Society
di Sandro Giorello 1 Aprile 2016

Cubetto, il gioco che insegna ai bambini a programmare un robottino intelligente

Nato dall’idea di progettisti italiani è uno dei giocattoli più smart mai inventati

cubetto-3 primotoys.com/ - Cubetto

 

Primo Toys è un’interessantissima realtà nata a Londra da due bergamaschi, Filippo Yacob e Matteo Loglio, che volevano trovare un nuovo modo per insegnare ai bambini a programmare. Dopo tre anni anni hanno realizzato Cubetto, un robottino che può essere guidato grazie ad una serie di comandi.

L’idea è piaciuta a moltissimi investitori – prima fra tutti Randi Zuckerberg, la sorella di Mark – e a giorni si concluderà una campagna crowdfunding di assoluto successo. Pensate che sia solo un vezzo per papà nerd che vogliono inculcare la loro passione ai figli? Vi sbagliate di grosso.

Viviamo in un’era digitale dove le macchine ed i computer sono una presenza costante – commenta Filippo  – in futuro i nostri figli non sapranno cosa vuol dire avere un mondo senza internet, senza un iPhone o senza un computer. Imparare a programmare ti dà gli strumenti per esprimerti creativamente in questo tipo di mondo”.

Perché nasce Primo Toys?
Principalmente perché, nel 2013, poco dopo aver scoperto che sarei diventato padre, ho iniziato a pensare a cosa avrei voluto insegnare a mio figlio. Sapevo che la programmazione era importante ma non trovavo un’idea abbastanza interessante. A Londra ho incontrato Matteo – ci conosciamo da quando siamo bambini – e anche lui stava lavorando a progetti simili. Abbiamo unito le forze e ci siamo immaginati un nuovo linguaggio di programmazione tangibile.

Cosa intendi per “tangibile”?
Normalmente si programma su uno schermo di un computer. Ci siamo chiesti se fosse possibile ripensare completamente questo tipo di linguaggio in modo che anche un bambino di tre anni lo potesse utilizzare: non è più un qualcosa di astratto e che, per forza, devi leggere su uno schermo, la sintassi della programmazione si trasforma in una serie di pezzi che puoi toccare e con cui puoi giocare montandoli a tuo piacimento.

 

web-animation primotoys.com/ - Cubetto

 

Facciamo un passo indietro, raccontami cos’è Cubetto.
L’idea è abbastanza semplice e prende spunto da Logo, un linguaggio inventato negli anni ’60 al MIT di Boston che permetteva ad un bambino di disegnare delle forme su uno schermo inserendo particolari codici: tramite una sequenza di operazioni, il bimbo otteneva un output creativo. Noi abbiamo preso questo concetto e l’abbiamo unito al metodo Montessori, dove il bambino impara sopratutto attraverso l’uso delle mani. Così è nato Cubetto: un cubo sorridente che, attraverso una serie di comandi, può essere guidato da un punto A ad un punto B. Così il bambino viene messo al centro dell’esperienza formativa.

 

 

E come impara giocando?
Dovendo aiutare il suo amico Cubetto a tornare a casa, il bambino apprende che, inserendo determinati blocchi nei buchi, dirigerà questo robottino durante il suo percorso. Capisce che determinati comandi lo fanno andare avanti, oppure lo fanno girare a destra o sinistra. È una cosa che prima non esisteva: rende le basi della programmazione accessibili ad una fascia d’età molto bassa.

 

cubetto primotoys.com/ - A: Main sequence B= Function C: Go button

 

Le operazioni sono facilmente intuibili, forse è più complicato spiegare cosa vuol dire la linea Function presente sull’interfaccia di Cubetto. Ce la spieghi?
Ti aiuta a creare una sequenza di operazioni che può essere richiamata e ripetuta più volte all’interno del percorso che hai programmato. Il fatto che tu possa creare funzioni, piccole sequenze o scorciatoie, è un’altra delle basi fondamentali della programmazione. È una parte molto importante nell’esperienza di apprendimento che il bambino fa con Cubetto.

Come è composto il kit di Cubetto?
Ci sono i 16 blocchi dei comandi, il cubo robot, l’interfaccia per programmare i suoi movimenti, una mappa sui cui farlo viaggiare ed una serie di storie da seguire. In più tutto il sistema è espandibile: è una piattaforma che cresce con il bambino, non è semplicemente un gioco che, quando ti sei stufato delle cose che puoi farci, lo butti.

 

cubetto-4 primotoys.com/ - Cubetto

 

Per capire meglio, che differenza c’è tra Cubetto e una macchinina telecomandata?
È una differenza importante, quando tu giochi con una macchinina telecomandata, in pratica, la stai guidando: può essere divertente ma devi continuare a dargli indicazioni per ogni movimento che gli vuoi far fare. Per Cubetto, invece, prima devi pensare al tragitto che gli vuoi far fare, programmarlo, e poi dare il via. Hai manipolato il mondo intorno a te e hai fatto fare a un robot quello che altrimenti avresti dovuto fare tu. Ora potrai fargli ripetere la sequenza quante volte vuoi e fare altro mentre la macchina si muove da sola.

