Voûtes Célestes è un’opera di Miguel Chevalier, che è riuscito nell’intento di trasformare l’antica cappella della chiesa di Saint-Eustache a Parigi in una splendida cornice per un cielo digitale, proiettato sul soffitto. L’artista ha usato la tecnica del morphing per far cambiare tema e colore al suo cielo, suddiviso in 35 reti grafiche di diversa tonalità, per un effetto immersivo, in cui lo spettatore si ritrova al centro di una galassia tutta sua, tra le stelle e la notte.
L’opera è stata accompagnata da improvvisazioni musicali interpretate da Baptiste-Florian Marle-Ouvrard che ha suonato l’organo. I visitatori sono stati invitati a camminare o addirittura a sdraiarsi sotto il “cielo” per entrare in simbiosi con l’opera, che si pone come perfetto ponte tra l’arte classica e quella contemporanea.
Miguel Chevalier è nato a Città del Messico nel 1959, ma dal 1985 vive a Parigi. Dai tardi anni ’70 si occupa di arte digitale, combinando natura e artificialitào, architettura e mapping.
La sua installazione proiettata sule volte del coro è interattiva e generativa: le mappe che compongono il cielo virtuale sono infatti create in tempo reale. Luce, colore, movimento per creare una poetica del materiale e sviluppare una nuova estetica del virtuale.
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