TV e Cinema

Tonya è la storia violenta e grottesca del più grande scandalo sportivo degli anni ’90

Il 29 marzo esce anche nei cinema italiani Tonya (I, Tonya), il film biografico sulla campionessa di pattinaggio su ghiaccio Tonya Harding, protagonista di uno dei più grandi scandali sportivi di tutti i tempi per essere stata coinvolta in qualche modo nell’aggressione alla rivale Nancy Kerrigan prima dei Giochi Olimpici invernali di Lillehammer nel 1994.

Il film è diretto da Craig Gillespie e splendidamente interpretato da Margot Robbie nella parte di Tonya, che per il ruolo ha anche ricevuto una candidatura agli Oscar, premio che ha vinto Allison Janney, miglior attrice non protagonista nel ruolo di LaVona Harding, madre di Tonya.

 

Margot Robbie e la vera Tonya Harding

 

Nella pellicola, ancor più della storia sportiva conosciamo i retroscena umani di una vicenda mai del tutto chiarita. Una storia di durezze e soprusi che Tonya ha subito per gran parte della sua vita, fin da quando ancora bambina veniva maltrattata dalla madre anaffettiva affinché diventasse una campionessa.

Tonya Harding è stata la prima pattinatrice americana ad eseguire un triplo axel, un esercizio difficilissimo, ma nonostante il suo talento non è mai stato facile per lei, tipica redneck provinciale, farsi accettare nel dorato mondo del pattinaggio su ghiaccio.

 

La vera Tonya Harding a Lillehammer nel 1994

Per sfuggire alle asprezze e alle violenze della madre cade dalla padella alla brace sposando Jeff Gillooly, che la picchia spesso ed è geloso fino alla malattia.

Nel 1994 Tonya è in una fase discendente della sua carriera, è ormai conosciuta per il suo temperamento forte e ha appena divorziato dal marito, eppure in qualche modo oscuro Jeff riesce a tornare insieme a lei e per scusarsi delle violenze, decide di regalarle l’infortunio della sua rivale, quindi tramite un amico non troppo in sé, paga degli aggressori per rompere il ginocchio di Nancy Kerrigan. Si scoprirà in seguito che anche Tonya era in qualche modo coinvolta, ma in quale misura non è mai stato chiarito.

 

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In ogni caso, da quel momento Tonya Harding diventa una delle donne più odiate d’America. È una storia greve anche se il regista è capace di alleggerirla in modo che non diventi mai opprimente.

L’interpretazione di Margot Robbie è eccezionale, ha persino imparato a pattinare per il film. Per lei, australiana alla conquista di Hollywood grazie a film come The Wolf of Wall Street di Scorsese o all’interpretazione di Harley Quinn in Suicide Squad, è il primo ruolo da protagonista e se la cava alla grande, mostrando spessore drammatico e immedesimazione nella parte che ricordano quello di Charlize Theron in Monster. Ci chiediamo perché non sia stata premiata con l’Oscar, senza nulla togliere a Frances McDormand.

 

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Tonya è un film assolutamente da vedere, che mostra la storia di una donna che ha vinto e che è caduta senza sapere come riuscire a rialzarsi, ma che pure dopo aver subito ogni sopruso ed essere stata messa di mezzo, ha conservato la propria attitudine. La risoluzione del giallo lascia con l’amaro in bocca e con un grande dubbio in testa: è possibile empatizzare con una donna presunta colpevole di un criminale atto antisportivo? Evidentemente sì.

 

Simone Stefanini

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