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Home Art

Addio Holga, la storia della leggendaria macchina fotografica

by Alessandra Tecla Gerevini
18 Dicembre 2015
in Art
Addio Holga, la storia della leggendaria macchina fotografica
holga-foto
HOLGA 120 GN

 

Dicembre è cominciato con una brutta notizia per gli appassionati di fotografia e toy cameras: la Freestyle Photographic, l’azienda produttrice della Holga, iconica macchina fotografica, ha annunciato di averla tolta dalla produzione (anzi, con un po’ di crudeltà, il portavoce dalla Cina afferma: “…tutti gli accessori legati alla Holga sono stati già buttati e non abbiamo più nulla da vendere”). Il CEO di Freestyle accompagna il comunicato con queste parole: “È con tristezza nel cuore che diciamo addio ad una macchina fotografica che è stata importante a lungo e per molte persone. La Holga è sempre stata legata alla creatività, all’imprevedibilità, ed è stato un mezzo fresco in quest’era digitalizzata. Holga è sopravvissuta a molte altre macchine fotografiche, ma ora è solo un’altra vittima dell’era digitale.” Non si chiarisce il perché si sia arrivati a prendere una decisione tanto drastica, ma si lascia intendere un sostanziale calo di vendite.

Ho letto post sofferenti su blog di appassionati del mezzo, ma immagino anche quante persone non conoscano affatto la Holga e le sue performance. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

 

bloomchen
Bloomchen, MEMORIAL ON THE KREUZBERG

 

La Holga è una macchina fotografica economica medio formato che venne fabbricata a Hong Kong per la prima volta nel 1981, dedicata esclusivamente al mercato cinese di fascia popolare. In inglese si usa il termine toy camera, che punta l’attenzione sull’aspetto giocoso di quel tipo di fotografia, ne sottolinea l’uso spensierato nel proprio tempo libero. Da noi invece si dice macchina economica. Il nome Holga sembra derivare dall’espressione ho gwong che significa molto luminoso.

Monta rullini formato 120 (quelli più lunghi con 12/16 pose, per intenderci), perché quelle pellicole in bianco e nero erano le più usate in quegli anni in Cina, quindi anche le più economiche (sempre per non perdere di vista in target a cui si rivolgeva). Probabilmente una scelta un po’ sfortunata, visto che proprio in quegli anni di apertura della Cina verso il resto del mondo, si andavano diffondendo le pellicole da 35mm, che permettevano di costruire macchine leggere e relativamente economiche che garantivano risultati di una certa qualità. Dalla Cina la Holga ha iniziato a suscitare interesse nel resto del mondo, fino a raggiungere una diffusione a livello globale.

 

holga_about
Holga e accessori

 

Come abbiamo anticipato poco sopra, la Holga è una macchina fotografica medio formato: con il termine medio, ci si riferisce alle dimensioni del formato fotografico, che nella Holga possono misurare 4,5x6cm e 6x6cm. L’economicità della Holga sta nel fatto che il corpo macchina è realizzato completamente in plastica ed è montato in un unico pezzo. Questo comporta alcuni difetti di fabbricazione che, per esempio, permettono alla luce di infiltrarsi creando sulle fotografie strisce, macchie, giochi di luce, particolarità riprese e riprodotte nell’era digitale da Hipstamatic (app per processare immagini su smartphone), per esempio e in un modo meno estremo da Instagram stesso (il formato quadrato).

Monta una lente fotografica a menisco compatta, che può essere di vetro o plastica, con una messa a fuoco a partire da un metro. Il tipico effetto portato da queste lenti è la vignettatura, molto visibile nelle foto scattate con Holga, ma che si può cercare di limitare con dei trucchi, per esempio dipingendo l’interno con una vernice nera opaca; anche la sfocatura intorno al soggetto a fuoco è un carattere distintivo di questa fotografia. L’apertura dell’obiettivo si decide soltanto selezionando il simbolino delle nuvole oppure del sole; il rullino bisogna portarlo avanti manualmente, caratteristica che permette di scattare foto con multiple esposizioni (sia volute, ma molto spesso “di fortuna”).

 

davidburnett-thewhitehouse
David Burnett, The White House

 

Quindi perché scegliere una Holga, chiaramente inaffidabile (a volte nel corpo macchina può entrare così tanta luce da bruciare la pellicola! Rimedi: chiudere con nastro isolante le zone che potrebbero fare entrare la luce) e quasi “amatoriale”? Perché è leggera, si porta sempre appresso, è poco costosa, è divertente perché permette sperimentazioni con filtri e flash colorati e con esposizioni multiple. Permette la scelta dei rullini da caricare, le opzioni sono davvero tante e in più offre l’emozione dell’attesa, della sorpresa, perché sono proprio le caratteristiche uniche di ogni macchina a contribuire al lavoro finale e finito. Nei suoi difetti, insomma, stanno anche i suoi pregi.

La Holga però non è stata usata solo da giovani con voglia di sperimentare. Grandi fotografi hanno deciso di utilizzarla per scattare foto e interi progetti. David Burnett, per esempio, che in una galleria sul suo sito intitolata Holga Eye raccoglie tutti i suoi lavori fatti con una Holga, tra i quali troviamo foto della campagna presidenziale del 2000 di Al Gore; o Michael Kenna, un fotografo inglese conosciuto principalmente per i suoi inusuali paesaggi in bianco e nero, e che durante i suoi viaggi sperimenta usando la Holga.

 

holgaburnett2
David Burnett, Al Gore Campaign 2000

 

holgakenna
Michael Kenna, white bird flying, Paris, France, 2007

 

holgakenna2
Michael Kenna, Baby Elephant, Phuket, Thailand, 2011

 

Il web pullula di siti (lomography.com si dedica alle toy cameras in un modo completo), blog e gruppi dedicati a mostrare e raccogliere lavori scattati con la Holga. Perché è bello parlare con chi ha le stesse passioni, discutere di modelli e pellicole, aspettare la luce giusta e sentire la mancanza di posti dove non si è mai stati, scavare tra i ricordi di momenti che sono passati come un soffio. La Holga fa divertire. La trovate ancora, per un po’. Il mio consiglio: scattateci qualche rullino, magari non riuscirete più a fermarvi. Se invece non fa per voi, sarà sempre un bel soprammobile, un po’ kitsch magari, ma che vi ricorderà di essere ancora un po’ bambini e di volerlo essere.

 

holga2
Tommy North

 

holga3
Shelby M. Hall by Chris Schoonover, 2015

 

holga4
Xaviru

 

holga5
Joseph Zorn
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Alessandra Tecla Gerevini

Alessandra Tecla Gerevini

Se devo andare, vado.

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