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L’Antartide senza ghiaccio fa davvero paura

L’Earth Observatory della NASA ha appena pubblicato due nuove immagini che testimoniano la situazione critica in Antartide. Siamo sulla calotta di ghiaccio di Eagle Island, tra il 4 e il 13 febbraio 2020. Comparando le immagini la differenza è lampante: lo scioglimento della calotta di ghiaccio di Eagle Island è repentino e “le aree rosse più scure sono quelle in cui il modello mostra temperature che superano i 10 °C”, si legge sotto la foto pubblicata da nasaearth.

Mauri Pelto, un glaciologo del Nichols College, precisa che si può assistere a questo tipo di eventi in Alaska e in Groenlandia ma di solito non in Antartide e, continua: “l’evento di febbraio non è così significativo. È più significativo che questi eventi avvengano più frequentemente”.

Questo il punto della situazione: il 6 febbraio, nella base Esperanza, la stazione permanente di ricerca argentina situata nella parte più settentrionale della penisola Antartica, aveva rilevato la più alta temperatura nella zona, con un picco di 18,3 °C a mezzogiorno. Si tratta della temperatura più alta registrata nell’area dal 1961.

Il 13 febbraio, dalla stazione di monitoraggio Marambio della Seymour Island, si erano registrati, invece, 20,75 °C: una temperatura così alta non si era mai sentita nella storia del continente dei ghiacciai.

Il ricercatore brasiliano Carlos Schaefer sottolineava, comunque, che questo dato “non fa tendenza dal punto di vista del cambiamento climatico perché si tratta di un caso isolato”.

Tuttavia, parliamo di temperature da record che certamente preoccupano gli scienziati e che si inseriscono nel drammatico dibattito sulla crisi del clima, che parte proprio da qui: dai poli e da quello che drasticamente sta avvenendo alle estremità del nostro Pianeta.

 

Il 90% delle calotte polari della penisola Antartica sta scomparendo, mentre anche l’Artico si sta surriscaldando due volte più velocemente rispetto al resto del pianeta. A causa delle alte temperature la neve si scioglie e i ghiacciai sottostanti, esposti ai raggi solari, si scongelano.

Lo scioglimento dei ghiacciai e le temperature sempre più alte del mare fanno aumentare il livello degli oceani che, secondo i pronostici, potrebbe aumentare dai 26cm a un metro entro il 2100. In questo modo, Maldive ed altre isole del Pacifico verrebbero sommerse. A rischio sarebbero anche altre popolose aree costiere come Vietnam, Bangladesh, Paesi Bassi e la costa orientale degli Stati Uniti (fonte: Corriere della Sera).

Come sappiamo, l’impatto dell’uomo sull’ambiente in cui vive ha portato nel tempo al cosiddetto surriscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacciai potrebbe rovinare per sempre la vita sulla Terra. Si tratta di una reazione a catena il cui punto di partenza siamo noi e questo è un dato tangibile che non sembra trovare soluzioni.

Claudia Mazziotta

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