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Home Scuola

Carta del Docente, chi resta fuori e non riceverà l’accredito

Chi resterà fuori, e non potrà ricevere l'accredito, per il bonus della Carta del Docente 2026: cosa c'è da sapere.

by Mattia Senese
2 Febbraio 2026
in Scuola
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Carta del Docente

Carta del Docente, chi non riceverà il bonus nel 2026 - Dailybest.it

Cresce l’attesa tra i docenti italiani per l’accredito del Bonus Carta docente relativo all’anno scolastico 2025/26.

Dopo il mancato rispetto della scadenza del 30 gennaio per la pubblicazione del decreto ministeriale, resta centrale l’attenzione sulle indicazioni ufficiali del Ministero dell’Istruzione, che aggiornano le regole sull’accesso al beneficio economico destinato al personale scolastico. La questione coinvolge anche i docenti precari, per i quali permangono incertezze ma emergono novità rilevanti a seguito di recenti sentenze europee.

Carta Docente, a chi non spetta e cosa rivelano le ultime sentenze

Per l’anno scolastico in corso, il Bonus Carta docente è destinato a un’ampia categoria di insegnanti e personale educativo. Beneficeranno dell’accredito:

  • i docenti con contratto a tempo indeterminato, inclusi i neoassunti e coloro con contratti part-time;
  • gli insegnanti dichiarati inidonei per motivi di salute, secondo l’articolo 514 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 e successive modifiche;
  • i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o con altri tipi di utilizzo;
  • il personale docente delle scuole italiane all’estero e delle scuole militari;
  • gli insegnanti con contratto in scadenza al 31 agosto 2026, anche a orario ridotto;
  • coloro che hanno ottenuto sentenze favorevoli relative all’accesso al bonus, con indicazioni specifiche su come procedere in caso di ritardi nell’accredito;
  • i docenti con contratto al 30 giugno 2026, anche a orario non intero;
  • il personale educativo in servizio.

Questa definizione chiarisce chi può attendersi l’accredito automatico del bonus per l’anno scolastico in corso, con una particolare attenzione a chi ha contratti che terminano a fine anno scolastico o al termine delle attività didattiche.

Resta però irrisolta la questione relativa ai docenti con supplenze temporanee. Secondo la normativa vigente, infatti, il bonus non è riconosciuto automaticamente a chi ha contratti a termine di breve durata. Al momento dell’apertura della piattaforma per il Bonus Carta docente 2025/26, questi insegnanti non compariranno nell’elenco dei beneficiari, neanche nel caso in cui la supplenza si protragga fino al termine delle lezioni e degli scrutini.

Classe vuota
Carta del Docente, la posizione dei docenti precari – Dailybest.it

Il Ministero dell’Istruzione sta svolgendo una ricognizione per definire con precisione la platea degli aventi diritto, confermando che tra i precari verranno inclusi solo coloro che hanno un contratto in essere al 31 agosto o al 30 giugno 2026. Tuttavia, questa restrizione appare in contrasto con un importante sviluppo giurisprudenziale. Il 3 luglio 2025 la Corte di Giustizia Europea ha emesso una sentenza cruciale che estende il diritto al Bonus Carta docente a tutti i docenti precari, senza distinzione in base alla durata del contratto.

Questo pronunciamento rappresenta un cambiamento significativo rispetto alle disposizioni nazionali e apre la strada a nuove possibilità per i supplenti. Ad oggi, il riconoscimento del bonus per i docenti con contratti a tempo determinato non è automatico e può richiedere un intervento giudiziario. L’accesso al beneficio può essere rivendicato attraverso ricorsi, anche per contratti stipulati negli ultimi cinque anni, grazie alla prescrizione quinquennale prevista dalla normativa.

Questa evoluzione giurisprudenziale evidenzia la necessità di un adeguamento della normativa nazionale per garantire l’accesso equo al Bonus Carta docente a tutto il personale scolastico, indipendentemente dalla stabilità contrattuale. Le indicazioni ministeriali e le sentenze europee rappresentano quindi un quadro in divenire, che interessa non solo la programmazione finanziaria del personale scolastico ma anche i diritti fondamentali dei lavoratori della scuola italiana.

Mattia Senese

Mattia Senese

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