TV e Cinema
di Simone Stefanini 18 Febbraio 2015

Ho visto 50 sfumature di grigio, così non dovete vederlo voi

Quanto vi vergognate di esserlo andato a vedere, da uno a dieci? Sessantanove? Allora non state bene.

Ho visto “50 sfumature di grigio” perché ne parlano tutti. È tratto dal bestseller di quella scrittrice lì e poi c’hanno fatto il film, perché il libro è andato alla grande. Allora c’è una sciacquetta stagista normale che si incontra con un belloccio, che è un incrocio tra Luigi Tenco e Ben Affleck coi muscoli. Lui è il capo della megaditta, quindi è un miliardario, mentre lei no. Direte voi: è Pretty Woman? Sì ma psichedelico perché durante il film fanno sesso e nel mentre si abbandonano alla lascivia, fanno quelle cose che fanno tutti prima o poi durante il petting, ma lei sta sempre a dire “che strano, dio che strano, è strano, ma che strano” e questo perché con tutta probabilità non è mai andata in discoteca negli anni 90.

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Guardarlo da maschio è una pena perché lei non è una bona, ha la scucchia ed è una qualsiasi, abbastanza intercambiabile, quindi non ti viene nemmeno la cosa di dire “arrivo almeno fino a quando spoglia Scarlett Johansson”. Cioè aspetta, non è nemmeno un cesso Pozzi Ginori però insomma, non fa sangue da consentire di arrivare alla fine. Lui le dice cose tipo “Io non faccio l’amore, io scopo forte.” Roba da Maccio Capatonda quando faceva i trailer. Athletic Tenco, per chi non lo sapesse, ha una stanza con tutte queste attrezzature gotiche che compri online, per fare le cose sconce con la maschera e i vhs porcini. Tipo sadomaso per ciellini . Lei cerca il grande amore, lo scopre maniaco e in ogni caso ci va lo stesso, alla faccia dei secoli di battaglie per i diritti delle donne. BTW, lei è vergine a 25 e passa anni perché aspetta quello giusto. Meno credibile di Chewbecca che pilota l’aereo. E poi prova a fare il torture garden con una vergine, sai che splatter? Ma le donne in sala impazziscono. Con lui sì, con Adinolfi invece si incazzano se le sottomette. Ma diciamolo che è tutta questione di fisico una buona volta.

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Il massimo del film è quando lui è tutto preso mentre pratica linguapatata sulla tipa e boom, arriva la madre di lui. Cioè, lui è multimiliardario, praticamente John Elkan ma non può scopare perché arriva la mamma.  Roba da terza superiore. La tipa chiede quante hanno giaciuto nel suo letto, lui dice 15 e lei si incazza, MA COSA TI INCAZZI SEI LA SUA SOTTOMESSA?? Allora gioca alla ribelle, alla pussy riot e vuol tornare a casa. Lui la porta nel garage ci sono 923567892 macchine, lei chiede “qual è la tua?”, lui “tutte” e lei si eccita, con uno sguardo da Lolita che levati.

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Essendo un film americano, c’è bisogno della spiegazione, uno non può nascere semplicemente marcio. Allora si scopre che lui è stato sottomesso da un’amica maiala della mamma per anni e ora non è più slave, è diventato master, probabilmente tramite laurea breve.  Secondo tempo: lui la mena fisso col contratto, come se fosse un’assicuratore o uno del call center di Fastweb, così casomai lei morisse sotto i ferri dell’eccitazione, lui non abbia noie. Un maccosa dietro l’altro.  Allora fanno l’incontro aziendale per mettere nero su bianco, tipo fisting no però manette di peluche sì. Quando ho visto “Eutanasia di un amore” di Enrico Maria Salerno, ero in treno e la gente accanto se ne fregava. Pazzi. Quello dovreste vedere, un film d’ amore vero, non questa offesa alla pellicola! Ornella Muti, Tony Musante, filosofia, sensualità, sofferenza.

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Ma come siete diventate patetiche, signore? Peggio degli uomini che guardano i porno per farsi le seghe, almeno lì c’è onestà, verità, il mezzo per arrivare al fine. Qui invece si parla di innamorate che pur di stare con l’uomo che amano, si farebbero picchiare, che è il principio cardine del maschilismo femminile. Lei è magra sfinita, lui è un modello, i loro corpi perfetti, il loro sesso falso, inodore, insapore, loro dopo aver fatto il sadomaso all’acqua di rose, ballano. Che cazzo. È Twilight col maniaco invece che col vampiro. È una merda come non si è mai vista.  In confronto “Secretary” è “Il Settimo Sigillo”. Non lo andate a vedere, fatevi un favore. Se proprio avete eccessi suino-ciellini, riprendete la videocassetta di “9 settimane e mezzo”. Alla prossima.

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