Nel Municipio XV il cinema torna in un posto dove, di solito, si entra per accompagnare i figli a scuola, parlare con i professori o assistere alla recita di fine anno. Dal 13 giugno al 19 luglio riparte “Cortili di Cinema”, la rassegna gratuita che per il terzo anno di fila trasforma i cortili scolastici in piccole arene all’aperto, con proiezioni il sabato e la domenica alle 21. Ed è proprio questo il cuore dell’iniziativa: in una parte di Roma dove gli spazi per stare insieme non sono molti e spesso non sono neppure facili da raggiungere, il cinema arriva nei quartieri, quasi sotto casa, senza biglietto e lontano dalla ritualità un po’ fredda delle grandi multisale.
Date, scuole e quartieri coinvolti: tutte le tappe dal 13 giugno al 19 luglio
La rassegna, promossa dal Municipio XV insieme ad Anec Lazio, toccherà sei scuole e sei zone diverse: Cesano, Farnesina, Fleming, La Storta, Tomba di Nerone e Labaro. Si comincia il 13 e 14 giugno alla scuola Perriello di Borgo di Cesano con La vita va così di Riccardo Milani e 2 Cuori e 2 Capanne di Massimiliano Bruno. Il weekend successivo, 20 e 21 giugno, si passa al Fleming, alla scuola Nitti, con Gioia Mia di Margherita Spampinato e Cinque secondi di Paolo Virzì. Il 27 e 28 giugno sarà la volta di La Storta, alla scuola Tommasetti di via Cassia 1694, con Paddington in Perù e ancora La vita va così.
A luglio il programma riparte il 4 e 5 all’Istituto Stendhal, in zona Tomba di Nerone, con 2 Cuori e 2 Capanne e Domani interrogo di Umberto Riccioni Carteni. L’11 e 12 luglio il cinema si sposterà a Labaro, all’Istituto Pascal di via Brembio, con Gioia Mia e di nuovo La vita va così. Chiusura il 18 e 19 luglio al Liceo Farnesina, dove sono in programma Giulio Regeni – Tutto il male del mondo di Simone Manetti e ancora Gioia Mia. In tutto saranno 12 serate a ingresso libero, distribuite in quartieri che spesso restano ai margini dei cartelloni culturali più visibili della città.
Dal cinema per famiglie a Giulio Regeni: così cambia la terza edizione
Il cartellone di quest’anno allarga un po’ il tiro e prova ad andare oltre l’idea, fin troppo scontata, del cinema estivo come svago leggero e nulla più. Restano i titoli più popolari, quelli capaci di mettere insieme nello stesso cortile famiglie con bambini, ragazzi e nonni, come Paddington in Perù o le commedie italiane già conosciute dal pubblico. Ma accanto a questa linea ce n’è un’altra, più netta, che punta su film contemporanei e su storie meno facili.
La presenza di “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” nella serata finale alla Farnesina racconta bene la direzione scelta dalla rassegna. Non è una decisione neutra, e probabilmente non vuole esserlo. Dentro un programma pensato per stare in mezzo ai quartieri entra infatti anche un titolo che tocca una ferita pubblica ancora aperta, e non solo romana. È qui che “Cortili di Cinema” prova a distinguersi da un semplice evento estivo messo in calendario per riempire le serate. Le scuole diventano così uno spazio condiviso anche fuori dall’orario delle lezioni. E per chi vive in queste zone il cambio di passo è molto concreto: in una sera d’estate, per vedere un film, non serve attraversare mezza città. Basta scendere sotto casa e sedersi in un cortile che, per qualche ora, cambia volto.

