L’America di Harmony Korine è quella degli adolescenti vuoti, con il mito di Britney Spears, l’apparire ad ogni costo, l’adorazione del dio denaro e i finti miti degli mtv videos. Questi giovani sono i figli di un’era contemporanea “videodromizzata”, una generazione degenerata e degenerante.
Selena Gomez è una cavia, scelta dal visionario regista statunitense, perfetta per trarre in inganno masse di ragazzine ingenue. Il regista del meraviglioso mondo post tornado di Gummo (1997) realizza, apparentemente, la sua opera più “mainstream”, un film-videogame con protagoniste quattro teen in bikini. Fin dalla prima sceneggiatura, scritta a 21 anni per “Kids”, 1995 di Larry Clark, Harmony Korine ha sempre indagato e incentrato la sua ricerca sugli adolescenti americani o sui finti anziani di “Trash Humpers”, 2009.
“Spring Breakers”, presentato alla 69. Mostra del Cinema di Venezia, è diventato un fenomeno in internet dove se ne parla ininterrottamente da un anno sui vari blog e siti. James Franco sguazza tra armi e dollari nel ruolo del rapper-gangster, confermando di essere uno degli attori più versatili in circolazione. La colonna sonora è musica dei “giovani”, da Skrillex ai vari rapper tamarri americani. L’incipit del film in rallenty, è elogio visivo al marciume di un’intera generazione a stelle e strisce. Spring Breakers è un “videoclip” allucinato, finalmente il genio visivo di Harmony Korine arriva nelle sale cinematografiche italiane.
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