Society
di Giuseppe Catani 17 Luglio 2012

Il pick and roll ha rotto i coglioni

Il playmaker palleggia, il pivot sale sino all’altezza della lunetta, porta un blocco al suo compagno di squadra poi taglia verso l’area colorata in attesa di ricevere un passaggio che lo porterà, almeno in teoria, a segnare un canestro facile facile. Ecco spiegato, in modo grossolano anzichenò, il concetto base del pick and roll, uno degli schemi offensivi più usati in questi ultimi anni dagli allenatori di basket del globo terracqueo. Per quel che mi riguarda, io del pick and roll me ne strafegherei altamente se non fosse diventato un’ossessione: intanto se siedi su di una panchina e non ne fai uso sei uno sfigato e rischi la radiazione dalla Fip, senza contare poi il caso pietoso del giornalista specializzato, costretto a ogni partita a descrivere minuziosamente ogni contorsionismo dell’asse play-centro, dai cambi di marcatura ai raddoppi difensivi, fino a tutte le sue varianti, tipo il pick and pop. Come se all’appassionato medio gliene fregasse qualcosa: e infatti li sento nei fine settimana quelli che escono ancora eccitati dai palasport commentare con frasi tipo: “Hai visto come lo hanno giocato bene il pick and roll stasera?”, “Ah beh, oggi mi sono proprio divertito, quando due squadre giocano 40’ di pick and roll io godo come un riccio!”. Già, cosa contano le schiacciate, gli uno contro uno, i McAdoo che si buttano a terra per recuperare un pallone, i Bob Morse che bombardano da tre (sì, lo so che ai tempi di Morse, quello di Varese almeno, disegnare un arco distante 6,75  metri dal canestro non era nemmeno pensabile, ma era solo un esempio un po’ nostalgico…)? Ormai niente, è tutta roba vecchia, perché il basket di oggi si basa su questa grande truffa del pick and roll (già, “The great pick and roll swindle“!, che Johnny Rotten sia lodato ora e sempre). Non per niente a dominare il campionato italiano degli ultimi anni ci ha pensato Siena, e qual è lo schema preferito del suo coach, Simone Pianigiani? Riposta esatta! Poi chela Mens Sana abbia vinto sei scudetti consecutivi solo perché riesce a sfruttare come nessuno nello stivale il gioco a due tra play e lunghi ce ne passa, ma provate a togliere a McCalebb la possibilità di dialogo diretto con i suoi pivot e ne riparliamo. E poi, per dirla tutta, a voi Siena diverte? A me nemmeno un po’: bravi sì, ma che palle! Posso chiudere questo sfogo con un’analisi tecnica? Beh, ecco, il pick and roll mi ha rotto i coglioni. E per evitare che si triturino del tutto, ecco una modesta proposta: nell’NBA la zona è stata messa al bando, in Europa (ma anche nel resto del mondo, credo) c’è un semicerchio posizionato sotto il tabellone all’interno del quale il fallo di sfondamento non è considerato tale, non si potrebbe rendere il tutto più funzionale eliminando dalla faccia della terra il pick and roll? Chi usa il pick and roll uccide il basket, tu digli di smettere.

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

DAL NOSTRO SHOP

15,00 €

Maglietta Better Days calligrafica

100% cotone Modello unisex Serigrafia con scritta "Better Days" creata da calligrafo Bizantino Perché c'è sempre bisogno di giorni migliori
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Giò Pistone

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
17,00 €

KIT OUTFIT “MI AMI Festival 2020”

KIT OUTFIT “MI AMI Festival 2020” Contiene: una t-shirt una shopper Il kit che avresti desiderato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
35,00 €

KIT DEL SINGLE "MI AMI Festival 2020"

KIT DEL SINGLE “MI AMI Festival 2020” Contiene: una t-shirt una shopper due kit semi: un kit passiflora, peperoncino, melanzana e un kit mimosa, pisello, salvia due lattine bevanda del desiderio Il kit che avresti amato.  Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
5,00 €

SHOPPER "MI AMI Festival 2020"

Shopper ufficiale “MI AMI Festival 2020” grafica disegnata da Alkanoids. Bag bianca cotone con illustrazione multicolor. La shopper che avresti voluto acquistare. Gli ordini verranno evasi dopo il 20 luglio.
35,00 €

Senza Titolo Serigrafia di Alessandro Ripane

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Ripane Alessandro Ripane è nato a Genova nel 1989. Ha vissuto e lavorato in Svezia. A causa della mancanza di animali selvaggi nella città di Genova, Alessandro si è comprato molti libri sull’argomento. A causa della mancanza di supereroi nella città di Genova, Alessandro si è comprato un sacco di fumetti a tema. È diventato quindi un esperto in entrambe le categorie, anche se ora disegna un po’ di tutto, tranne gli alieni, perché non è sicuro di come siano vestiti. Ora è impegnato a combattere la caduta dei capelli, a comporre una sofisticata musica del futuro, a imparare come disegnare gli alieni e a guardare tutti i film sui mostri e gli zombi che non ha ancora visto. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
35,00 €

Inés Sastre Serigrafia di Alessandro Baronciani

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
25,00 €

Maglietta de "Il Film del Concerto" di Andrea Laszlo De Simone

Maglietta in edizione limitata per il concerto di Andrea Laszlo De Simone.  
TENIAMOCI IN CONTATTO
>
Iscriviti alla newsletter, niente spam, solo cose buone
>
CORRELATI >