Society
di Elisabetta Limone 27 Giugno 2016

Cibo, alcool e vestiti: 5 confronti in cui l’Italia batte sempre la Spagna

I ragazzi di Antonio Conte ce la metteranno tutta, ma questi cinque scontri sappiamo già di vincerli

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Italia- Spagna è la partita che oggi ci farà soffrire tantissimo. Negli ultimi anni non è mai andata bene. A volte non è andata male, certo, ma bene bene non è mai andata. Non sappiamo se la Nazionale operaia e ignorante di Antonio Conte riuscirà a invertire questa tendenza, quello che sappiamo è che saremo in piedi per l’inno, ma senza mano destra sul cuore: la mano destra è per la Peroni, niente scherzi.

In realtà sappiamo anche un’altra cosa, cioè che al di là di come andrà a finire stasera, noi siamo consapevoli della superiorità italiana sulla Spagna in alcuni fondamentali campi. Siamo certi che anche voi sarete d’accordo con noi su questi cinque punti fondamentali. Quindi Forza Azzurri, daje Antonio Conte, ma che nessuno provi a dire che la sangria è buona.

 

Aperitivo vs. Tapas

TAPAS

No, non siamo tra i fanatici dell’aperitivo alla milanese, di quelli in cui con 8-9 euro mangi qualsiasi cosa, dallo spezzatino al pinzimonio. Anzi, chiunque sopravviva alla fase universitaria non può che avere i brividi al pensiero di quanto si è mangiato male vivendo di aperitivi all-you-can-eat. Detto questo: vogliamo parlare delle tapas? Quattro robe infilzate su uno stuzzicadenti, che ti titillano l’appetito e ti ammazzano il portafogli. Da una parte c’è l’esagerazione della quantità, dall’altra il perfetto equilibrio per farti spendere senza sfamarti. L’ideale? L’aperitivo italiano di seconda generazione: quello di qualità, che ti sfama e ti permette di evitare di gonfiarti di crocchette di patate bollenti anche a ferragosto.

 

Fiat vs. Seat

MARBELLA

Pensate agli anni passati, alla Prima repubblica o giù di lì. Ogni volta che la Fiat faceva uscire un nuovo modello, passavano pochi mesi e la Seat faceva la sua versione. Identica, ma con una città spagnola come nome. Lo sappiamo: erano accordi economici ed era tutto chiaro e sotto la luce del sole, ma l’effetto era quello di un brutto remix uscito a distanza di poche settimane da un originale, magari un bell’originale. Dai, come si fa a chiamare Marbella la PANDA?

 

Spritz vs. Sangria

SANGRIA

Vino slavato con dentro la frutta, una delle più grandi truffe della storia dell’enogastronomia. Il vino che perde gusto, la frutta che sa di Tavernello andato a male, senza parlare di quella buffonata delle cannucce lunghissime. Se dobbiamo buttarci su un classico del pre-cena, lo spritz vince a mani basse: non bastasse il perfetto equilibrio tra le componenti, c’è anche l’opzione Campari per chi non ha paura di arrivare già sbronzo a cena.

 

Benetton vs. Desigual

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Vogliamo mettere? I grandi classici della moda da shopping rapido e un accrocchio di colori senza senso. Saremo pure tutti mediterranei e latini, ma è anche dalle grandi catene di abbigliamento che passa la differenza tra chi ha stile e chi si riempie di scritte a caso.

 

Prosciutto italiano vs. Pata Negra

PROSCIUTTO

Loro hanno bisogno di dare un nome preciso al loro prosciutto per convogliare tutto il tifo su quel prodotto. Noi no, noi abbiamo il prosciutto crudo. Da Parma a San Daniele, passando per quello toscano e quello sardo, un trionfo assoluto di bontà.

 

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Locandina numerata e autografata del Film del Concerto di Andrea Laszlo De Simone con l'Immensità Orchestra, in triennale di Milano. L'illustrazione originale della locandina è a cura di Irene Carbone, illustratrice e fumettista torinese con studi alla Scuola Internazionale di Comics, dal 2015 nel duo creativo Irene&Irene e da tempo coinvolta nel progetto Andrea Laszlo De Simone per la realizzazione delle copertine dei dischi "Immensità" ed "Ecce Homo", i video d'animazione "11:43" e "Sparite Tutti", oltre ad aver ideato la creatività della cover digitale di "VIVO". Per “Il Film Del Concerto” ha realizzato a mano un'opera che riconduce al migliore immaginario cinematografico di Federico Fellini. L'opera sarà stampata in pochissime copie in edizione limitata, autografate dagli artisti.  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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