Senza tenere premuto, il primo corto horror italiano girato con le storie di Instagram

Paolo Strippoli è il regista del primo corto horror creato utilizzando esclusivamente le storie Instagram

Una clip dal corto

S’intitola Senza tenere premuto ed è il primo progetto cinematografico rappresentato interamente attraverso le Instagram Stories. Diretto da Paolo Strippoli, con protagonisti Chiara Vinci, Chiara Aquaro, Ladislao liverani, Daniele Mariani, Senza tenere premuto è un cortometraggio scritto da da Salvatore de Chirico e Paolo Strippoli, prodotto da Francesca Andriani e Guglielmo D’Avanzo per 10D FILM con CarlottaGalleni per AG Business & Services, in associazione con P&CO.

La protagonista della storia, l’utente @iamchiaramancuso è una 23enne che come tante, ama documentare la propria vita su Instagram. Dopo aver perso il cellulare, storia dopo storia la paura si insinua in lei e precipita in un vortice infernale. Qualcuno la sta seguendo, si addentra in casa sua…

Senza spoilerare troppo, l’esperimento è di quelli che lasciano il segno, un cortometraggio sviluppato utilizzando esclusivamente le storie Instagram, diretto da Paolo Strippoli,  regista ventiseienne al quale abbiamo posto un paio di domande sul suo lavoro.

ph © Maria Di Stefano  ph © Maria Di Stefano

Perché un corto fatto con le storie Instagram?
Tempo fa sono tornato al Centro Sperimentale di Cinematografia (dove mi sono diplomato) per seguire una lezione di Storia del Cinema. Mentre vedevamo un vecchio film di De Santis (Roma ore 11, mi sembra) ho notato che gran parte dei nuovi allievi sfogliavano in continuazione – e di nascosto – le storie Instagram sulla loro bacheca. Lì ho capito che una narrazione classica difficilmente può esercitare lo stesso fascino di quelle immagini così veloci e colorate su un ragazzo nato a cavallo del duemila – e non solo -, sia pure uno studente di cinema. È così, forse è anche un po’ triste, ma ci hanno abituato all’immediatezza. Se da una parte la cosa mi sta un po’ antipatica, dall’altra ho pensato che quelle immagini rapide potessero diventare un nuovo linguaggio narrativo. Così una mattina d’estate, mentre eravamo al mare, io e un gruppo di amici abbiamo cominciato a immaginare una storia da raccontare in quel modo, anche solo per vedere se fosse possibile farlo.

ph © Maria Di Stefano  ph © Maria Di Stefano

Fare horror 2.0 in Italia si può e lo dimostri con un corto che funziona. In una società costantemente spiata, qual è il sinonimo di paura oggi?
Sui nostri canali creiamo un palinsesto di noi stessi. Non direi che siamo spiati, piuttosto offriamo agli altri il nostro show personale, calcolato in ogni suo momento. Di conseguenza ciò che ci fa paura, in quest’epoca di sovraesposizione, è perdere il controllo della nostra immagine. Essere osservati nella nostra incarnazione più fragile, nei nostri difetti e nelle nostre brutture, quelle che nessuno vorrebbe mai svelare ai suoi follower.

ph © Maria Di Stefano  ph © Maria Di Stefano

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