Oltre Black Mirror: le serie tv di culto che ci hanno inquietato prima degli anni ’80

Prima di X Files, Lost, Twin peaks o Black Mirror, in tv sono andate in onda serie tv di culto, assurde, inquietanti e angoscianti. Le migliori e dove trovarle

TV e Cinema
di Simone Stefanini facebook 1 febbraio 2018 11:41
Oltre Black Mirror: le serie tv di culto che ci hanno inquietato prima degli anni ’80

serie tv assurde   Rod Serling in Ai confini della realtà

 

Le serie tv sono la nuova letteratura, si dice. Romanzi lunghi, storie brevi, insieme di racconti: la serialità sul piccolo schermo assume mille forme a seconda dei nostri desideri e prende tutte le emozioni di cui siamo capaci. Lasciamo stare per un attimo le sit-com o tutte quelle storie che ci fanno sorridere e pensiamo a quanto ci piacciono le trame inquietanti, sorprendenti, alla Black Mirror per intendersi. Ma anche in stile X Files, Mr. Robot, Utopia, Misfits, Lost, Twin Peaks e tutte le altre serie che negli anni ci hanno messo addosso un’inspiegabile angoscia nei confronti dello spazio, del tempo o dell’ignoto.

La tradizione oscura delle serie tv non è certo roba dei giorni nostri. Fin dagli anni ’50, agli albori della tv, sono stati creati sceneggiati seriali inquietanti, diventati poi telefilm inspiegabili. Qui sotto troverete una lista di serie tv inquietanti andate in onda prima degli anni ’80, epoca in cui si è consolidata la tradizione dei telefilm.

Cult, classici neri come il piombo, visioni che turbano il sonno, per rispondere all’annosa questione “Mi consigliate una serie da vedere che le ho già viste tutte?”. Sotto ogni scheda, il link per comprare il dvd o il Bluray. Partiamo per un viaggio ai confini della realtà.

 

Incubi notturni (Dead of Night, 1949)

Un film horror inglese a puntate, cinque episodi legati tra di loro da un episodio che fa da cornice. Un esperimento che di fatto ha dato il la alle serie tv dell’orrore. Un’antica villa, degli ospiti, ognuno con una storia soprannaturale e inquietante da raccontare. L’intero progetto è stato supervisionato da Alberto Cavalcanti.

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Alfred Hitchcock presenta (Alfred Hitchcock Presents, 1955-1965)

Chi non ricorda l’iconica musichetta con la quale faceva il suo ingresso la sagoma di Alfred Hitchcock sullo schermo? Una serie antologica che conta ben 268 episodi senza un vero e proprio filo conduttore che non sia il crimine in tutte le sue forme, dal più banale al più inimmaginabile, sadico, grottesco. Alfred Hitchcock in persona ha diretto 17 episodi.

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Ai confini della realtà (Twilight Zone, 1959-1964)

La serie che ha creato l’inquietudine. Creata dal genio di Rod Serling, nei 156 episodi degli anni sessanta ha avuto tra gli sceneggiatori scrittori del calibro di Ray Bradbury, Richard Matheson e Charles Beaumnont. Spesso descritta come fantascientifica, in realtà esplora l’ignoto in tutte le sue forme. Ha avuto un revival negli anni ’80 e un altro nei 2000, più un film al cinema, ma niente batte la bellezza della serie classica.

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Doctor Who (1963-1989)

Chi non conosce il Doctor Who? L’alieno, il Signore del Tempo che viaggia in lungo e in largo nello spazio e nel tempo attraverso la cabina blu della polizia inglese? Abbiamo troppo poco tempo per spiegarne la trama, sappiate solo che il Dottore si può rigenerare prima della morte, cambiando aspetto. Ecco perché vive dal 1963 ad oggi. Un classico intramontabile, da vedere e rivedere.

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Dark Shadows (1966-1971)

In Italia conosciamo Dark Shadows grazie al film di Tim Burton del 2012 con l’immancabile Johnny Depp. Ben pochi hanno visto la soap opera statunitense originale, che vedeva nel cast  zombie, lupi mannari, streghe e viaggi nel tempo. Il personaggio cult era il vampiro Barnabas Collins e nonostante la serie fosse un melodramma dalla trama assurda, nel tempo è diventato un vero must per chi ama l’oscurità.

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Il prigioniero (The Prisoner, 1967-1968)

La distopia, il genere fantapolitico britannico è tutto qui, nella serie interpretata da Patrick McGoohan, un ex agente segreto che viene imprigionato e viene privato anche dell’identità, costretto a chiamarsi Numero 6. Riuscirà a trovare il Numero 1 e a capire perché sta vivendo questa esperienza degna di un romanzo di Kafka?

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Mistero in galleria (Night Gallery, 1969-1973)

Ancora il genio di Rod Serling per tre stagioni all’insegna dell’horror e della fantascienza. Mistero in galleria è stata creata dopo la fine di Ai confini della realtà. Tutte le introduzioni erano girate in una galleria d’arte in cui Serling spiegava l’episodio di fronte a un quadro che lo raffigurava.

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Spazio 1999 (Space: 1999, 1975-1977)

Una co-produzione italo britannica per questa serie fantascientifica cult con Martin Landau e Barbara Bain. Un evento apocalittico e poi catastrofi, dappertutto. La Luna esce dall’orbita terrestre, personaggi polimorfi, effetti speciali spettacolari e una colonna sonora a cui ha partecipato anche Ennio Morricone.

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I sopravvissuti (Survivors, 1975-1977)

Il post apocalittico moderno, creata dall’inglese Terry Nation. Un virus altamente letale crea un’epidemia che uccide quasi tuta la popolazione del mondo. Ne resta vivo solo l’1% e la storia si basa sulle vicissitudini di alcuni di loro, che si danno fa fare per cercare gli altri sopravvissuti, in un’atmosfera che più greve non si può.

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Zaffiro e Acciaio (Sapphire & Steele, 1979-1982)

La fantascienza inglese non è mai stata così inquietante. Due agenti operativi con i nomi degli elementi zaffiro e acciaio devono contrastare un castello infestato dai fantasmi. Un budget esiguo ha portato l’ideatore Peter J. Hammond a inventare trovate ad effetto per rendere la serie sempre più criptica. È composta da sei storie lunghe suddivise in un totale di 34 episodi ed era considerata la risposta assurda a Doctor Who.

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