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di Alessandra Tecla Gerevini 14 Gennaio 2016

Kodak, ascesa e declino della fotografia per tutti

In attesa che Kodak risorga davvero, andiamo a ripassarci la sua storia.

kodak, center, usa Boston Public Library - Kodak Camera Center, Tennessee, ca. 1930-1945

 

Si torna a parlare di Kodak dopo anni di basso profilo e nessuna novità dalla casa madre, perché qualche giorno fa alla fiera tecnologica Consumer Electronics Show (CES) è stato presentato il prototipo della nuovissima Kodak Super 8. Qui, Kodak ha mostrato alcune immagini del mezzo (due varianti, in bianco e in nero, prodotti dal designer svizzero Yves Béhar) e il capo esecutivo Jeff Clarke ha fatto sapere che un’edizione limitata della cinepresa sarà disponibile dall’autunno 2016.

 

Sarà una commistione tra analogico e digitale per accontentare un po’ tutti e probabilmente non suonare troppo anacronistica e pretenziosa: e comunque il termine “hipster” quello più usato per definirla, sul web.

 

Super 8, kodak Twitter - Prototipi della nuova Kodak Super 8

 

La Kodak Super 8 apparve per la prima volta sul mercato nel 1965, creata dalla Eastman Kodak Company (a sua volta fondata da George Eastman nel 1888). Ma chi era George Eastman e cos’era la Kodak? E cos’è la Kodak oggi?

George Eastman nacque a Waterville, New York, nel 1854. A causa della prematura scomparsa del padre e di una sorella, dovette iniziare a lavorare molto giovane, cercando di aiutare la madre nel sostenere la famiglia. Cominciò in una società di assicurazioni, ma lo stipendio era così basso che si costrinse a studiare ogni sera ed ogni notte, per migliorare la sua situazione. E qualche anno dopo, finalmente, la Rochester Savings Bank gli offrì un posto, così ben pagato, che Eastman, per festeggiare, organizzò un viaggio a Santo Domingo. E cosa fai, vai a Santo Domingo e non fai foto?

Un amico gli consigliò di comprare l’attrezzatura fotografica (all’epoca si usava il metodo della lastra di vetro umida): e ciao Santo Domingo, benvenuta fotografia! La vita di Eastman ne viene rivoluzionata, e da quel momento fino alla sua morte, George si occuperà della sua azienda, della fotografia, e della filantropia.

 

George Eastman, D’ Anunzio Joseph D’ Anunzio - George Eastman by Joseph D’ Anunzio, 2 settembre 1914.

 

Qualche data. E qualche dato.

Nel 1884 Eastman brevetta il rullino (una pellicola sensibile alla luce), superando la fotografia complicata e costosa usata fino a quel momento. In quegli anni afferma: “Si fece gradualmente strada nella mia mente l’idea che {…} stavamo trasformando la fotografia in un’attività quotidiana, stavamo rendendo la fotografia semplice come disegnare“. E nel 1888 perfeziona la prima macchina fotografica creata specificatamente per usare i rullini, con lo slogan “Voi premete il pulsante, noi facciamo il resto” e la marca Kodak (o, in maniera più completa: Eastman Kodak Company), nome inventato da Eastman, che voleva una parola breve, facile da ricordare, diversa da ogni altra, e che iniziasse con la lettera K – Kodak fu il risultato di una serie di anagrammi tentati insieme a sua madre.

 

kodak camera © Bettmann/Corbis, Guardian - La prima macchina fotografica Kodak, 1889 © Bettmann/Corbis

 

La macchina fotografica Kodak, infatti, si acquistava con il rullino già caricato, e, completati gli scatti, i clienti rispedivano tutto all’azienda, che procedeva a sviluppare. Nel 1900 questa macchina prende il nome di Brownie, venduta a 1$, mentre ogni rullino costava 15 cent. La Brownie fu prodotta da Kodak fino alla fine degli anni ’60, e ne vendette milioni di modelli in tutto il mondo.

 

BROWNIE, camera, Kevin Stanchfield Kevin Stanchfield - BROWNIE

 

Eastman ebbe successo per il suo prodotto, ma anche per essersi occupato, personalmente ed instancabilmente, del marketing, degli slogan. Le sue pubblicità riuscirono ad instaurare un senso di fiducia nel cliente, puntarono sul divertimento fornito dal mezzo nei momenti di svago, e sottolinearono la facilità del gesto. Atteggiamento che la Eastman Kodak Company mantenne sempre, anche dopo la morte del proprio fondatore. Come dimenticarsi di “ciribiribi kodak”?

