariana, che non ha mai fatto male a nessuno in verità, il Festival è conosciuto in tutto il mondo per i sacrifici corporali a cui si sottopongono i devoti, tra cui le mutilazioni rituali e i piercing facciali estremi, fatti senza anestesia.

 

piercing Jorge Silva/Reuters

 

Il Festival quest’anno si tiene dal 12 al 22 ottobre. Durante il giorno della processione dei devoti, sfilano per le strade di Phuket centinaia di supplizianti che si devastano la faccia con qualunque cosa possa infliggere buchi alle guance o alle labbra e passare da parte a parte. Tutto per il favore degli déi.

 

piercing Jorge Silva/Reuters

 

Non è raro vedere devoti con canne di fucile o pistola che gli trapassano la faccia. Che poi gli déi siano contenti, quello è un altro paio di maniche. I piercing estremi vengono fatti nel Tempio da medici professionisti e gli inconsapevoli body artisti vengono indotti in una sorta di trance per poter sopportare il dolore.

 

piercing Jorge Silva/Reuters

 

Tra le cose più allucinanti che i devoti riescono a infilarsi in bocca: una pala, un’ascia, due ombrelli, il manubrio di una moto o di un triciclo, l’asta per selfie. Certo, guardare queste foto può risultare come minimo bizzarro, ma se ci pensate, anche le processioni religiose dei flagellanti in Calabria o in Campania non è che siano proprio passeggiate di salute, con i manifestanti che si dissanguano per Dio. Insomma, ad ogni religione la propria tortura.

 

piercing Jorge Silva/Reuters

piercing Jorge Silva/Reuters

 

piercing Jorge Silva/Reuters

 

piercing Jorge Silva/Reuters

 

piercing Jorge Silva/Reuters

 

piercing Jorge Silva/Reuters

 

piercing Jorge Silva/Reuters

 

piercing Jorge Silva/Reuters

 

piercing Jorge Silva/Reuters

 

piercing Jorge Silva/Reuters

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