Art
di Elisabetta Limone 22 Luglio 2020

A Rieti torna protagonista l’arte urbana

Dopo aver consegnato a Rieti l’opera Al suono delle trombe, realizzata da Ozmo nel mese di maggio 2019, sul Palazzo di Giustizia di Via Borsellino, il progetto TraMe, dell’agenzia The Uncommon Factory, a cura di Annalisa Ferraro, sostenuto dalla Regione Lazio e dai Fondi FESR, consegna alla città le opere di arte urbana firmate da Neve, Sbagliato e Ale Senso, opere della contemporaneità , espressioni artistiche di un presente che non dimentica il proprio passato.

Filo conduttore di tutti gli interventi è stato infatti il costante riferimento alle pitture murali conservate in città, diventate nel tempo punto di riferimento per la collettività, a quelle tracce del passato che abitanti e specialisti del settore si sono impegnati a preservare e a tramandare ai posteri. Gli artisti si sono confrontati con tre contesti molto differenti tra loro, tutti però centrali nella cultura reatina, fondamentali per ricostruire le vicende storiche che hanno attraversato la città.

Neve – Il Miracolo, foto di Marco Bellucci  Neve – Il Miracolo, foto di Marco Bellucci

Neve, tra i più rinomati esponenti del neomuralismo italiano, noto per l’uso del figurativo come mezzo di espressione, porta a Rieti i suoi ritratti iperrealistici, immersi nei suoi caratteristici chiaroscuri caravaggeschi. L’opera è stata realizzata su una superficie di quasi 50 mt, nella storica frazione di Sant’Elia, tappa fondamentale del Cammino Francescano, in cui si conserva l’affresco raffigurante San Francesco che detta la Regola e la memoria del miracolo “La guarigione dei buoi di Sant’Elia”. Calatosi perfettamente nella drammaticità del momento, così come descritto dalle fonti francescane, e immedesimatosi nello stupore e nel sollievo che il miracolo dovette generare, l’artista ha progettato per la città un’opera evocativa, unica nella sua rappresentazione ma assolutamente decodificabile per chi si troverà a percorrere quella strada e il cammino religioso su di essa insistente. Con la sensibilità che lo contraddistingue, con la grande forza emozionale che caratterizza i suoi lavori, Neve dona alla città di Rieti un’opera antica, in grado di confondersi con i migliori dipinti del ‘600, e al tempo stesso un’opera contemporanea, in grado di raccontare angosce, paure e speranze dei nostri tempi.

Neve – Il Miracolo, foto di Marco Bellucci  Neve – Il Miracolo, foto di Marco Bellucci

Il Museo Civico, nella sede di Via Sant’Anna, ha accolto l’intervento di Sbagliato, il collettivo romano che, attraverso l’utilizzo di poster semi-permanenti è in grado di abbattere il confine tra realtà e illusione. Individuato un dettaglio dell’affresco di Domenico Papa, La madonna protegge i fedeli dagli strali della peste (1482-1484), conservato nella Chiesa di San Domenico, il collettivo ha lavorato per integrarlo al contesto offerto dal Museo Civico, nel suggestivo porticato coperto da volte a crociera dell’ex Monastero di S. Lucia. Attraverso un ingrandimento dei campioni prelevati fotograficamente dal contesto originario, Sbagliato ha colto il momento intenso e drammatico, eppure rigoroso, della preghiera. I soggetti protagonisti dell’opera originale, la Madonna della Misericordia e la figura severa di Dio, sono qui solo evocati, attraverso la devozione e la sacralità con cui angeli e Santi gli si rivolgono. Attraverso un leggero trattamento cromatico, l’opera appare perfettamente assorbita dalla superficie, rendendo per un attimo reale un pezzo di storia mai avvenuto: Domenico Papa, duecento anni dopo la fondazione del complesso monumentale, ne affresca una delle pareti, regalando alla città e ai suoi fedeli un’altra opera preziosa, di grande valore per i contemporanei e per i secoli a venire.

Sbagliato – Strappo alla Regola, foto di Marco Bellucci  Sbagliato – Strappo alla Regola, foto di Marco Bellucci

Infine, Rieti ha accolto Ale Senso, artista abituata a lavorare sulla rappresentazione antropomorfica delle emozioni umane, attratta da vicende intime e collettive che restituisce in chiave simbolica ed onirica. Ale Senso è intervenuta sulla facciata della Camera di Commercio dopo aver esplorato il panorama culturale della città e dopo aver operato una sintesi tra i riferimenti culturali e storico-artistici, raccolti sul territorio e i reperti archeologici, individuati nella Sezione Archeologica del Museo Civico. Un’anfora romana custodisce al suo interno una piccola anfora sabina, in un rapporto di dipendenza e di scambio intercorso tra le due culture, l’una, la prima, nata sulle spalle dell’altra, più antica e già solida. Immerse in un rigoglioso fogliame, allegoria dell’ancora autentico patrimonio naturalistico che avvolge il territorio reatino, prezioso per l’agricoltura e per il turismo, le due anfore, che ricordano i trasporti di beni alimentari, poggiano le loro basi su quel che sembra essere il ponte cittadino, un tempo principale via del commercio, ma che, come una ruota dentata, si fa, al tempo stesso, rappresentazione simbolica dell’industria, fulcro dell’attuale economia locale. Mani e braccia forti di lavoratori del luogo si fanno sostegno della storia e della cultura della città.

