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Art
di Mattia Nesto 26 Settembre 2016

Japan SunDays: il Giappone che ci piace a Milano

Non solo manga, Pokémon e Miyazaki: siamo stati al festival dedicato alla cultura giapponese tradizionale e contemporanea

“Ex oriente lux” dicevano i latini. Ma non solo la luce arriva da quelle parti, visto che da almeno quarant’anni il nostro immaginario è arricchito proprio da storie, personaggi ed avventure che vengono dall’oriente, più precisamente dal Giappone.

Per questo motivo, per affermare l’importanza sociale e antropologica della cultura pop giapponese, sabato 24 e domenica 25 a Milano, presso il WOW – Museo del Fumetto di viale Campania, è stata organizzato il Japan SunDays, ovvero una due giorni “dedicata alle forme artistiche giapponesi tradizionali e non”, e noi siamo a farci un giro.

I Japan SunDays sono arrivati alla quinta edizione e hanno raccolto negli anni un numero sempre maggiore di adesioni, segno tangibile di come la cultura del Sol Levante sia particolarmente apprezzata alle nostre latitudini.

Da circa dieci anni a Milano, a livello di business, si è vista una specie di cambio della guardia – ci spiega una delle organizzatrici, esperta di pittura tradizionale giapponese – con il passaggio dagli uomini d’affari giapponesi a quelli cinesi. Però, quasi per paradosso, sono nettamente aumentate le mostre e le iniziative nei confronti della cultura nipponica anche grazie ad una sempre maggiore conoscenza, da parte del pubblico italiano, dei prodotti artistici di questa terra“.

Sebbene Japan SunDays sia organizzata presso il Museo del Fumetto non è dedicata esclusivamente agli anime o ai manga ma si allarga fino ad inglobare moltissimi aspetti della vita anche quotidiana nipponica. Al secondo piano del museo, nello spazio dedicato alle mostre e alle esposizioni, si sono potuti ammirare numerosi quadri che, tramite la citazione delle avventure dei personaggi più famosi dei manga (da One Piece a Lamù passando per Ramna 1/2), illustrano le festività giapponesi.

Il calendario delle feste del Sol Levante è molto diverso dal nostro: c’è il Setsubun (節分 Festa del lancio dei fagioli, o Cerimonia del lancio dei fagioli), una celebrazione del passaggio da una stagione all’altra, in particolare dall’inverno alla primavera. Il Setsubum primaverile, il più importante e sentito, si festeggia ogni 3 febbraio con una cerimonia molto particolare, durante la quale per purificare la propria casa dai demoni invernali che l’hanno infestata nei mesi precedenti, si celebra il  Mamemaki (豆撒き, lett. lancio dei fagioli).

Il padre di famiglia indossa una maschera tradizionale, impersonando le fattezze di un demone, mentre i bambini, per tutta risposta, gli gettano addosso dei fagioli esclamando: “Oni wa soto! Fuku wa uchi!” (“鬼は外! 福は内!”) cioè “Fuori i demoni! Dentro la buona sorte!”. Una volta fatto questo, scacciato il demone-papà, i bambini raccolgono i fagioli e ne mangiano uno a testa: e l’anno primaverile può iniziare.

Ma il Japan SunDays è fatto (anche e soprattutto) di incontri e workshop. Dal corso per imparare la raffinata arte dell’Ikebana (l’arte nel disporre i fiori recisi) tenuto da Sachiko Yamaguchi passando per l’incontro con Vincenzo Filosa, celebre autore che ha recentemente realizzato l’opera Viaggio a Tokyo fino al workshop tenuto dal maestro Shozo Koike, di Pittura Sumi-E. Una particolare tecnica pittorica in cui i soggetti sono interamente realizzati con l’inchiostro nero, si è potuto conoscere un ampio spettro di cosa sia la cultura in Giappone.

Un’occasione utile, anzi utilissima per approcciarsi a tecniche ed a stili artistici completamente diversi a quelli a cui siamo abituati senza dimenticare che, attraverso i molteplici corsi di disegno Manga, si è potuto anche “toccare con mano” una delle forme di intrattenimento più diffuse ai giorni nostri.

