Society
di Simone Stefanini 15 Giugno 2015

Moda maschile, le pubblicità più ridicole degli anni ’70

Maglioni all’uncinetto, la camiciamutanda, il pacco in bella vista ed altri orrori che non ci che credi tuo padre si sia vestito così. E invece…

[ATTENZIONE: CONTIENE IRONIA]

Gli anni ’70 devono per forza essere stati un esperimento del governo per vedere quanto avrebbe potuto spingersi l’essere umano a livello di gusto per il ridicolo. Il guaio è che l’uomo (non inteso in genere, il maschio proprio) ha deciso di saltare a piè pari l’ostacolo della dignità, per mostrarsi per quello che veramente è: un essere perverso, corrotto, moralmente inaccettabile, turpe sotto ogni punto di vista. L’abbigliamento che ha deciso di sfoggiare durante quel decennio è quanto di più malsano e deviato la mente umana possa concepire.

Qui sotto vi è una carrellata di fulgidi esempi su quanto fosse difficile mostrarsi persona normale nella cornice multicolor di un tempo ambiguo ed assolutamente degenere.

Chiaramente io lo ricordo bene, poiché nato in questo depravato decennio e quindi vestito con tutine che in confronto gli Abba sembrano firmati Armani.

FONTE | boredpanda.com

Tenta la tua donna con un poker di pigiami tutti maschi

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C’era una certa voglia di mostrare il pacco in quegli anni lì

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Il termine eterosessualità non esisteva nemmeno nel vocabolario

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Il black tirolese con la camicia dell’orco Shrek mi fa impazzire

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Il baffo e i peli ispidi di cui ricoprire ogni parte del corpo erano sintomo di richiamo della foresta, specie se abbinati ad una tuta con la cerniera fino al 

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Credici che vestito così rimorchiavi una ragazza. Sì sì.

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Che partita ragazze! Adesso tutti nella schiuma!

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L’addestramento alla perversione avveniva fin dalla più tenera età

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I Village People al primo casting

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Cioè, ti vestivi di uncinetto e la donna era tua

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Il biondo con la palla in mano, il moro che mostra il serpente. I pubblicitari del tempo erano delicatissimi

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Più che i vestiti, in questa foto fanno impressione i volti alieni

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Il culturista con quei pantaloni sta una favola

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Ciao Gino! Finalmente sei stato ammesso alla Massoneria della Perversione dei Lombi!

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Austin Powers si fa in quattro per te

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La scelta del modello era molto importante. Egli doveva infatti essere assolutamente disgustoso e ributtante

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Come dicevamo poc’anzi, il total uncinetto ti rendeva sexy oltre ogni limite conosciuto

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Se poi millantavi cowboyanza baffuta ed evidente amica del cuore a cui raccontare le tue pene d’amore col tuo lui, questa maglia in pura lana sgualdrina era il massimo dell’aspirazione estetica

 

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Zii, partitina?

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“Bella, ricordati che io ho una gamba sola.”

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La camicia-mutanda? Mi chiedo come mai abbiano bruciato il brevetto, è inspiegabile. Doveva essere uno spettacolo doversi spogliare nudo per pisciare.

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Affrontare la vecchiaia con virile orgoglio

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Io e te, tre metri sopra il buongusto

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L’eroe di ogni saga fantasy nella quale c’è da salvare il principe 

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Non so voi, a me quegli sguardi mi hanno già messo incinta

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Gli antagonisti vicini ai Centri Sociali del tempo

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In discoteca ci andavi così: mutanda alta e cactus duro. A far capire chi comanda da subito.

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Il trio delle meraviglie

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Speriamo solo che le pecore poi siano diventate mannare ed abbiano fatto fare ai modelli la fine che meritavano

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La seconda foto. La seconda foto. Aiutatemi per favore.

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Che pubblicità del cazzo.

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Niente, così ci andavi a Messa

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Baffi, sciarpa di 4 metri, gallina e sei in pole position.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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