floating piers guida
Art
di Gabriele Ferraresi 20 Giugno 2016

Abbiamo visitato The Floating Piers ed è fantastico

La nostra guida per vivere al meglio l’installazione di land art di Christo sul Lago d’Iseo, tra passerelle, camminate con panorami mozzafiato e santuari

floating piers guida  Christo riceve applausi a bordo di un battello, sabato 18 giugno – Foto: Gabriele Ferraresi

 

Sabato 18 giugno ha inaugurato The Floating Piers, l’installazione di Christo sul Lago d’Iseo: noi di Dailybest c’eravamo e vogliamo raccontarvi qualcosa di più di quanto scritto in precedenza su questa installazione davvero incredibile – intanto: qui tutto quel che c’è da sapere su come raggiungere The Floating Piers – un’installazione che è un colossale esempio di land art le cui dimensioni e follia non si riescono ad afferrare finché non ci si cammina sopra.

O meglio finché non ci si trova a camminare sulle acque. Prima di partire però un consiglio: andateci, avete due settimane di tempo per farlo – The Floating Piers “chiuderà” il 3 luglio – e non ve ne pentirete.

Perché? Perché un’occasione così non capita spesso nella vita.

 

 

Per prima cosa, come arrivare al Lago d’Iseo? In auto da Milano – a seconda degli orari in cui partirete – bisogna prendere la Milano – Venezia, prendete l’uscita Ospitaletto e preparatevi a qualche chilometro di strade statali. A quel punto potrete scegliere dove fermarvi per lasciare l’auto, se nel carissimo, ultimo parcheggio prima di Sulzano – costa 20 euro al giorno… – o in uno degli altri, più economici, e sempre dotati di navette per portarvi dal parcheggio al molo galleggiante di Sulzano, da dove farete partire la vostra visita.

In ogni caso, nel vecchio post, trovate l’app con mappa dei parcheggi, con tanto di pdf che vi mostra prezzi e orari della navette.

 

floating piers guida  Il Monte Isola visto dal primo tratto di The Floating Piers – Foto: Gabriele Ferraresi

 

Naturalmente andare in auto non ha molto senso, soprattutto negli orari di punta: ma potrebbe avere senso se partite molto presto al mattino o se decidete di andare in settimana. Insomma, date un’occhiata alle condizioni del traffico e cercate di fare una partenza intelligente.

Volendo un altro ottimo mezzo è il treno, con tanto di stazione a Sulzano, a pochi metri dall’inizio della prima passerella, oppure il battello, con imbarchi da tutti i porticcioli del Lago d’Iseo, può essere un’ottima opzione, come scrivevamo nell’articolo di venerdì, dove trovate una panoramica completa con tutti i modi per arrivare a The Floating Piers.

Una volta arrivati a Sulzano però cosa troverete? Probabilmente un po’ di coda prima di poter camminare sull’acqua, ma anche qui, una coda estremamente variabile a seconda degli orari. Il Giornale di Brescia ha installato una webcam che in diretta vi mostra il “traffico” sulla passerella, la trovate qui sotto.

 

https://www.youtube.com/watch?v=CdBKNCPKBE8

 

Una volta sulla passerella che parte da Sulzano, abituatevi al galleggiamento, perché sembra di stare in barca, e se siete in una giornata di sole, al riflesso che il telo vi sbatte sulle retine. Fatevi la vostra passeggiata fino a Peschiera Maraglio, sul Monte Isola – molti amici bresciani mi consigliano di chiamarlo Montisola… – e da lì una volta “sbarcati” dal primo tratto di Floating Piers potreste avere due possibilità.

Girare a sinistra, e proseguire subito verso gli altri due “bracci” di The Floating Piers, oppure farvi una bella passeggiata verso la cima del Monte Isola. Noi vi consigliamo la seconda opzione: più faticosa ma decisamente più appagante. Anche perché The Floating Piers va visto dall’alto.

Salite quindi lungo le strade che portano al Santuario della Madonna della Ceriola, esattamente in cima al Monte Isola. Vi sono diversi sentieri ma il più affascinante è la vecchia mulattiera che sale per circa 600 metri di dislivello e passa da Cure, una piccola frazione dove potrete rifocillarvi e bere qualcosa grazie a un piccolo baretto fuori dal tempo, lì da chissà quanto.

Una volta saliti – è una camminata di circa un’ora e mezza: andando calmissimi e fermandosi a scattare qualche foto, se siete allenati e andate spediti ve la cavate in metà del tempo – il panorama che vedrete a metà strada sarà più o meno questo.

 

floating piers guida  L’Isola di San Paolo vista dal Monte Isola, lungo la mulattiera che porta al Santuario – Foto: Gabriele Ferraresi

 

Mentre arrivati in cima, al Santuario, il panorama sarà più o meno questo.

 

floating piers guida  Il “braccio” di The Floating Piers che collega Sulzano al Monte Isola – Foto: Gabriele Ferraresi

 

Al Santuario potrete mangiare qualcosa o rinfrescarvi con un po’ d’acqua. C’è una specie di baretto minuscolo, con un signore gentile che parla solo bresciano stretto e in cambio di pochi euro vi darà pane e companatico, un panino col salame vien via per ben due euro e mezzo.

Insomma, vale la pena di fare un piccolo sforzo per arrivare in cima! Anche perché la discesa è bellissima, e molto meno faticosa. Scendete, scendete, in strade circondate dal verde e senza macchine – a Monte Isola non ci sono (quasi) auto private, solo vecchie Vespe Piaggio, piccoli bus, e mezzi di soccorso – e arrivate a Menzino, dove c’è qualche negozio e un alimentari dove potrete farvi preparare un panino o rifornirvi di quel che serve.

Già che ci siete, il panino fatevelo fare col salame di Montisola, una prelibatezza locale. Da Menzino vale la pena di salire pochi passi fino alla Rocca, un’abitazione privata visitabile con orari variabili, che offre una vista a dir poco spettacolare sui due “bracci” di The Floating Piers che collegano Monte Isola all’isola privata di San Paolo, di proprietà della famiglia Beretta.

 

floating piers guida  I due “bracci” di The Floating Piers visti dalla Rocca di Menzino – Foto: Gabriele Ferraresi

 

Scesi dalla Rocca, a questo punto non vi resta che percorrere il breve pezzo di strada verso Peschiera Maraglio, e imboccare di nuovo The Floating Piers, stavolta in direzione dell’Isola di San Paolo. Isoletta davvero minuscola, circondata dall’accecante bagliore dorato del telo galleggiante pensato da Christo.

Un giro intorno all’Isoletta di San Paolo e a quel punto siete pronti a prendere l’ultimo tratto di The Floating Piers, quello che vi riporterà a poche centinaia di metri da Peschiera Maraglio e dal primo dei moli su cui avrete transitato per arrivare a Monte Isola. Un ultimo sforzo e sarete di nuovo sulla terraferma.

Tempo totale per questo percorso? Dal mattino alle 8 fino alle 17.30 circa, prendendola molto comoda. La camminata in salita fino al Santuario della Madonna della Ceriola è un po’ faticosa ma non improba, anche se non siete allenati o grandi camminatori ce la si può fare. Basta fare con calma per non perdersi niente di questa effimera meraviglia sul Lago d’Iseo, una specie di sterminato e fantastico parco giochi per bambini mai cresciuti.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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