In più, durante la due giorni al WOW, si sono potuti ammirare stand di action figure, fumetti, cibo e oggettistica varia direttamente provenienti dal Giappone ma anche osservare le re-interpretazioni, tutte nostrane, di questa cultura. Ad esempio, un’abile espositrice (tra l’altro coerentemente vestita con un kimono d’ordinanza) ha realizzato dei simpatici personaggi dei manga e specialità culinarie nipponiche, dai Pokemon ai protagonisti dei film di Miyazaki  fino ai classici onigiri (le palle di riso con l’alga arrotolata intorno), completamente con la lana, suscitando l’ammirazione e la curiosità dei visitatori che hanno affollato il Museo del Fumetto.

Contestualmente ai Japan SunDays è stata proposta la Mostra sui Pokémon, un utile percorso che tratteggiato in maniera storica ed analitica la nascita, lo sviluppo e la proliferazione di questi “mostri tascabili” (un nuovo tassello da aggiungersi a quel fantasmagorico immaginario che è la Nintendo, la quale ha recentemente ha “spento” 136 candeline).

I JapanSundays sono stati l’occasione giusta per fare i conti, in maniera ora scanzonata ora più seria (che belle le fotografie della vita notturna di Osaka o i pupazzi tradizionali di Kyoto), con un mondo che ci continua ad affascinare tanto, forse perché così diverso dal nostro.

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Inés Sastre Serigrafia di Alessandro Baronciani

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari VitoManoloRoma Attualmente vive a Milano e lavora come freelance in qualità di grafico, illustratore, animatore e fumettista. Si forma presso il Liceo Artistico statale di Busto Arsizio, poi la compagnia di teatro sperimentale Radicetimbrica e termina gli studi al Politecnico di Milano dove si avvicina al Graphic Design. Durante i primi anni di professione come progettista e illustratore in alcuni studi di grafica milanesi, continua a disegnare e partecipa a mostre collettive di illustratori, fra le quali «Spaziosenzatitolo» (Roma), «Doppiosenso» (Beirut) e «Manifesta» (Milano). Con il collettivo di satira a fumetti L’antitempo fonda l’omonima rivista con la quale vince il Premio Satira 2013 come miglior realtà editoriale italiana. Appassionato di musica africana, afroamericana e jamaicana, colleziona vinili che seleziona con i collettivi Bigshot! e Soulfinger nei locali neri e non di Milano. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Virginia Mori Nasce a Cattolica nel 1981. Vive e lavora a Pesaro. Si perfeziona in Illustrazione e Animazione all’Istituto Statale d’Arte di Urbino, esperienza formativa che contribuisce a costruire e consolidare il suo immaginario artistico e che le permette di muovere i primi passi nella realizzazione di corti di animazione tradizionale e nell’illustrazione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Ripane Alessandro Ripane è nato a Genova nel 1989. Ha vissuto e lavorato in Svezia. A causa della mancanza di animali selvaggi nella città di Genova, Alessandro si è comprato molti libri sull’argomento. A causa della mancanza di supereroi nella città di Genova, Alessandro si è comprato un sacco di fumetti a tema. È diventato quindi un esperto in entrambe le categorie, anche se ora disegna un po’ di tutto, tranne gli alieni, perché non è sicuro di come siano vestiti. Ora è impegnato a combattere la caduta dei capelli, a comporre una sofisticata musica del futuro, a imparare come disegnare gli alieni e a guardare tutti i film sui mostri e gli zombi che non ha ancora visto. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Martina Merlini

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Monica Bellucci Serigrafia di Checko's art

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Checko's art Nato nel 1977 a Lecce. Uno degli esponenti della Street Art italiana. Il suo percorso artistico ha inizio a Milano nel 1995 come writer. Attualmente abita al 167B «STREET», uno spazio fisico dedicato all’arte che, partendo dalla periferia (la 167B di Lecce, noto quartiere popolare), si propone come centro espositivo in continua mutazione. I suoi lavori si basano prettamente su murales, realizzati negli spazi pubblici, non solo con intento di riqualificare le zone grigie, ma per comunicare con le nuove generazioni. Ha partecipato a numerose mostre d’arte e contest collettivi in Italia e all’estero. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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