Il video autoironico di Roberto Giachetti prende in giro le campagne elettorali

Anche se l’idea non è nuovissima, la spontaneità del candidato sindaco PD a Roma ha fatto il botto sui social media

Politica
di Gabriele Ferraresi facebook 25 maggio 2016 13:23
Il video autoironico di Roberto Giachetti prende in giro le campagne elettorali

 

È difficile scherzare nella comunicazione politica, ed è difficilissimo farlo sui social network. Più che altro perché c’è l’enorme rischio di non far ridere: uno dei maestri in questo campo è Barack Obama – basti pensare a quando su BuzzFeed si prestò a un video semplicemente perfetto, per promuovere ObamaCare – ma da oggi anche il romanissimo Roberto Giachetti, candidato sindaco del PD alle elezioni comunali di Roma e Vicepresidente della Camera dei deputati, dobbiamo dire che si difende bene, anche se l’idea non è nuovissima.

Il video pubblicato stamattina è stato condiviso bene o male da chiunque, proprio perché “smonta” quel genere di storytelling paraculo che spesso vediamo messo in campo quando ci sono delle elezioni locali. Una narrazione spesso melensa, inutilmente enfatica, pesantissima da digerire. In tre parole: fuori dal tempo.

 

roberto giachetti video facebook  Giachetti che sbrocca nel video

 

Ed è proprio con quella che si apre il video qui sopra, con una “lettera d’amore a Roma” una imbarazzante melassa elettorale in cui restare impantanati come in una pozza di Bostik, una lettera che potrebbe essere tranquillamente adattata a qualunque candidato, di destra, di centro, di sinistra, pentastellato. Per chiunque. All’improvviso però… non vogliamo togliervi la sorpresa, meglio evitare spoiler e guardare il video, che si conclude con “Un sindaco vero“.

Ricorda forse un po’ un video simile visto un paio d’anni fa per le primarie in Puglia, in cui appariva Guglielmo Minervini il video di Giachetti, perché l’idea di base è la stessa: ovvero che la spontaneità sia un valore in uno scenario di comunicazione dove domina la costruzione del consenso e dell’immagine.

 

 

Certo, qualcuno potrebbe obiettare a proposito dell’operazione di Giachetti che lo smontaggio dello storytelling paraculo della “lettera d’amore a Roma” in fondo è paraculaggine elevata al cubo: però che importa, “fa il giro”, ha funzionato con un certo tipo di pubblico sui social media – un pubblico che si trasformerà in voti? È piaciuto a un pubblico che forse votava comunque Giachetti? Chissà – ma proprio per questo ci piace, o quantomeno ci strappa un sorriso, è una bella novità.

Giachetti, membro del PD e del Partito Radicale Transnazionale e il suo staff hanno avuto quantomeno coraggio a gestire una parte della comunicazione così: e di questo gli va dato merito.

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