La Kodak, in pochi anni, divenne una delle società più conosciute e rinomate per esperti ed appassionati fotografi e videomaker. Infatti Kodak non si occupò solo di fotografia, ma espanse le sue conoscenze e innovazioni in molti campi: il cinema, la scienza, l’intrattenimento.

Con la messa in vendita del primo rullo di pellicola trasparente, si consentì, nel 1891, all’inventore Thomas Edison di sviluppare la prima macchina da presa, e nel 1896 Kodak cominciò a commercializzare una pellicola con un rivestimento speciale da usare con le cineprese. Ancora oggi la pellicola Kodak viene utilizzata per registrare le riprese effettuate in gran parte dei set cinematografici in tutto il mondo.

 

eastman e edison, cinepresa Forbes - George Eastman e Thomas Edison, 1928 (AP Photo)

E, come successe con la fotografia, anche le riprese video vennero rese pratica quotidiana dalla Kodak, che nel 1923 mise in commercio la prima Cine-Kodak camera, anche a prezzi ragionevoli “per uomini di mezzi discreti”.

 

CINE-kodak camera flickr - CINE-kodak camera

L’evoluzione successiva fu durante gli anni ’50, quando fu inserita sul mercato la Brownie 8mm movie camera, facile da usare ed economica (a differenza delle macchine da presa precedenti, infatti, la Brownie montava rullini 8mm, ottenuti dividendo a metà quelli da 16mm in dotazione fino a quel momento. Idea che riuscì a tagliare i costi e a rendere le riprese “casalinghe” una pratica molto popolare in quegli anni).

Tutti cominciarono a fare filmini, riprendendo momenti quotidiani, famigliari, eventi speciali ed esibizioni pubbliche. Tristemente famose, per esempio, sono le riprese di Zapruder registrate a Dallas, TX, il 22 novembre 1963, durante l’ultima parata dell’allora presidente americano John F. Kennedy ed effettuate su pellicola 8mm Kodakchrome.

Una lunga e fruttuosa collaborazione nacque (durante gli anni ’60) con la NASA, e continua ancora oggi: fu grazie a sistemi fotografici progettati da Kodak che a metà degli anni ’60 si riuscì a fotografare quasi interamente la superficie lunare, in preparazione all’atterraggio di Apollo; John Glenn riuscì invece a fotografare la Terra vista dallo spazio registrandola su pellicola Kodak (1966); una particolare macchina fotografica adattata alle esigenze salì anche sull’Apollo 11 ed aiutò gli astronauti a scattare primi piani di rocce, polveri e dettagli della superficie lunare.

 

terra, luna, spazio NASA - La prima immagine della Terra vista dalla Luna, 1966

Kodak quindi fu all’apice del successo per moltissimi anni. Le sue fotocamere compatte, le Instamatic, andarono a ruba, e tra il 1963 e il 1970, ne vennero prodotte più di 25 milioni. Fino al boom della fotografia digitale.

A quel punto semplicemente la Eastman Kodak Company non è riuscita ad offrire prodotti all’altezza. Pur essendo stata proprio la stessa Kodak a produrre il primo prototipo di macchina fotografica digitale, nel lontano 1975, grazie al pazzo progetto di Steve Sasson, progetto che però fu dimenticato e messo da parte per molti anni. Infatti la prima vera macchina fotografica digitale targata Kodak fu messa in commercio solo nel 1991, con il nome Kodak DCS-100.

L’evoluzione e l’espansione della fotografia digitale, portò la Eastman Kodak Company a chiudere le vendite di macchine fotografiche analogiche in Europa e America nel 2004. Purtroppo non fu in grado di riempire questo buco con un successo legato alla sfera digitale, e si arrivò alla dichiarazione di bancarotta il 5 gennaio 2013, con un drastico ridimensionamento dell’azienda e dei suoi prodotti (e con la svendita di moltissimi brevetti ad altre società). Fino ad adesso, in effetti.

 

instamatic, kodak, macchina fotografica Joost J. Bakker - Kodak INSTAMATIC 104

E George Eastman? George Eastman si suicidò nel 1932, dopo che gli venne diagnosticata una malattia alla spina dorsale che lo costringeva su una sedia a rotelle e lo rendeva non autonomo. Lasciò un messaggio: “Ai miei amici: il mio lavoro è compiuto. Perché aspettare?”. Ad oggi appare invece che alla sua azienda sia rimasto del lavoro da fare: che sia risollevarne le sorti, in ricordo e omaggio al suo fondatore? Tra un anno circa si tireranno le somme sulle vendite della Kodak Super 8. Ci rivediamo qui.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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