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Servizio di leva volontaria, Ddl ai ministri, Crosetto: 10mila riservisti in caso di necessità

Il Ministro della Difesa Guido Crosetto presenterà un Ddl al Consiglio dei Ministri per l'istituzione della leva volontaria.

by Mattia Senese
30 Novembre 2025
in Politica
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Guido Crosetto

Leva volontaria, l'annuncio del Ministro Crosetto - Dailybest.it / Credits: Instagram @Crosettoguido

Il dibattito sulla creazione di una riserva militare ausiliaria volontaria in Italia si fa sempre più concreto. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha annunciato l’imminente presentazione in Consiglio dei Ministri di un disegno di legge (Ddl) che mira a rafforzare le forze armate italiane con un contingente aggiuntivo di circa 10mila riservisti.

Questa iniziativa si inserisce in un contesto di rinnovata attenzione verso la sicurezza nazionale e la necessità di adattarsi alle nuove sfide geopolitiche e tecnologiche, soprattutto dopo gli ultimi sviluppi nel settore della difesa e della cybersecurity.

La proposta di Crosetto: una riserva militare su base volontaria

Il progetto del ministro Crosetto si ispira a modelli europei già esistenti, in particolare a quello tedesco, che prevede una riserva militare con modalità di attivazione parzialmente automatica, e a quello francese, interamente fondato sulla volontarietà. La novità italiana consisterebbe nella costituzione di una riserva ausiliaria di Stato composta da 10mila unità, reclutabili su base volontaria e specializzate in settori strategici.

Questi riservisti, che potrebbero essere ex militari o professionisti con competenze specifiche, riceverebbero una formazione continuativa e periodica di aggiornamento, così da essere pronti a intervenire in caso di crisi internazionali, emergenze nazionali o calamità naturali. Crosetto, durante la sua recente visita istituzionale a Parigi, ha sottolineato che la bozza di legge non si limiterà a stabilire il numero di riservisti, ma definirà in modo dettagliato l’organizzazione e le regole operative della riserva, con l’obiettivo di garantire la capacità difensiva del Paese nel medio e lungo termine.

La riserva non sarà impiegata direttamente nei teatri operativi, ma avrà un ruolo cruciale di supporto logistico, cooperazione e sostegno alle attività militari e civili in caso di emergenza. Il disegno di legge si basa sulla delega prevista dalla legge 119 del 2022, che ha aperto la strada all’istituzione di una riserva ausiliaria, ma finora non è stata attuata in modo strutturale. L’attuale forza militare italiana conta circa 160mila effettivi, un numero considerato insufficiente dalle autorità, che in più occasioni hanno denunciato un gap significativo rispetto alle esigenze di sicurezza nazionale.

Militare
Il Ddl ai Ministri per il piano della leva volontaria sul modello tedesco – Dailybest.it

Nelle scorse settimane, proprio Crosetto aveva definito superata la legge 244 del 2012, che fissa il limite massimo di personale per la Difesa a 170mila unità, proponendo un aumento di almeno 30-40 mila militari complessivi. Nel documento informale illustrato al Consiglio supremo della Difesa, presieduto dal presidente Sergio Mattarella, il ministro ha inoltre evidenziato l’urgenza di integrare tra le nuove leve almeno 10-15mila unità specializzate in tecnologie avanzate e in Intelligenza Artificiale, con un focus particolare su 5mila riservisti destinati a operare nel settore della cyber-difesa, fondamentale nella guerra ibrida contemporanea.

Il progetto di legge ha subito acceso il confronto politico, con reazioni particolarmente critiche da parte delle opposizioni. Il Movimento 5 Stelle, attraverso il suo leader Giuseppe Conte, ha espresso un giudizio severo, definendo il provvedimento come un rischio di coinvolgimento dei giovani italiani in conflitti armati. Conte ha dichiarato: «Sono stato purtroppo profeta. Siamo arrivati a quello: mandiamo i nostri giovani in guerra».

Da parte sua, il ministro Crosetto ha risposto invitando a una riflessione più ampia sulle esigenze della difesa nazionale nel contesto attuale: «È giusto che si discuta, ma noi dobbiamo offrire un modello di difesa adeguato ai tempi che viviamo e alle sfide future». La sua posizione si basa sulla convinzione che l’Italia debba dotarsi di uno strumento flessibile e moderno, in grado di integrare competenze e risorse umane qualificati, senza ricorrere a un servizio militare obbligatorio.

Mattia Senese

Mattia Senese

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