Society
di Simone Stefanini 16 marzo 2018

Perché in Italia la gente esce tardi la sera?

La serata inizia sempre più tardi e spesso si torna a casa a orari impossibili. Perché gli italiani non escono prima?

Fabio De Luigi e Giorgia Wurth in una scena del film “Com’è bello far l’amore” movieplayer - Fabio De Luigi e Giorgia Wurth in una scena del film “Com’è bello far l’amore”

 

Quella che vi proponiamo oggi è la tipica domanda da un milione di euro: perché le serate, specialmente nel weekend, iniziano così tardi? Per chiarire, col termine serata s’intende quel lasso di tempo in cui si esce per incontrare gli amici, bere qualcosa, andare a un concerto, in discoteca o qualunque altra attività vi venga in mente, rigorosamente dopo il calare del buio.

Come sapete, in Italia non è proprio facile fare intrattenimento notturno perché di base, dopo la mezzanotte il rumore in strada o nei locali nei centri abitati dovrebbe essere nullo fino alle 8 del mattino successivo, pena il rischio di denuncia per disturbo alla quiete pubblica.

Una norma legittima ma molto difficile da rispettare perché gli italiani, negli ultimi 30 anni, escono sempre più tardi. Ricorderete senz’altro che negli anni ’80 la prima serata televisiva iniziava alle 20.30, oggi invece è spostata almeno di un’ora. Questa è una cartina tornasole del fatto che gli italiani, invece di seguire il trend americano, seguono il più vicino trend spagnolo.

Il trend americano

Per trend americano s’intende il lavoro 9 to 5 (dalle 9 del mattino alle 17 del pomeriggio), dopo il quale si cena molto presto (alle 18-19), così da avere tutto il tempo per uscire, vedere un concerto (che inizia spesso alle 20), andare a ballare oppure a bere una birra tra amici e tornare a orari umani dopo aver fatto comunque serata. Fortunatamente alcune città tipo Milano lo stanno adottando, pena la perdita della metro alla fine dell’evento.

Il trend spagnolo

Il trend spagnolo invece è ben più sciallo e lì non esiste proprio che si vada a cena prima delle 21 (o 22). Succede a causa di una tradizione nata ai tempi di Francisco Franco che per far vedere ai nazisti quanto gli voleva bene, spostò l’orario spagnolo col fuso della Germania, ed ecco perché in Spagna, se hai fame alle 19 ti attacchi al proverbiale tram.

 

L’apericena

L’Italia poi, si sa, è la patria dell’aperitivo e i weekend iniziano spesso con quel termine assolutamente disgustoso: l’apericena, la tremenda crasi tra lo spritz e mille piattini di cibo gratis che inizia alle 19 e finisce da semi ubriachi verso le 23, ora in cui si inizia a parlare di cosa fare in serata.

 

Il lavoro

Un’altra ragione è legata ai ritmi di lavoro sempre più lunghi, a causa dei quali difficilmente si torna a casa prima delle 19-20 e da lì in poi c’è da preparare la cena, rilassarsi un attimo e capire dove andare a bere qualcosa. I tempi si allungano, così come la serata che ne consegue.

Per ora i motivi che abbiamo elencato sono tutti oggettivi, ma per capire profondamente perché le serate in Italia cominciano così tardi (col rischio oggettivo di essere interrotte a metà dai carabinieri) dobbiamo per forza entrare nel regno della soggettività. Fondamentalmente quelli che escono per fare serata si possono dividere in alcune categorie (non ve la prendete per le definizioni declinate al maschile, è una solo una convenzione):

Gli indecisi

“Mi si nota più se vengo o se non vengo?” si chiedeva Nanni Moretti in Ecce Bombo: ecco, lui era un indeciso (edonista). Molte persone infatti  passano ore ad interrogarsi se la sentono di affrontare il trauma della preparazione per uscire dopo cena, per poi capire dove andare, con chi andare, cosa fare e via discorrendo. Alla fine l’appuntamento era fissato alle 22.30 e loro prima delle 23.30 non sono neanche usciti di casa.

I timidi

Quelli che uscirebbero di casa anche alle 21, ma prima devono uscire i loro amici perché non si accollano di entrare in un locale da soli. Gironi infernali di telefonate, chat, gruppi in video per capire a che punto sono quelli che se la prendono comoda e alla fine in una compagnia li riconoscete perché sono quelli che escono mezzo addormentati per aver aspettato due ore vestiti di tutto punto nell’ingresso di casa propria con le chiavi dell’auto in mano .

Gli splendidi

Per loro non esiste uscire presto, è da plebei. La festa inizia dopo la mezzanotte come minimo e fa tanto vip essere gli ultimi ad arrivare. Un vero splendido si fa attendere da tutti, anche dalle persone a cui aveva dato appuntamento, infatti se nella sua testa vede il tappeto rosso e l’entrata tipo Jay-Z e Beyoncé alla notte degli Oscar, gli altri spesso vedono un disperato che si è perso prima di arrivare al locale.

I poveri

Categoria trasversale che non conosce sesso, etnia, religione o gender. Il povero arriva già ubriaco da casa per non spendere soldi,  aspetta che il concerto sia finito per ascoltare il dj set gratis oppure va a ballare all’alba quando fanno entrare tutti. Se la serata del povero iniziasse presto, per ragioni economiche dovrebbe anche finire presto e quindi tanto vale fare notte in qualche modo.

I golosi

Ti invitano a cena promettendo anche la serata successiva e invece il loro preciso intento è quello di stare a cena 7 ore, uscendo per fumare a ogni cambio portata, iniziando a raccontare aneddoti lunghissimi, ubriacandosi del vino della casa e ordinando dolce, caffè, ammazzacaffè e amaro, finché non si è fatta mezzanotte, loro sono ubriachi e se ne vanno a letto lasciandoti solo col rimpianto e pure guardato malissimo dal personale del ristorante che stava pregando in turco per la vostra dipartita.

I provinciali

Chi sta in provincia lo sa che lì si gode poco. In città c’è sempre qualcosa da fare, un tram che passa, un locale in cui divertirsi. In provincia invece spesso per vedere un concertino o per andare a ballare bisogna organizzarsi una settimana prima per sapere chi vuol guidare 100 km, a che ora partire, “no possiamo partire mezz’ora dopo che esco da lavoro tardi?”, cenare al sacco in macchina già vestiti e truccati, bestemmiare perché il navigatore vuoi non vuoi il posto non lo prende mai alla prima, fare seratona buttando sempre un occhio a chi deve guidare perché non la prenda troppo grossa, a quello che non esce mai perché non vada in coma etilico, allo sprovveduto perché non si lasci cadere nel vortice della passione con le conseguenze, allo smaltimento della sbornia prima di ripartire, al sonno che inesorabilmente giunge verso le 4 di notte anche se metti gli Slayer a tutto volume e apri i finestrini che sembra di stare in Vespa in Siberia e alla fine, chi sopravvive si è fatto una serata talmente borderline che per un mese preferisce stare in casa.

 

 

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