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di Moreno Scorpioni 9 Novembre 2015

Gay Bride Expo, ecco come si organizza un matrimonio per una coppia omosessuale

Differenze? Davvero poche secondo la wedding planner Marilena Zambelli

gay bride expo bologna CircuitoSìSposa - Mostra convegno sulle unioni omosessuali

 

Una superficie di 7.500mq, oltre 200 espositori e 7.000 visitatori. Questi i numeri di Bologna Sì Sposa giunta alla decima edizione nello scorso ottobre. Un traguardo festeggiato con la significativa inaugurazione di Gay Bride Expo, il primo Salone in Italia dedicato ai matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Si tratta della prima volta per l’Italia e va sottolineato che se vi aspettate paillette e boa di struzzo rimarrete delusi. Per fortuna, perché non si tratta di una sezione a sé stante o di una fiera ad hoc, ma la dichiarazione di intenti da parte di operatori del settore di volersi aprire anche all’organizzazione di matrimoni di coppie omosessuali. Un tema di stretta attualità che ha portato a un evento fortemente voluto da ArciGay Nazionale e dalla wedding planner Marilena Zambelli, ha avuto come ospiti d’onore la cantante Maria Nazionale e l’attore/autore Carlo Giuseppe Gabardini.

«L’idea di Gay Bride Expo è nata 5 anni fa – racconta Marilenza Zambelli – Sono una donna etero cresciuta con un caro amico omosessuale e quando ho deciso di buttarmi nel mondo dei wedding planner ho trovato di fronte a me una cosa che non capivo: perché tutti potevano pronunciare quel sì tranne lui? Così sono lentamente diventata un’attivista sostenendo Arcigay e tutte le manifestazioni di settore. Fino ad arrivare al Gay Bride Expo

 

installazione gay bride expo Gay Bride Expo - Installazione realizzata per Gay Bride Expo

 

Perché serve una fiera del matrimonio gay?
Innanzitutto perché non si tratta di una fiera del matrimonio gay ma di una disponibilità da parte degli operatori del settore a occuparsi di qualsiasi tipo di matrimonio, anche quello omosessuale. Ed è necessaria perché sancisce una volta per tutte una realtà e la distanza tra il polveroso dibattito politico e la società. Detta più grettamente: è il business che sancisce questa realtà. Quando anni fa ho parlato con i primi fornitori, non proprio giovanotti di primo pelo, mi son ritrovata addosso sguardi perplessi e dubbiosi. Ma non appena si sono accorti che non si trattava di un bizzarro vezzo di qualcuno ma di una esigenza reale la disponibilità è stata immediata, da parte di tutti. E siamo riusciti ad organizzarla solo oggi perché, finalmente, oggi si parla della questione in maniera più attiva e pervasiva anche nel nostro Paese. Abbiamo colto il trend del momento per far capire alle persone che c’è questa realtà ed è molto più tangibile di quanto i politici dicano.

 

Gay Bride Expo interno Gay Bride Expo - Un piccolo assaggio di Gay Bride Expo

 

A proposito di business: secondo uno studio dell’università della California l’effetto della sentenza della Corte Suprema in America che ha legalizzato i matrimoni samesex in tutto il Paese porterà all’economia USA 2,6 miliardi di dollari. Cosa stiamo aspettando?
Aspettiamo che qualcuno abbia le palle di schierarsi, se mi passi il francesismo, di prendere una decisione indipendentemente dallo scontento dell’una o dell’altra parte politica.

Saranno i preconcetti, saranno i pride ma con chiunque abbia parlato una volta messo piede al Gay Bride Expo si aspettava qualcosa di “diverso”. E invece?
Invece l’unica cosa da capire è che non c’è niente di diverso. E il punto è proprio questo. Si tratta di pronunciare lo stesso sì con gli stessi anelli, gli stessi vestiti, gli stessi addobbi floreali e chi più ne ha più ne metta. Poi per mettersi una fede con diamante o vestiti particolarmente appariscenti non c’è mica bisogno di essere omosessuali. Ho avuto due spose con abito fucsia. Ed erano etero.

