Potessimo incontrare noi stessi a vent’anni, cosa avremmo da dirci? Questa rubrica Ivan Carozzi l’ha chiamata “lo sport estremo dell’autoanalisi” e come definizione ci piace moltissimo: “Avessi vent’anni” esce ogni venerdì. Qui ci sono tutte le puntate precedenti.
Vuoi tornare indietro nel tempo per dirti qualcosa? Perfetto, siamo qui per questo: scrivici a info@dailybest.it.
Avevo vent’anni ventisei anni fa. Me ne rendo conto adesso mentre lo scrivo e, porcazozza, questa cosa mi fa una paura fottuta. Passano ventisei anni da quando avevi vent’anni e te ne rendi conto perché hai deciso di scriverne. È una di quelle cose che ti fa respirare veloce dentro un sacchetto di carta.
Meno male che di testa me ne sento sempre vent’otto, per cui assorbo il colpo, mi rialzo e vado avanti.
Ti è stato proposto di andare in un villaggio alle Maldive a fare l’istruttore di sub e la guida subacquea. Tu quella proposta non l’hai nemmeno presa in considerazione. Ecco, magari valutala per più di dieci secondi, pensaci, perchè forse quell’esperienza può essere interessante e i fumetti puoi farli comunque.
Conoscerai un sacco di persone, ricordati che ognuno di loro, anche quelli che ti deluderanno o ti faranno del male, saranno molto importanti per te. Saranno in parecchi ad essere nella tua vita ancora oggi.
Tra un paio di mesi verrai coinvolto in una rissa fuori da una birreria. Smaltita l’adrenalina e il testosterone dei vent’anni, attorno ai trenta, la memoria di quell’evento tornerà a tormentarti. Ti dico che non potevi fare altrimenti. Era lui che voleva fare a botte, mica tu. Di sicuro, il tipo che hai frollato di mazzate e hai lasciato lì per terra, dopo un po’ si sarà rialzato. Hai fatto bene ad andartene prima che arrivasse la polizia.
Ci vorrà ancora un po’, ma in tempi relativamente brevi ti passeranno per le mani un bel po’ di soldi. Mettili via. Risparmia. Puoi fare a meno della maggior parte delle minchiate che ti comprerai.
A settembre andrai a vedere quello che per te diventerà: “il concerto della tua vita”, il Monster of Rock del 1991. Ecco, portarsi dietro una cazzo di macchina fotografica può essere una buona idea.
Fai benissimo a pretendere così tanto da te stesso. Non otterrai assolutamente nulla nell’immediato, ma sappi che ventisei anni dopo io ti sono molto grato per tutto quell’impegno.
Semmai, non dare per scontato e non pretendere il medesimo impegno anche da parte degli altri.
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