Society
di Simone Stefanini 10 gennaio 2018

Coi Social Credit nel 2020 la Cina diventerà un episodio di Black Mirror

Da tempo si parla di social credit in Cina, un sistema che mira a rendere lo Stato tecnologico, sofisticato e controllato in maniera impressionante. Molto simile a un episodio di Black Mirror che abbiamo visto tutti. Vediamo di fare chiarezza.

Black Mirror 3×01

 

L’episodio in questione d’intitola Nosedive, tradotto con Caduta libera, è scritto dal fido Charlie Brooker ed è interpretato da Bryce Dallas Howard. Parla di una ragazza che vive in un presente distopico in cui tutti hanno un’app sullo smartphone che permette di dare (e ricevere) voti per ogni interazione con gli altri. Questi voti serviranno poi come una sorta di curriculum sociale che permetterà o meno di accedere a casa, lavoro, servizi sanitari e attività ricreative. La nostra protagonista, manco a dirlo, sarà felice solo dopo aver gettato al vento la sua vita ed essere riuscita a dire un sacco di parolacce, simbolo di libertà, dietro le sbarre della prigione.

 

Cosa sono i social credit?

social credit cina visiontimes

Già nel 2014, il Consiglio di Stato cinese  aveva rilasciato un documento che riguardava la possibile istituzione del sistema di Social Credit, che servirà per valutare i propri cittadini (e sono tanti, 1miliardo e 300 milioni) e costruire una cultura della sincerità basata in realtà sul controllo.

In pratica, il governo classificherà ogni cittadino ma anche ogni ente e società con un sistema di voti. Grazie a importanti collaborazioni con China Rapid Finance (servizi di chat), Sesame Credit (assicurazioni), AliPay (bancomat), Didi Chuxing (servizio tipo Uber), Baihe (incontri online) e altri grandi brand attivi sul territorio cinese, il governo saprà tutto dei suoi cittadini, che saranno misurati su una scala che va da 350 a 950 punti.

 

Il metro di giudizio dei social credit

 

I cittadini (ma anche le aziende) saranno giudicati secondo cinque diversi fattori:

Caratteristiche personali: controlli incrociati con informazioni personali, indirizzo, numero di cellulare, tessera sanitaria e tutte le altre tracce lasciate in giro.

Credito: quanto guadagnano? Riescono a pagare in tempo bollette, rate, affitto?

Occupazione: che lavoro fanno? Riescono ad adempiere agli obblighi contrattuali?

Comportamento: sei genitore oppure un perdigiorno? Compri i pannolini o stai ore davanti ai videogiochi?

Relazioni interpersonali: i compagni di vita, la scelta dei propri amici online, i commenti sui social.

Chi sarà ritenuto affidabile avrà dei premi graditi: dai buoni spesa ai prestiti agevolati, fino ai check in veloci in alberghi di lusso. Inutile dirlo che chi avrà dei cattivi punteggi sarà spronato dal governo a fare di più, oppure dovrà subire delle sanzioni.

 

La fiducia non c’entra niente

Questo sistema, oltre a essere agghiacciante, a seconda del governo ha a che fare con la fiducia. Non quella dei cittadini nelle istituzioni, badate bene, ma il contrario: quella del governo nei  confronti dei cittadini. In questi mesi prima dell’entrata in vigore dei social credit obbligatori, molti volontari stanno provando il nuovo sistema e tra chi si vanta sui social cinesi di essere un cittadino modello (ogni status positivo sul governo fa punteggio), c’è già chi vende finti crediti per alzare il proprio punteggio.

Ciò che sta per accadere non ha niente a che vedere con la fiducia, piuttosto col controllo, in una delle nazioni più forti e meno democratiche del pianeta.

FONTE | Wired

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