Society
di Marta Blumi Tripodi 28 Gennaio 2015

Ricopri di glitter i tuoi nemici: la vendetta più glamour di tutte

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Avete presente quando a una festa particolarmente favolosa incontrate un’amica che si è truccata usando il glitter, vi salutate con un timido bacino sulla guancia e nonostante il contatto sia stato minimo a distanza di settimane vi ritrovate ancora i suoi brillantini sulla faccia, tra i capelli, nei vestiti che nel frattempo avete lavato con un ciclo a 90 gradi? Ecco: questo succede perché è scientificamente provato che i brillantini sono il materiale più fastidioso e pervasivo del mondo, si infilano dappertutto e una volta che si attaccano a una superficie non c’è modo di liberarsene.

Proprio per questo motivo, qualche genio del male se n’è venuto fuori con un servizio utilissimo e perfetto per una vendetta fashion 2.0. Si chiama Ship Your Enemy Glitter (letteralmente, “invia del glitter ai tuoi nemici”) e funziona pressappoco così: fornite alla ditta l’indirizzo della persona che odiate e loro gli invieranno una busta anonima piena di brillantini volanti, ovviamente senza dirgli cosa contiene. Lui la aprirà e si ritroverà suo malgrado ricoperto di polvere stellata – e la casa invasa dai malefici aggeggi per l’eternità. Potete anche aggiungere una lettera in cui spiegate al malcapitato il perché sta ricevendo quel pacco. Naturalmente “la lettera sarà accuratamente nascosta tra i brillantini per massimizzare l’effetto di spargimento degli stessi”. Nelle intenzioni degli ideatori di questo simpatico servizio, la sua reazione dovrebbe essere più o meno quella della foto qui sopra. E l’efficacia del sistema aumenta proporzionalmente all’eterosessualità del soggetto che ne è vittima, aggiungiamo noi.

 

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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