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Home Politica

Trump ora mette nel mirino la Groenlandia: perché per gli USA ha un’importanza strategica

Perché per gli Stati Uniti l'isola della Groenlandia ha un'importanza strategica? Le parole di Donald Trump e la reazione della Danimarca.

by Mattia Senese
5 Gennaio 2026
in Politica
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Donald Trump

Groenlandia, le parole di Donald Trump fanno infuriare la Danimarca - Dailybest.it / Credits: Instagram @Therealdonaldtrump

L’interesse degli Stati Uniti verso l’isola della Groenlandia è tornato al centro del dibattito geopolitico, anche grazie alla recente riaffermazione da parte dell’amministrazione americana della sua importanza strategica nell’Artico.

Dopo un periodo di relativa attenzione ridotta, il tema del controllo e dell’influenza sulla Groenlandia si riaffaccia con nuove prospettive di sicurezza e geopolitica globale, viste le crescenti tensioni nell’area artica tra grandi potenze.

L’importanza strategica della Groenlandia per gli Stati Uniti

La Groenlandia, situata nell’estremo nord dell’Oceano Atlantico, rappresenta un nodo cruciale per il controllo delle rotte polari. La sua posizione geografica la rende un elemento chiave per la sicurezza euro-atlantica e per il potenziamento della presenza americana nell’Artico. L’isola, parte del Regno di Danimarca insieme alle isole Far Oer, è abitata da poco più di 55.000 persone, ma il suo valore va ben oltre la dimensione demografica.

Il presidente americano Donald Trump, soprattutto durante il suo mandato, aveva più volte sottolineato la necessità di rafforzare la presenza statunitense in questa regione. La Groenlandia è infatti ricca di risorse naturali strategiche come terre rare, petrolio e gas, elementi fondamentali per il futuro energetico e tecnologico degli Stati Uniti. Inoltre, il controllo dell’isola permetterebbe di contenere l’espansione e l’influenza di Russia e Cina nell’Artico, due attori che negli ultimi anni hanno intensificato le proprie attività militari e commerciali nella zona.

Nel 2019, Trump aveva persino proposto l’acquisto della Groenlandia dalla Danimarca, un’idea che aveva provocato reazioni diplomatiche immediate e un rifiuto netto da parte di Copenaghen. Tuttavia, l’interesse degli USA non è mai venuto meno, e oggi, con il nuovo contesto geopolitico, la strategia americana sembra confermare l’importanza dell’isola come avamposto fondamentale.

La Groenlandia, pur facente parte del Regno di Danimarca, gode di una larga autonomia politica e amministrativa. La monarchia costituzionale danese, guidata attualmente dal re Federico XI, mantiene la sovranità sull’isola, ma la gestione interna è affidata a un governo locale con ampi poteri economici, sociali e fiscali.

Il Folketing, Parlamento danese, include 179 membri, di cui solo 2 rappresentano la Groenlandia, a sottolineare la particolare posizione politica dell’isola all’interno del regno. La capitale Nuuk rappresenta il fulcro strategico del territorio non solo per la sua collocazione nell’Artico ma anche per il suo potenziale legato alle risorse minerarie ed energetiche.

La difesa, la politica estera e la sicurezza rimangono prerogative di Copenaghen, un aspetto che spiega le reazioni ferme e decise del governo danese a ogni ipotesi di annessione o vendita dell’isola agli Stati Uniti. Il premier danese Mette Frederiksen ha più volte ribadito che la Groenlandia non è in vendita, sottolineando l’importanza di mantenere l’integrità e la sovranità del Regno.

Negli ultimi decenni, la relazione tra Danimarca, Groenlandia e isole Far Oer si è evoluta attraverso una serie di accordi che hanno progressivamente ampliato l’autonomia dei territori. Le Far Oer hanno ottenuto l’autogoverno nel 1948, mentre la Groenlandia ha seguito un percorso più lungo, culminato con la legge sull’autogoverno del 2009. Questa normativa ha riconosciuto ufficialmente ai groenlandesi il diritto all’autodeterminazione, una conquista fondamentale per il rafforzamento della loro identità politica e culturale.

L’autonomia consolidata permette alla Groenlandia di gestire in modo indipendente molte delle proprie risorse economiche e sociali, pur mantenendo un legame saldo con la Danimarca per quanto riguarda gli ambiti di difesa e politica estera. Questo equilibrio è al centro delle dinamiche geopolitiche attuali, soprattutto considerando l’interesse strategico degli Stati Uniti e delle altre potenze per la regione artica.

Mattia Senese

Mattia Senese

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