Sono stato al Dipartimento di Matematica per risolvere l’amore

Siamo andati al Dipartimento di Matematica dell’Università di Milano per risolvere l’equazione dell’amore

Extra
di Pietro Raimondi facebook 9 giugno 2017 10:35
Sono stato al Dipartimento di Matematica per risolvere l’amore

In questi giorni sul web sta girando la foto di un annuncio di ricerca marito. Il candidato deve essere così intelligente da poter risolvere una lunga espressione matematica, la soluzione è un numero di telefono di chi ha scritto l’annuncio. Ho pensato di farmi aiutare da qualcuno più esperto di me in tabelline e sono andato al dipartimento di Matematica dell’Università degli Studi di Milano.

Ho percorso i corridoi  vuoti, probabilmente le lezioni erano in corso. Qualcuno, fuori dalle aule, mi ha liquidato tentando di risolvere velocemente la cosa con la statistica: “Se fa ‘ste cose è ciospa al 98%”. Meno male che poi Raffaele ha deciso di battersi per quel 2%.

L’opinione generale era che non si trattasse di nulla di così difficile (solo puri calcoli vecchia scuola), ma Raffaele è stato il primo che, seduto a un tavolo in cortile, si è messo veramente a calcolare per darmi quelle cifre che avrebbero aperto uno sconosciuto cuore. Raffaele è un ragazzo di Roma che si è spostato a Milano quattro anni fa e frequenta Matematica da un anno. Con l’Università lui e la sua ragazza hanno iniziato a vedersi di meno e alla fine si sono lasciati, “più o meno di comune accordo”, dice mentre fa a mano tutte le moltiplicazioni in colonna. Alcuni elementi dell’espressione sono molto più impestati di altri, mi guarda dalla sua postazione sul tavolo e mormora: “Qui non si semplifica un cazzo”, “Come in amore?”, “eh sì”.

Gli chiedo se la matematica può in qualche modo aiutare la vita di chi la studia e lui (che stava per passare a informatica e si è ricreduto) risponde sorridente di sì, ma con le ragazze non funziona, “Perché le ragazze non ragionano”, ridiamo e immaginiamo un calcolatore con tantissimi fattori di gusti e caratteri che possa combinare perfettamente le persone che ci si iscrivono. Una sorta di Meetic definitivo. Raffaele stenta comunque a crederci, perché “Poi devi metterci che gli opposti si attraggono… e ci sono troppi parametri… la mente di un uomo è la cosa più misteriosa”. Ma la scienza ha fatto scoperte impensabili, e Raffaele non nega nemmeno che possa stranamente funzionare.

Con un piccolo aiuto della calcolatrice che ci presta uno sfuggente Stefano (interrogato sulla sua condizione sentimentale, cambia argomento), siamo arrivati al primo risultato della giornata: 469139067,4. Entusiasti mettiamo il cellulare sul tavolo in vivavoce e aspettiamo qualsiasi suono. Il mio operatore, però, ci comunica gentilmente che il numero selezionato è inesistente.

Un po’ deluso incrocio Ivan, a cui prima già avevo sottoposto il foglio. Ora che la lezione è finita ha intenzione di cimentarsi nella prova. Stavolta consideriamo alcune grafie incerte in modo diverso dal primo tentativo, alcuni 9 diventano 3 e alcuni 6 diventano 0. Ivan è single e dice che l’amore non è al primo posto della lista delle sue priorità, e comunque non ritiene degna della sua stima una persona che reputa un calcolo un metro di giudizio. Per lui il rapporto tra matematica e amore sta nella bellezza: ognuno deve avere una bellezza da vedere per vivere, per stare al mondo, c’è chi la trova in una persona e chi in quello che ama fare, come la matematica.

Intorno al tavolo si crea un piccolo gruppo e c’è anche una coppia: sono Michele e Anna. Anna dice che avrebbe potuto trovare Michele attraverso un calcolo, anche se non sa quale. Immagina pure lei che ci sia un collegamento tra amore e matematica, poi ride guardando Michele e dice “beh, siamo in due. Due è un numero!”. Michele mi dice che il primo numero tra lui e Anna è quello delle sigarette che le deve, poi parla del teorema di isomorfismo di anelli, ma intanto Ivan solleva il problema generativo. Ipotizza che la persona in questione, per generare un’espressione del genere “al contrario”, partendo dal proprio numero di telefono, o deve essere molto brava oppure deve aver sparato a caso. Un certo Giacomo di Brescia dice che con la sua ragazza va tutto bene, ma che con la matematica non c’entra proprio, ché “la matematica proprio la fa asciugare”.

Semplificando alcuni irrazionali che emergono nel calcolo di Ivan, otteniamo un nuovo numero e lo digitiamo, ma anche 2075861406 è inesistente. Comincio a immaginare qualcuno di molto sadico che prende un foglio e decide di scriverci un’espressione a caso, figurandosi la gente che come noi ci si scervella. Magari vuole solo ricordarci che i segni non devono avere per forza un significato, che tutto è una catena infinita senza soluzione. Forse è questo il segreto dell’amore.

Giulia dice che tutto l’universo dipende da leggi matematiche, e che nei rapporti lei è molto razionale. Pietro, che è appena stato promosso all’esame di Geometria 4, racconta che stanotte a una certa ha incontrato la fatidica espressione su Facebook e ha provato a risolverla, ma si è fermato. Dice che non crede proprio di poter trovare l’amore così, che non c’entra niente con la matematica. Cristina e Teresa si prendono a cuore la mia causa e inseriscono l’espressione rispettivamente su una calcolatrice scientifica e su WolframAlpha, ma anche così non si arriva a niente di significativo. Mino, invece, inizia a fare l’espressione del suo numero di telefono, giocando al contrario, mormora che i matematici servono a fare cose di cui non gliene frega un cazzo a nessuno. Matteo mi dice che tempo fa lui e Sara si sono lasciati, e uno dei suoi ultimi messaggi riportava l’equazione e^{i*π}+1=0 (considerata tra le più belle della matematica) e la frase: “se non avessi avuto te, persino questa equazione non avrebbe avuto un senso”. Lei non ha capito e gliel’ha dovuta spiegare. Dice che i matematici sono strani perché nei problemi che gli altri non si pongono ci entrano finché non li risolvono.

Intanto il mio foglio finisce nelle mani di Luca e di Paolo. Mentre provano a risolverlo, un’altra Anna dagli occhi chiari mi racconta dei post d’amore su Facebook di Luca, che quando c’era il referendum ha cercato di conquistare una ragazza che lo ha stregato in discoteca con i vari #bastaunsì, #lavoltabuona. Luca e Paolo incappano ancora in dei numeri irrazionali.

A casa capirò con una ricerca tramite immagine su Google che probabilmente non c’è stato nessuno che ha scritto quella cosa su un foglio, che si tratta solo di un fake del web polacco, le parole in italiano sono state photoshoppate sopra l’annuncio.  Andando via però dal Dipartimento dell’Amore Matematico Irrisolto, camminando in Città Studi, immagino di passare tutta la vita a comporre su un tastierino del telefono le infinite cifre di un numero irrazionale.

COSA NE PENSI? (Sii gentile)