 

matrimonio-gay-torta

 

Parlami dell’organizzazione della cerimonia: anche lì, niente di diverso?
Assolutamente niente. L’unico aspetto è la cerimonia religiosa che al momento non è possibile praticare. E, per le persone omosessuali, anche quella civile. Ma se ci pensi anche il rito civile di coppie etero che si svolge in location ad hoc ha una valenza puramente celebrativa. I registri non si possono portare fuori dagli uffici comunali, la firma avviene altrove, il matrimonio, di fatto, è già stato effettuato. È una cerimonia e il suo valore è che avvenga davanti a tutti, amici, parenti e persone care alla coppia che decide di sposarsi.

Però dai, qualcosa di diverso dovrà pur esserci. L’accompagnamento, ad esempio: nella coppia etero c’è l’uomo all’altare e la sposa che lo raggiunge. Nel matrimonio samesex come funziona? Chi accompagna chi? Come entrano gli sposi e le spose?
Ma guarda, Gay Bride Expo serve a dire proprio questo: il matrimonio tradizionale è molto cambiato. In 5 anni di attività mi è capitato spesso di trovarmi di fronte a famiglie allargate, a spose che decidevano di farsi accompagnare dalla madre fino all’ingresso in chiesa e altri ancora che decidevano di fare il loro ingresso insieme. Stesso dicasi per le coppie omosessuali: c’è chi decide l’ingresso insieme, chi vuole che l’altro aspetti e chi entra accompagnato dalla famiglia. Che è la cosa più bella, perché sottolinea il sostegno di chi ti ama. Dipende comunque tutto dalla predisposizione personale.

 

vestiti spose lesbiche Gay Bride Expo - Vestiti per spose

 

Immagino che lo stesso discorso valga per la scelta dei vestiti, degli addobbi e via dicendo.
Esatto. Gli uomini hanno poco margine d’azione: oltre al vestito c’è poco. Si può giocare su colori e sugli accessori, quello sì, ma di base il vestito è quello classico. Più variegata invece la situazione per le coppie lesbiche: all’interno della coppia può capitare sia di trovare una sposa con abito tradizionale e una con tailleur; sia entrambe in tailleur o, addirittura, entrambe in abito tradizionale. Ma ripeto: come nel caso degli accessori, dei colori, dei fiori e delle bomboniere, è solo una questione di predisposizione personale. C’è chi sogna sin da quando era bambina di mettersi l’abito da principessa e chi, invece, preferisce qualcosa di più sobrio. L’evoluzione dell’abito da donna comunque la puoi trovare anche nelle coppie etero: sono tantissime, soprattutto andando avanti con l’età, le donne che decidono di sposarsi in abito elegante ma non da sposa. Sono i tempi che cambiano e che svecchiano un bellissimo momento su cui era rimasta sopra troppa polvere.

 

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Senza Titolo Serigrafia di Ester Grossi

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Ester Grossi Nata ad Avezzano (AQ) nel 1981. Diplomata in Moda, Design e Arredamento presso l’Istituto d’Arte Vincenzo Bellisario, nel 2008 ha conseguito la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso il DAMS di Bologna. Si dedica da anni alla pittura e ha all’attivo diverse mostre in Italia e all’estero; è vincitrice del Premio Italian Factory 2010 e finalista del Premio Cairo 2012. Nel 2011 è stata invitata alla 54° Biennale di Venezia (Padiglione Abruzzo). Come illustratrice ha realizzato manifesti per festival di cinema e musica (Imaginaria Film Festival, MIAMI, Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto) e cover per album di band musicali (A Classic Education, LIFE&LIMB). Collabora frequentemente con musicisti per la realizzazione di mostre e installazioni pittoriche-sonore. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Inés Sastre Serigrafia di Alessandro Baronciani

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Roberta Maddalena

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Giò Pistone

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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