Sulle due facciate laterali della Camera di Commercio, dal 20 al 26 luglio, Ale Senso proseguirà i lavori, raccontando una storia che dal passato giungerà fino al nostro presente, e che nella conservazione delle tradizioni e nella ricerca dell’innovazione, troverà il suo equilibrio per un futuro auspicabilmente migliore.

Ale Senso – L’uno nell’altro, foto di Marco Bellucci  Ale Senso – L’uno nell’altro, foto di Marco Bellucci

Il progetto TraMe-Tracce di Memoria, ideato e realizzato da The Uncommon Factory, società specializzata in progetti di marketing e comunicazione, con un focus sulle innovazioni digitali in ambito commerciale, culturale e artistico, porta a compimento l’attività Linguaggi contemporanei tra affreschi e street art, consegnando alla città un patrimonio artistico nuovo, assolutamente contemporaneo, vivo nel presente ma strettamente connesso al passato di Rieti, alla sua cultura e alla sua ricca tradizione storico-artistica. Con il completamento del ciclo di seminari e la realizzazione delle opere di arte urbana, The Uncommon Factory traguarda uno dei principali obiettivi del progetto, alimentare il confronto con la collettività e stimolare la creazione di sinergie tra le realtà locali e gli attori esterni coinvolti nelle attività culturali. A dimostrazione di questo risultato, lo sviluppo di una collaborazione inaspettata tra il Comune di Rieti e l’artista Neve che, innescatasi nel corso dell’iniziativa Linguaggi contemporanei tra affreschi e street art, ha dato oggi a Rieti l’opportunità di poter godere di un’ ulteriore opera, nel cuore della città, nel porticato esterno del Palazzo Comunale.

Le iniziative del progetto TraMe non si esauriscono con arte urbana e muralismo: sempre a Rieti e sempre a luglio, fino al 21 è possibile visitare la mostra Tra sogno e realtà di Alessandro Valeri, a cura di Annalisa Ferraro, presso il Museo Civico in via Sant’Anna 4. Il 25 luglio, nella stessa sede, sarà inaugurata la mostra L’uomo tra arte e digitale. Memorie reatine e visioni future, in esposizione le fotografie storiche dei cittadini di Rieti in dialogo con le opere interattive di Vincenzo Marsiglia. Una sperimentazione completamente nuova prenderà vita nel Museo Civico, il progetto TraMe porterà a Rieti un’esperienza unica, mai provata prima in campo artistico, attraverso l’utilizzo degli Hololens 2.

 

www.tra-me.org/

Tutte le foto di Marco Bellucci

Neve

Considerato uno degli esponenti più rinomati del neomuralismo in Italia, Neve inizia a dipingere sui muri di Torino nel 1995. Con le mani regolarmente tinte di vernice, non perde occasione per lasciare la sua impronta e ricercare il suo stile. L’amore per l’estetica e per il classicismo lo porta a coniugare l’arte urbana con quella accademica, grazie all’uso del figurativo come mezzo di espressione. Neve ha dipinto a mano libera muri iperrealistici di titaniche dimensioni in tutta Europa. Ha esposto opere ovunque nel mondo, sperimentando linguaggi differenti e padroneggiando diverse tecniche.

 

Sbagliato

Sbagliato, progetto artistico fondato nel 2011 da tre architetti e designers romani, nasce dal desiderio di generare un’interferenza nel tessuto urbano, creando “varchi” all’interno dell’ordine rigido composto dalle architetture. Tale esigenza si esprime e realizza attraverso l’utilizzo del poster, mezzo di comunicazione ideale per la sua natura effimera e per l’attitudine mimetica, caratteristiche distintive della poetica del gruppo. Le installazioni visionarie di Sbagliato sono il risultato di una sinergia tra architettura, grafica, fotografia e collage, attraverso la quale gli elementi architettonici possono essere “campionati”, elaborati e riproposti nel contesto urbano, in modo eterogeneo ma non casuale. Negli ultimi anni Sbagliato ha partecipato a molteplici manifestazioni di Arte Pubblica e realizzato interventi in giro per il mondo.

 

Ale Senso

Alessandra “Senso” Odoni si diploma all’Accademia di Brera. Il suo percorso artistico legato ai graffiti e alla street art ha inizio nella seconda metà degli anni ’90.Nel 2007 avvia il progetto Derelict Building per il quale realizza interventi pittorici performativi volti a trasformare edifici dismessi in spazi artistici. A Berlino, città in cui ha sede il suo studio, nasce il progetto Apartament A. 8 Murales che trasforma un piccolo appartamento in un polo culturale. Sviluppa in forma metaforica e metamorfica le emozioni umane indagando l’uomo come ente autonomo e nella sua relazione con l’ambiente sociale e naturale. Recentemente sta indirizzando le sue riflessioni sull’influenza della tecnologia su molteplici aspetti della vita, dal sociale alla sessualità.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20x30 cm Edizione limitata di 40 esemplari DEM Come un moderno alchimista, DEM crea personaggi bizzarri, creature surreali abitanti di un livello nascosto nel mondo degli umani. Eclettico e divertente, attraverso muri dipinti, illustrazioni e installazioni ricche di allegorie, lascia che sia lo spettatore a trovare la chiave per il suo enigmatico e arcano mondo. Oltre ad avere vecchie fabbriche ed edifici abbandonati come sfondo abituale ai suoi lavori, DEM è stato anche ospite alla Oro Gallery di Goteborg e ha preso parte a esposizioni importanti come «Street Art, Sweet Art» (PAC, Milano), «Nomadaz» (Scion Gallery, Los Angeles), «Original Cultures» (Stolen Space Gallery, London) and «CCTV» (Aposthrofe Gallery, Hong Kong). Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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