Un artigiano italiano assembla bici elettriche con pezzi di moto d’epoca

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Di Luca Agnelli e delle sue straordinarie creazioni ciclistiche avevamo scritto qualche tempo fa, raccontandovi delle splendide biciclette che realizza la sua Agnelli Milano Bici in quel di Abbiategrasso, in provincia di Milano, e intervistandolo.

Oggi torniamo a occuparcene perché a distanza di qualche mese ci sono nuove bici a pedalata assistita che ha realizzato, fedele al suo stile – tutte le immagini le trovate sulla sua pagina Facebook – che unisce l’estetica delle moto bici degli anni ’30, ’40 e ’50, alla tecnologia contemporanea del motore elettrico che aiuta la pedalata sulle bici di ultimissima generazione.

 

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L’altra volta Agnelli ci raccontava che “Negli anni ’20, ’30, ’40, c’erano dei prodotti del tipo dei miei straordinari, con motore a combustione interna ovviamente. Per esempio la Della Ferrera di Torino, faceva motobici semplici e bellissime. Quel che faccio io in fondo dovrebbe essere la normalità. L’idea delle bici elettriche? Mi è nata dalla voglia di avere un prodotto bello e gradevole“.

Oggi? Oggi quel prodotto lo realizza lui: ma prodotto, per qualcosa di così artigianale, forse non è il termine adatto.

 

 

Al telefono oggi è modesto, esordisce con “Alla fine una bicicletta ha pur sempre due ruote e un telaio…” ma quel che cambia però, nelle sue, è tutto il resto. C’è un lavoro artigianale davvero unico, dettagli curatissimi, anche in questi nuovi modelli, con cui ha conquistato il mondo delle biciclette a pedalata assistita.

Mi è capitato una volta sola di usare lo stesso telaio” racconta, ma è stata una coincidenza, per il resto le sue creazioni sono tutti esemplari unici. Tutti abbinamenti serbatoio / telaio differenti, tutti arricchiti da dettagli unici come ogni esemplare, costruito in ore e ore e di lavoro manuale.

Con un dettaglio in particolare che lui ama particolarmente, il serbatoio “recuperato” da qualche vecchia moto bici con cui se ne andavano in giro i nostri nonni, dove alloggiare le batterie che muovono il mezzo “Il mio preferito resta sempre quello del Guzzino 65, è molto versatile, funziona bene sia per una bici elegante che per una sportiva“.

 

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Nel futuro? Nel futuro si va avanti, non ci si ferma: e Agnelli ci racconta dei suoi progetti “Un carrozzino da attaccare alla bici, per portarci i bambini, oppure un cane” ma non è semplice trovare la chiave giusta per renderlo coerente con delle biciclette a pedalata assistita stilisticamente perfette. Vedremo nei prossimi mesi.

Ne hanno scritto più o meno ovunque delle bici di questo artigiano di Abbiategrasso, e lui? “Non mi aspettavo un successo del genere, ne hanno parlato anche in Giappone” conclude, ma è un successo giusto, e Agnelli e le sue biciclette se lo meritano tutto. Il prezzo dei suoi piccoli grandi capolavori a due ruote? Solo su richiesta.

Gabriele Ferraresi

Lavoratore intellettuale salariato

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