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Game of Thrones diventa reale: vivi tre giorni in un castello come se fossi uno Stark

Ti potresti imbattere in uno di loro

 

Sei un fan di Game of Thrones e ti prudono le mani: vorresti impedire l’ennesima festa di nozze che sta per tramutarsi in una trappola mortale ma nessuno ti dà retta. Adesso puoi prenderti la tua rivincita su George Martin partecipando a un gioco di ruolo dal vivo ambientato nei sette regni. Si chiama Dracarys – il risveglio della magia e avrà luogo in un castello in provincia di Piacenza il prossimo ferragosto.

Le regole sono semplici: trecento persone interpretano altrettanti personaggi e trascorrono tre giorni nell’universo di Game of Thrones, senza pause. Mangi, dormi e imprechi contro le casate rivali 24 ore su 24. Visto che le iscrizioni aprono il primo dicembre, abbiamo chiesto a Elio Biffi, uno degli organizzatori dell’evento per Terre Spezzate, di raccontarci se l’inverno sta arrivando oppure no.

Per iniziare, Elio tratteggia la trama di Dracarys: “C’è un antico maniero in rovina, non troppo lontano da Approdo del Re, in cui la magia giace sopita dal tempo in cui i Targaryen sedevano sul trono di spade. L’azione si svolge, cronologicamente, vicino agli eventi della serie TV. Due casate decidono di saldare la propria alleanza ricostruendo il castello.

 

 

Un’ottima occasione per riunire trecento personaggi e metterli l’uno contro l’altro. “L’inquadramento è il Game of Thrones urbano. Non ci sono le terre selvagge o la Barriera da difendere, ma i giochi di potere e gli intrighi di castello. L’azione comunque non mancherà. Rispetto alla serie, l’evento sarà più virato verso la magia. Vogliamo creare grandi effetti speciali.

Di sicuro non finirete faccia a faccia con Ned Stark o Tyrion Lannister. “Non ci sono i personaggi principali della serie. Questo è un gioco di ruolo che mette in scena una storia con l’atmosfera di Game of Thrones: draghi, tradimenti, gente ammazzata.

 

Tu stai tramando qualcosa

 

Per Dracarys verranno preparati trecento profili di abitanti dei sette regni. Ogni giocatore ne sceglie uno, veste i suoi panni e si getta nell’avventura. “Il personaggio ti permette di entrare molto facilmente all’interno della storia.” È un po’ come essere l’attore di uno spettacolo teatrale lungo 72 ore, con l’unica eccezione che “in un copione lo scrittore ti presenta un problema e la soluzione. In un gioco di ruolo la soluzione la devi trovare tu.

Un’altra delle particolarità dei giochi di ruolo è che non si vince niente. “Il focus del gioco è vivere una storia. Ci sarà la casata che ha la meglio, ma sarà bellissimo anche essere giustiziato nella pubblica piazza.

 

Un lord di cui ci si può fidare

 

Dietro Dracarys c’è una squadra di professionisti che si occupano di ogni minimo dettaglio: “C’è chi lavora sulla narrativa, chi prepara effetti speciali, arredi per il castello, armature. E chi fa conoscere l’evento per vendere i biglietti. Sembra poco ma in realtà è un mucchio di lavoro. Il progetto è iniziato questa estate. A dicembre aprono le iscrizioni, e da lì in poi sarà un crescendo.

La strada da qui all’agosto 2016 sembra infinita. “Non devi farti scoraggiare, prima dell’evento facciamo degli workshop che servono a farti immergere nell’evento e ti aiutano a giocare. L’unica cosa di cui ti devi preoccupare è procurarti il costume. Anche se abbiamo due o tre magazzini diversi da cui attingere per i noleggi.

 

Una delle torri del castello. Vietato spingete Stark giù dalla finestra

 

Portare trecento persone a un gioco di ruolo dal vivo su Game of Thrones in Italia è una vera impresa. “Crediamo sia un ottimo modo per sviluppare e far conoscere in giro quello che facciamo. È il momento giusto, anche perché in giro per l’Europa ci sono altre produzioni che fanno cose simili.

Dracarys è aperto a tutti i maggiori di 16 anni, a prescindere dalle esperienze accumulate con giochi di ruolo, cosplay o corsi teatrali. “Nessuno ti giudica mentre stai giocando. L’unica regola d’oro è che devi sempre prendere per vero ciò che fanno gli altri, per quanto assurdo possa sembrarti.

 

L’inverno sta arrivando?

 

Se invece siete la timidezza fatta persona, potete mettervi in contatto con gli organizzatori di Dracarys e offrirvi come collaboratori. “Ci farebbero comodo un cuoco e gente che si occupi di logistica.” Già, perché dare da mangiare a trecento persone per tre giorni di fila non è uno scherzo.

Nell’ultima domanda per Elio tiriamo in ballo il padre della saga in persona, George Martin. Gli abbiamo chiesto se lo hanno consultato. “No. Questa è una storia ispirata alle atmosfere di Game of Thrones, non abbiamo utilizzato materiale coperto da copyright e non abbiamo alcuno scopo di lucro. Diciamo che stiamo cercando di scrivere una grande fan-fiction a seicento mani in tre giorni.

Lorenzo Mannella

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