Non vogliamo abolire il contante ma usiamo sempre più le carte

Non vogliamo abolire il contante ma usiamo sempre più le carte
La crisi innescata dalla pandemia ha portato a una contrazione di molti valori dell’economia italiana e globale. Non tutti i principali dati legati ai consumi e ai pagamenti sono negativi: infatti, nel solo 2020, si è registrato un incremento del +1,5% delle transazioni effettuate senza contante. Si tratta di un dato percentuale che non va isolato ma che, messo in relazione al momento storico ancora in corso, rivela non poco sulle attuali tendenze di spesa degli italiani.

L’uso delle carte nell’economia italiana
Analizzando con attenzione i numeri e le conseguenze dell’emergenza sanitaria, sembra chiara la relazione tra gli effetti della pandemia, il boom degli acquisti online (logico effetto del lockdown) e l’uso di strumenti di pagamento digitali, con conseguente riduzione del contante utilizzato (-17,2%).
L’idea delle transazioni digitali passa attraverso l’immagine delle carte di credito e delle carte di debito: è il caso di distinguere che – data la differenza che intercorre tra i due diversi tipi di carta – queste si muovono con ritmi di crescita e contrazione diversi; non a caso, essendosi abbassato il valore medio delle transazioni (65 euro), la preferenza degli italiani è andata tutta alle carte di debito, stando molto attenti alle specifiche di attivazione e alla convenienza di mantenimento (approfondimento online su www.carteconti.it). La logica conseguenza è una riduzione del volume di denaro vincolato alle carte di credito pari a oltre 12 miliardi di euro, arenandosi dunque intorno a un valore di 75,4 miliardi di euro.
Risulta ancora in crescita, inoltre, l’attivazione e – dunque l’utilizzo – delle carte prepagate, da mettere certamente in relazione all’aumento degli acquisti online e a incentivi politici come il cashback di Stato. Nel dettaglio, il numero delle carte prepagate erogate è aumentato del +10%, per un numero di transazioni cresciuto del +19% (con volume d’affari complessivo pari a 42 miliardi di euro, +16,5% rispetto all’ultimo anno pre-covid).
Ovviamente, il possesso di carte prepagate e carte di credito va rapportato ai metodi di pagamento digitali sempre più diffusi, sia presso gli store fisici (con pagamento contactless utilizzato sempre più frequentemente dai clienti e compratori) sia presso i rivenditori online (per mezzo di app da mobile che permettono di gestire comodamente le transazioni). Anche in questi casi, dunque, si registra una conseguenza evidente dell’emergenza sanitaria, che ha portato all’elaborazione e all’adattamento di metodi di pagamento che svincolassero il cliente dal contatto fisico con l’acquirente (o con il suo POS).
In sintesi, se l’epoca dell’emergenza sanitaria ha segnato indiscutibilmente i consumi, è evidente allo stesso tempo che la riconfigurazione dei metodi di pagamento va tutta a favore delle carte prepagate, strumenti ideali per transazioni dal valore più contenuto (ma non solo) e per pagamenti da effettuare online (in accordo con la nuova dimensione digitale assunta da gran parte degli store). Nel dettaglio, proprio il contenimento di viaggi e turismo (che risultano tra le attività a più alto valore) ha portato anche a quello squilibrio tra carte di credito da un lato e, dall’altro, carte di debito e prepagate, a netto favore di queste ultime.

La situazione nel 2021
Sembra che alcuni tratti assimilati nel corso della pandemia siano destinati a restare operanti anche al di là dell’emergenza sanitaria. Nel dettaglio, anche in vista di una ripresa dei consumi e delle spese di più alto valore (come quelle destinate a turismo e viaggi), sembra ormai confermato il trend di crescita nell’utilizzo di tutti quei sistemi di pagamento contactless e – di conseguenza – di riduzione del contante in circolazione.
La riduzione di contante liquido può da una parte confortare e garantire una maggiore sicurezza nei pagamenti; dall’altra, invece, può rendere più agevoli le spese quotidiane (eliminando, ad esempio, la preoccupazione del resto e l’attenzione al centesimo nelle transazioni di tutti i giorni). Nonostante questi valori aggiunti, resta ferma nella grande varietà di consumatori italiani una percentuale di “cash lovers”, amanti del contante, destinata tuttavia a contrarsi man mano che il tempo avanza e, con esso, la digitalizzazione dei pagamenti e delle azioni di compravendita di prodotti e servizi.
La percentuale di consumatori fedeli al contante è in riduzione del -23%, confermando la tendenza alla digitalizzazione e all’uso delle carte, preferite considerevolmente dagli italiani, specie visto il trend (di più lunga durata) della contrazione della spesa media negli ultimi 15 anni (-35%).

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