TV e Cinema
di Simone Stefanini 31 ottobre 2018

Nel 1911 l’Italia era all’avanguardia nei film horror e “L’Inferno” di Dante lo dimostra

L’Inferno dantesco ricostruito minuziosamente per questo kolossal horror tutto italiano datato 1911

Il termine horror è certamente riduttivo per il capolavoro cinematografico italiano del 1911 che potete vedere qui sopra nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna nel 2006. Si tratta de L’Inferno, diretto da Francesco Bertolini, Giuseppe de Liguoro e Adolfo Padovan e prodotto dalla Milano Film.

È una pellicola composta da 54 scene che narra con assoluta fedeltà la prima cantica della Divina Commedia di Dante Alighieri, filmando una serie di scene animate che ricordano da vicino le illustrazioni di Gustave Doré.

Il film, viso l’anno di produzione, è in bianco e nero e muto, ma sembra che al tempo le proiezioni per i ricchi fossero colorate artificialmente con dei filtri, come nella versione integrale che vi abbiamo mostrato. Per quanto riguarda il sonoro invece, negli anni ha avuto molte colonne sonore posticce e addirittura band live che ne hanno fatto il commento musicale. Celebre la versione del 2002 con musica dei Tangerine Dream.

Sono molte le particolarità di questo film, unico nel suo genere,  vero e proprio kolossal dell’epoca: l’impiego di numerose comparse, il primo film italiano a 5 bobine, il primo film a ottenere l’iscrizione nel pubblico registro delle opere protette e uno dei capolavori di genere e, soprattutto, i rivoluzionari effetti speciali che rendono la pellicola formidabile, essendo stata girata più di un secolo fa.

Effetti teatrali come le funi e le corde su cui appendere gli attori, effetti cosmetici come le maschere applicate agli attori per renderli irriconoscibili o mostruosi e l’avveniristica doppia esposizione, grazie a cui si potevano vedere due immagini diverse nello stesso fotogramma. Tecnica usata per mostrare i lussuriosi che volano nella bufera, il demone gigante rispetto ai personaggi e Lucifero che mangia le anime dei dannati.

Non pensiate che le cose siano andate lisce per la Milano Film, che nello stesso anno ha dovuto subire la concorrenza di una casa di produzione minore, la Helios film, che ha sfruttato il successo de L’Inferno per produrne un’altra versione meno costosa ma più erotica, per la regia di Giuseppe Berardi e Arturo Busnengo. Celebre e scandaloso il seno nudo di Francesca. Per completezza d’informazione, vi mostriamo anche questa versione nella sua durata originale.

Entrambe le opere sono evocative e ci mostrano come l’Italia fosse all’avanguardia europea nei film di genere già dal lontano 1911. In più, sono un ottimo compendio per visualizzare per immagini tutte le tremende afflizioni che aveva pensato Dante quando ha scritto La Divina Commedia. Assolutamente da riscoprire.

 

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