 

Cubetto-2 primotoys.com/ - Cubetto

 

Perché è improntante per un bambino imparare a programmare?
Steve Jobs diceva che imparare a programmare un computer è come imparare a pensare. Vuol dire sapere che devi metterti prima i calzini e poi le scarpe. Programmare ci aiuta a pensare in maniera logica: ci insegna a vedere i problemi in una maniera completamente diversa, a scomporli e a vedere soluzioni alternative. È un’attitudine molto utile che ti può aiutare in qualsiasi aspetto della vita. Nel 2020 ci saranno più di cinquanta miliardi di dispositivi connessi alla rete: potremo essere dei semplici consumatori o decidere di creare programmi che sappiano sfruttare al meglio questa tecnologia. In ultimo: sono convinto che l’essere umano si esprima facendosi domande esistenziali e trovando, in qualche modo, le risposte. Lo facciamo attraverso l’arte, la cucina o le creatività in generale. Tutte queste cose che affermano la nostra umanità sono fatte con l’aiuto di macchine e, quindi, imparare ad utilizzare una macchina rivela la nostra umanità.

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Senza Titolo Serigrafia di Roberta Maddalena

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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La borsa ufficiale della mostra "La bellezza fa 40" disegnata da Alessandro Baronciani serigrafata a mano da Corpoc. Bag bianca cotone con illustrazione nera.  
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Kit semi misti “MI AMI Festival 2020”, grafica disegnata da Alkanoids. Il desiderio che avresti voluto piantare. Il kit ufficiale contiene: Mimosa Pudica Denominata anche la Sensitiva, la Mimosa Pudica è così casta che basta sfiorarla per innescare una timida reazione nei suoi rami. Al minimo tocco, infatti, le foglie si ripiegano su se stesse, mentre il picciolo si abbassa, creando un danzante movimento con i suoi leggeri fiori rotondi. Oltre a fuggire da incontri hot con oggetti e persone, questo comportamento la caratterizza nelle ore notturne, evitando così incontri ravvicinati. Pisello Viola Désirée Il Pisello Viola è un varietà molto antica, dall’aspetto affascinante per il suo insolito colore, al suo interno, invece, conserva la sua tipica tinta verde. Come ogni varietà è un simbolo -oltre fallico- lunare, nei sogni infatti è sinonimo di fecondità. Molto apprezzato per il suo sapore delicato è l’ideale per zuppe e principesse dal gusto raffinato e desiderose di riposare su un raro ortaggio. Salvia Rossa Famosa per essere utilizzata da Cleopatra come afrodisiaco, la Salvia è una pianta carica di proprietà. Oltre ad accendere la libido negli amanti, è portatrice di sogni profetici, piacere fisico e fertilità. La forma e l’aspetto rugoso del fogliame le donano la nomina di lingua vegetale, per gli animi più romantici la Salvia Splendens, o Rossa, ricorda la sagoma di un cuore. Contiene desiderio, come è giusto che sia fatene l’uso che preferite. Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
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Senza Titolo Serigrafia di Thomas Raimondi

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Thomas Raimondi Nato a Legnano (MI) il 17 Maggio 1981. Laureato al Politecnico di Milano in Design della Comunicazione. Graphic e visual designer freelance attivo nella scena underground con numerose pubblicazioni (Luciver Edition, Faesthetic, Belio, Le Dernier Cri, Laurence King.) e mostre in Italia e all’estero. Le ultime personali «Burn Your House Down» nel 2013 presso la galleria Kalpany Artspace di Milano (Circuito Rojo) e la residenza d’artista per Alterazioni Festival 2014, Arcidosso (GR) con l’istallazione site-specific «Inside/Outside». Lavora e ha lavorato per diverse realtà nazionali ed internazionali come VICE, Rolling Stone Magazine, Rockit, Mondadori, Men’s Health, Salomon, Motorpsycho, T-Post e molte altre. Nel 2008 ha ricoperto il ruolo di docente d’illustrazione presso l’accademia NABA di Milano continuando, a oggi, a collaborare con regolarità. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Agricane Serigrafia di DEM

Serigrafia a due colori, dimensioni 20x30 cm Edizione limitata di 40 esemplari DEM Come un moderno alchimista, DEM crea personaggi bizzarri, creature surreali abitanti di un livello nascosto nel mondo degli umani. Eclettico e divertente, attraverso muri dipinti, illustrazioni e installazioni ricche di allegorie, lascia che sia lo spettatore a trovare la chiave per il suo enigmatico e arcano mondo. Oltre ad avere vecchie fabbriche ed edifici abbandonati come sfondo abituale ai suoi lavori, DEM è stato anche ospite alla Oro Gallery di Goteborg e ha preso parte a esposizioni importanti come «Street Art, Sweet Art» (PAC, Milano), «Nomadaz» (Scion Gallery, Los Angeles), «Original Cultures» (Stolen Space Gallery, London) and «CCTV» (Aposthrofe Gallery, Hong Kong). Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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BEVANDA DEL DESIDERIO "MI AMI Festival 2020"

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Monica Bellucci Serigrafia di Checko's art

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Checko's art Nato nel 1977 a Lecce. Uno degli esponenti della Street Art italiana. Il suo percorso artistico ha inizio a Milano nel 1995 come writer. Attualmente abita al 167B «STREET», uno spazio fisico dedicato all’arte che, partendo dalla periferia (la 167B di Lecce, noto quartiere popolare), si propone come centro espositivo in continua mutazione. I suoi lavori si basano prettamente su murales, realizzati negli spazi pubblici, non solo con intento di riqualificare le zone grigie, ma per comunicare con le nuove generazioni. Ha partecipato a numerose mostre d’arte e contest collettivi in Italia e all’estero. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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