Un episodio che ha suscitato grande risonanza nel territorio di Belluno riguarda il caso di un bambino di 11 anni abbandonato dall’autista del bus sulla tratta tra San Vito di Cadore e Vodo di Cadore.
L’autista, profondamente rammaricato, ha rilasciato una dichiarazione sincera e sentita, sottolineando come un errore abbia generato questa spiacevole situazione.
Le scuse dell’autista e la ricostruzione dell’episodio
L’autista, in una recente intervista a Il Gazzettino, ha dichiarato: “Ho commesso un grave errore. Mi fa male il cuore, a pensarci a mente fredda mi rendo conto di aver sbagliato. Chiedo scusa al bambino e alla sua famiglia”. La dinamica dell’accaduto è stata ricostruita con precisione: il bambino possedeva un biglietto da 2,5 euro, che secondo l’autista non era valido per quella corsa. Gli è stato chiesto di pagare con bancomat o di possedere un abbonamento, e in seguito è sceso dal bus, con una decisione presa in meno di un minuto.
Come ha raccontato la mamma del bambino, nel corso di un’intervista rilasciata al programma Diario del Giorno, su Rete4, l’11enne ha percorso diversi chilometri a piedi tra le neve prima di arrivare a casa. Ha spiegato: “Era molto freddo, tremava, aveva le labbra blu, tanti brividi di freddo e le mani rosse. Diceva che nell’ultimo tratto di strada aveva fatto fatica. Tra l’altro aveva lo zaino di scuola che è pesante e un secondo zaino con le cose del rientro e della ginnastica”.
La donna ha anche annunciato di aver sporto querela: “Io capisco le regole, anche se questa del biglietto da 10 euro per bambini e studenti la trovo non giusta. Però c’è. Avrò sbagliato io a non informarmi, dando per scontato che valessero i biglietti che mi avevano venduto a metà settembre con la garanzia che sarebbero stati regolari per tutto l’anno. Se ho sbagliato io pago con una multa, non il bambino che deve tornare a casa a piedi”.

L’autista ha spiegato che l’azienda di trasporto aveva fornito disposizioni rigide: chi non ha un titolo di viaggio valido deve scendere. Tuttavia, non erano state fornite indicazioni specifiche sui minori, che invece dovrebbero rimanere a bordo comunque. L’autista si è detto profondamente mortificato, confessando di non aver dormito la notte successiva e che, se potesse tornare indietro, avrebbe pagato lui stesso il biglietto per evitare che il bambino rimanesse al freddo e nella neve.
Il giorno dell’episodio è stato particolarmente complicato per l’autista, che ha definito la mattinata “delirante” a causa delle condizioni meteorologiche avverse, del traffico intenso e delle strade bloccate. Non solo, l’uomo è stato preso di mira da un passeggero, che lo ha accusato di ritardo con frasi a sfondo razzista: “i Borboni vengono qua e fanno quello che vogliono”, riferendosi all’accento meridionale dell’autista.
L’autista ha raccontato di aver chiesto più volte al passeggero di smettere, mentre una donna riprendeva la scena con il cellulare. A un certo punto, sopraffatto dallo stress, l’autista ha chiamato un responsabile a Calalzo per chiedere supporto. Nonostante tutto, l’autista ha sottolineato la propria disponibilità ad affrontare qualunque conseguenza derivante dal suo errore.
Parallelamente all’episodio, sono state adottate novità importanti per il sistema di trasporto pubblico locale nella provincia di Belluno. Roberto Padrin, presidente della provincia e socio della compagnia Dolomitibus, ha annunciato il ripristino del biglietto ordinario sulla linea 30 Calalzo-Cortina d’Ampezzo, proprio quella interessata dal caso del bambino lasciato a terra.
In precedenza, in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina, era stato introdotto un nuovo ticket al costo di 10 euro, valido per un’intera giornata. Tuttavia, a seguito delle numerose criticità segnalate dalla popolazione riguardo alle modalità di acquisto – che richiedevano obbligatoriamente l’uso di bancomat o smartphone con app – si è deciso di tornare al sistema tradizionale.
