TV e Cinema

Renato Pozzetto: 80 anni in un taaaac!

Renato Pozzetto oggi compie 80 anni tondi tondi. Già solo questa è una notizia con la N maiuscola visto che Pozzetto, nella sua sterminata carriera, è stato attore in oltre sessanta film, alfiere della nuova comicità assieme all’amico e sodale Cochi, cantante da hit-parade e star assoluta delle RAI a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta prima e poi re delle televisioni commerciali. Insomma un uomo, anzi un personaggio buono per tutte le stagioni che però, pur avendo avuto un successo larghissimo e praticamente infinito, specie negli anni Ottanta, se ne è sempre tornato sulle rive del suo amato Lago Maggiore da dove, da sfollato, era partito alla volta dei cabaret milanesi alla fine degli anni Cinquanta.

Insomma organi come siamo, in questi tempi strani, liquidi e gassosi come non mai, (ri)scoprire l’assurda normalità di Pozzetto è un esercizio salutare oltre che davvero un gran piacere. Ed è per questo che per festeggiare come si deve i suoi ottant’anni tondi tondi vi proponiamo cinque “momenti topici” della sua carriera.

Cochi, Renato e Enzo nella Rai del 1973 ne Il poeta e contadino

Facciamo un attimo esercizio, se ci riusciamo. Proviamo a immaginarci tra i venti e i trent’anni nel 1973 in Italia. Gli anni di piombo sono appena iniziati (ma, come spesso ha modo di dire Erri De Luca, sono anni anche “di rame”, perché iniziano circolare sempre più le connessioni tra esseri umani), la Democrazia Cristiani è al Governo da quasi vent’anni e il bigottismo e il conservatorismo la fanno da padroni (non c’ è neppure il divorzio per dire). Poi in televisione appaiono questi tre, Cochi Ponzoni, Enzo Jannacci e, ovviamente, Renato Pozzetto, praticamente trasportati di peso dal Derby Club di Milano, cioè la culla di una comicità fresca, nuova e al passo con i tempi. Ecco, potete immaginare il cambio di paradigma culturale che, assieme alle comparsate di Paolo Villaggio con Renzo Arbore e Gianni Boncompagni avveniva tramite i tubi catodici italiani. La rivoluzione, insomma, almeno a questo giro è stata trasmessa.

 

Sono fotogenico

Che cosa ha reso Pozzetto un comico così importante per la nostra cultura e società? Beh, facile: era uno dei pochi comici italiani che non ha mai giocato sulle “faccette”, anzi tutto il contrario. Proprio la mono-espressività propria, che in realtà ha sempre rivelato una gamma di emozioni praticamente infinito, ha reso Pozzetto un grande comico anche a livello tecnico. Questa scena pensiamo sia la più eloquente di tutti.

 

Grandi Magazzini

Come spesso e recentemente ha dichiarato Pozzetto “Ho fatto tantissimi film, pure troppo secondo me e di certo non tutti belli. Però, alla fine, i soldi non mi hanno mai fatto schifo e ho preferito una vita più serena piuttosto che a girare un film non superbo“. Ecco questo non è il caso di Grandi Magazzini che, al di là di tutto, è un grande film pop (o ante-trash chissà) in cui Pozzetto, affiancato da una sorta di Avengers della comicità italiani degli anni Ottanta (da Montesano a Lino Banfi passando per Manfredi e De Sica, tanto per dire), non ha paura a sporcarsi le mani con una buona dose di volgarità.

 

Riky e Barabba

A proposito di volgarità Riky e Barabba non è certo una commedia intellettuale francese però non possiamo farci niente: più rivediamo questa scena più non smettiamo di ridere.

Il ragazzo di campagna

In queste settimane post-quarantena, va detto, non tantissimi siti e giornali hanno riportato la notizia che, nonostante una città praticamente spopolata causa smart-working e rientro anzitempo degli studenti universitari fuori sede, gli affitti a Milano non sono affatto diminuiti, anzi sono in netta crescita “in attesa della sicura ripresa”. Ecco che allora rivedere oggi la scena del mini-appartamento de Il ragazzo di campagna, l’iconico film di Pozzetto in cui è stato brevettato il suo immortale “taaaac!” acquisto un significato diverso: ieri pareva weird-fiction, oggi sembra uscito dalle pagine di cronaca del Corriere.

 

Bonus Track

E secondo voi potevamo forse non citarla? Dai, siamo stati sempre molto attenti alla “voce” dei nostri amici in fondo! Ovviamente anche Boldi era del giro del Derby: tanto per ribadire che uscire fuori la sera e fare balotta, a volte, dà i suoi frutti. E tutte le volte che bazzichiamo da Sant’Eustorgio non possiamo non ripensare a questa mitologica scena.

 

 

Mattia Nesto

Fa che la morte mia, Signor, la sia comò 'l score de un fiume in t'el mar grando

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