Art
di Pietro Raimondi 23 Marzo 2016

Paesaggi surreali e immagini interiori, l’arte onirica di Paolo Pibi

I suoi incredibili dipinti hanno tutto il gusto dei classici del novecento, ma sono dell’anno scorso

Senza titolo 4, 2015 - Acrilico su cartone vegetale Paolo Pibi  Senza titolo 4, 2015 – Acrilico su cartone vegetale

 

I dipinti di Paolo Pibi hanno tutto il gusto dei classici del novecento: ma sono dell’anno scorso.

Paolo poi non ha nemmeno trent’anni, è nato nel 1987 e viene da Marrubiu, Sardegna, ma vive a Milano. Guardando le sue opere non si può non pensare a Magritte e Dalì, eppure, prima ancora di un’impressione del tipo “roba già vista” prevale la percezione di una precisa spontaneità nel giovane pittore, che – pur procedendo attraverso un canone ben noto, fatto di subconscio ed effetto spiazzamento – possiede un suo linguaggio, un suo immaginario già profondissimo, che, a farci attenzione, risulta autonomo dalla dimensione magico-onirica del cosiddetto surrealismo.

 

 

Le opere di Paolo nascono quanto più possibile dall’interno della sua mente. Quando dipinge cerca di eliminare qualsiasi filtro tra mano e cervello e lascia semplicemente andare quello che deve venire fuori. E il mondo là dentro ha dei connotati ben precisi: cieli visti attraverso portali, cascate che non si sa da dove vengano, montagne e colline che sfumano all’orizzonte. 

La lingua è quella della natura, ma le forme impossibilmente regolari e schematiche che assumono siepi, rocce e corsi d’acqua e la frammentazione che subiscono gli oggetti (come in una prospettiva esplosa) tradiscono la provenienza interiore e artificiale di questi paesaggi. È un procedimento sottile, che Paolo ha finora svolto quasi in sordina, quasi a non volerlo far notare troppo, procedendo in modo più leggero, forse più cauto, dei grandi predecessori surrealisti. Infatti, parlando del suo lavoro, preferisce il termine “irreale” rispetto a “surreale”, troppo legato a una tradizione che non sente pienamente parte del suo lavoro.

 

Un video pubblicato da Paolo Pibi (@pibipaolo) in data:

 

Gli abbiamo fatto qualche domanda per conoscerlo meglio, ecco come ci ha risposto.

Quando hai cominciato a dipingere con questo stile? Cosa ti ha portato a sceglierlo e quali sono le principali influenze che ti accompagnano?
Non so che stile sia ma ho sempre dipinto così (a parte una piccola parentesi di sperimentazione accademica). Mi faccio influenzare volentieri dalla musica.

Sebbene tu sia nato non troppo distante dal mare, su un’isola, nelle tue opere ci sono più laghi e montagne che mari all’orizzonte. C’è un motivo a te noto per il quale nella tua testa sembra di stare più al Nord che in Sardegna?
Forse perché la pittura paesaggistica (Lorrain, la Hudson river school…) mi ha sempre affascinato. Nei miei quadri l’isola è presente con le atmosfere, la quiete, il mistero di certi luoghi… ci sono anche degli elementi marittimi (come le barche) quindi non è esclusa una partenza per mare!

Sempre a proposito di Sardegna: poco lontano da te sia negli anni che nei chilometri è nato il musicista Iosonouncane (Jacopo Incani) e, in effetti, qualche punto di contatto tra i tuoi dipinti e il suo ultimo acclamato album, DIE, si può trovare. Lo conosci? Pensi che l’accostamento sia in qualche modo sensato?
Lo conosco bene, musicalmente parlando: sono un suo grande fan! L’accostamento penso sia sensato da un punto di vista evocativo. Jacopo ha fatto un lavoro di ricerca molto accurata sui testi. Andando per sottrazione è riuscito a trovare una struttura semplice e ricca di connessioni che, insieme alla musica, creano immagini molto “nitide”. La mia ricerca ha un approccio molto simile in questo senso.

 

Io e Fiuto – 20/08/2015

Posted by Paolo Pibi on Thursday, August 20, 2015

 

Guardando alcune tue opere mi viene da pensare al senso di mistero e attesa che riempie le pagine di Dino Buzzati, anche lui abitò a Milano e ne fu innamorato. Che rapporto hai tu con questa città? C’è spazio tra i palazzi per i tuoi paesaggi?
Mi piace, a volte litighiamo, ma ci vogliamo bene. Quello che Milano ha dato al mio lavoro è una struttura differente. Probabilmente i ponti, gli elementi sospesi che ho inserito nei dipinti ultimamente provengono dai cantieri delle nuove costruzioni che hanno modificato la città in questi ultimi anni.

Ho visto che hai esposto in Kazakhstan, come sei arrivato fino a lì?
Il gallerista con cui lavoro qui a milano, Enzo Cannaviello, è il direttore artistico dell’Esentai gallery di Almaty. In accordo con la direttrice Irina Machneva Mota hanno voluto questa mia personale kazaka. È stata un’esperienza molto interessante!

 

18x18cm #art #painting #river #landscape

Una foto pubblicata da Paolo Pibi (@pibipaolo) in data: 3 Mar 2016 alle ore 00:53 PST

 

Per conoscere meglio Paolo Pibi, c’è il suo sito e il suo account Instagram.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Ester Grossi Nata ad Avezzano (AQ) nel 1981. Diplomata in Moda, Design e Arredamento presso l’Istituto d’Arte Vincenzo Bellisario, nel 2008 ha conseguito la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso il DAMS di Bologna. Si dedica da anni alla pittura e ha all’attivo diverse mostre in Italia e all’estero; è vincitrice del Premio Italian Factory 2010 e finalista del Premio Cairo 2012. Nel 2011 è stata invitata alla 54° Biennale di Venezia (Padiglione Abruzzo). Come illustratrice ha realizzato manifesti per festival di cinema e musica (Imaginaria Film Festival, MIAMI, Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto) e cover per album di band musicali (A Classic Education, LIFE&LIMB). Collabora frequentemente con musicisti per la realizzazione di mostre e installazioni pittoriche-sonore. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Roberta Maddalena

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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