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Aprirà in Giappone il Parco Naturale di Hayao Miyazaki

La Principessa Mononoke (1997)

 

Se siete appassionati dell’universo di Hayao Miyazaki e dello Studio Ghibli in generale, non occorre certo ricordarvi quanto il cartoonist giapponese più famoso del mondo sia un irriducibile ecologista e un amante della natura. In tutti i suoi film, da Nausicaä della Valle del vento (1984, che sta tornando al cinema il 5, 6 e 7 ottobre grazie a Lucky Red) all’ultimo Si alza il vento (2013), il regista ha sempre avuto un occhio di riguardo nei confronti dell’ambiente, come mostrano i suoi splendidi fondali e le storie che vi sono ambientate.

 

Il mio vicino Totoro, 1988

 

Con questo spirito, il nostro eroe sta per far partire un progetto ambizioso quanto splendido: l’apertura di un Parco Naturale per bambini che si chiamerà “The Forest Where the Wind Returns”, la foresta dove ritorna il vento, ed il nome è già una magia.

Miyazaki ha già donato 300 milioni di yen (circa 2.300.000 €) per costruire un luogo da sogno, in cui i ragazzini potranno comunicare direttamente con la natura attraverso i 5 sensi. Sarà aperto all’interno dello Zendo Forest Park nell’isola Kume a Okinawa. Qui sotto, un disegno di Kume Creation che illustra il parco.

 

Il disegno del Parco, di Kume Creation

 

Immaginate: un’estensione di 10000 acri, una biblioteca con libri per bambini cresciuti e non, un dormitorio che può ospitare fino a 30 persone e il minor numero di attrazioni fatte dall’uomo possibili. Sì, avete letto bene, il parco di Miyazaki sarà l’opposto dei vari Disneyland (ma anche del Dismaland di Banksy). Niente di roboante, prefabbricato, niente luci sparate e musica a palla, nessuna giostra che ti fa volteggiare a velocità supersonica e nemmeno opere d’arte provocatorie. Un vero e proprio percorso naturale per insegnare ad amare la natura e rispettarla in ogni modo possibile.

 

Il progetto del parco naturale

 

L’apertura del parco è stata annunciata per il 2018. A noi sembra un’idea fantastica, una base da cui ripartire per provare ad invertire la tendenza, sfruttando il nome del famoso regista per avvicinare le nuove generazioni a riconsiderare la bellezza del paesaggio come organismo vivo, da ammirare e difendere. Chissà se i bambini riusciranno a vedere i kodama, gli spiriti tradizionali giapponesi che abitano gli alberi e che si divertono ad imitare la voce umana nella foresta? Noi speriamo proprio di sì.

 

I kodama nella foresta di Mononoke

 

Simone Stefanini

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