Che faccia abbiamo mentre guardiamo i film porno?

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Ricordate quando vi avevamo parlato delle ridicole facce da orgasmo degli attori porno? Ecco, in questo caso la situazione, se vogliamo, è ancora più intima. Nessuno si sogna di pensare alla propria faccia quando si sta schiaffando un bel pornazzo. In solitaria riusciamo sempre a dare il meglio di noi: volti intensi, sguardi puntati chissà dove, e la fantasia che volteggia libera nell’aere.

Il fotografo newyorkese Patrick Struys ha pensato però bene di realizzare una serie di ritratti a ragazzi e ragazze intenti a guardare film porno. Ha allestito un set nel suo studio e fotografato i soggetti mentre guardavano un video di 5 minuti e 30 secondi, montato dallo stesso Struys, comprendente tutte le tipologie di film per adulti, per andare incontro ai gusti e agli orientamenti sessuali di ogni persona coinvolta nello shooting.

Al fotografo l’ispirazione è arrivata mentre guardava delle scene di sesso in un film assieme ai suoi amici: “Ho pensato che fosse affascinante il modo in cui diverse persone elaborano, reagiscono e si esprimono a proposito del sesso quando viene presentato loro in un ambiente pubblico” – dice – “e mi interessava capire meglio quali sono le differenze sostanziali con quello che avviene nel privato“.

Tutti i soggetti che hanno preso parte allo shooting sono stati reclutati attraverso un invito aperto su Craigslist, senza essere però a conoscenza di quello che doveva essere l’oggetto delle foto, “per evitare di scoraggiarli o farli arrivare intellettualmente ed emotivamente troppo preparati“.

Inizialmente le persone mostravano un po’ di imbarazzo, ma dopo due o tre minuti iniziavano a sciogliersi, e ad avere reazioni più naturali. Non tutti però: “Le donne e gli uomini gay sono stati molto di più a loro agio rispetto agli uomini etero, che continuavano a parlare, ridere e scherzare con me per tutta la durata del video“.

L’intento di Struys è quello di spingere a riflettere sul modo in cui trattiamo il sesso quando siamo fuori dalla camera da letto. O, molto più semplicemente, “far divertire le persone che guardano le foto allo stesso modo in cui mi sono divertito io a scattarle“.

[via mic.com]

Marcello Farno

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