La Santa Sede ha avviato una visita apostolica nella diocesi di Alessandria, un’ispezione che pone sotto la lente d’ingrandimento soprattutto i conti e la gestione degli immobili di proprietà ecclesiastica.
L’indagine, voluta da Papa Leone XIV e condotta dal cardinale Giuseppe Bertello, 83 anni, è focalizzata sul vescovo Guido Gallese, che guida la diocesi piemontese da oltre quattordici anni.
Indagine vaticana sul vescovo di Alessandria e la gestione economica della diocesi
Secondo le informazioni riportate da La Stampa, l’intervento della Santa Sede non è stato innescato da dettagli apparentemente superficiali come l’auto elettrica di lusso, una Tesla, guidata dal prelato, né dalle sue passioni sportive, tra cui il kitesurf. Il punto centrale dell’attenzione è un dossier riservato che raccoglie lettere e segnalazioni di fedeli critici verso lo stile di vita e la gestione finanziaria del vescovo Gallese, con particolare riferimento alle operazioni immobiliari della diocesi.
Tra i beni esaminati figurano l’alloggio personale del vescovo, accuratamente ristrutturato all’interno dell’ex convento dei frati cappuccini, e il Collegio Santa Chiara, una struttura residenziale per studenti universitari gestita dalla diocesi dietro pagamento di una retta. Questi interventi edilizi, che hanno suscitato interrogativi in città, sono oggetto di approfondita verifica per valutarne la trasparenza e la correttezza amministrativa.
La diocesi di Alessandria, per voce del portavoce Enzo Governale, ha spiegato che la scelta dell’auto elettrica rappresenta un impegno a favore della sostenibilità ambientale e non ha comportato alcun onere per le casse ecclesiastiche. Inoltre, è stata sottolineata la continuità di comunicazioni e rendicontazioni economiche con la Santa Sede, smentendo le voci secondo cui la diocesi non pubblicherebbe i propri bilanci.
La diocesi ha diffuso una nota per chiarire che la visita apostolica non rappresenta un procedimento giudiziario nei confronti del vescovo Gallese né un giudizio sommario sulla comunità ecclesiale locale. Al contrario, si tratta di un momento di riflessione e confronto, in cui il cardinale Bertello incontra sacerdoti, diaconi e laici per esercitare la sollecitudine pastorale, secondo l’intento del pontefice.

La gestione degli ultimi anni è stata caratterizzata da importanti interventi di recupero di immobili di pregio, come il Collegio Santa Chiara e Casa San Francesco, una struttura al servizio delle persone in difficoltà. In particolare, Casa San Francesco ha beneficiato di un significativo contributo statale per migliorarne l’efficienza, mentre il Collegio è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Il vescovo Gallese risiede in due modeste celle all’interno di Casa San Francesco, ribadendo così una scelta di sobrietà personale.
Il portavoce Governale ha inoltre evidenziato la consapevolezza dei rischi insiti nell’operare scelte audaci, ma ha precisato che esse nascono dal desiderio di non lasciare vuoti spirituali o sociali nella città. La diocesi si dichiara pronta a un confronto franco, convinta che solo attraverso la verità e l’ascolto possa emergere un rinnovato servizio al territorio.
Non è la prima volta che il Vaticano si occupa degli stili di vita dei vescovi, soprattutto in linea con l’attenzione pastorale promossa da Papa Francesco per una Chiesa più vicina ai poveri e meno incline agli eccessi. Un caso emblematico è quello di Limburg, in Germania, dove nel 2014 il vescovo Franz Peter Tebartz-van Elst si dimise in seguito a uno scandalo per spese esorbitanti nella ristrutturazione della sua residenza episcopale.
Diverso è stato invece l’esito per Wilton Gregory, arcivescovo di Atlanta, che nel 2014 affrontò critiche per la spesa di oltre due milioni di dollari per la sua casa. Dopo essersi scusato e aver venduto la villa, fu apprezzato dal Vaticano e elevato a cardinale nel 2020. Questi precedenti evidenziano la sensibilità della Santa Sede verso il buon uso delle risorse ecclesiastiche e la necessità di un comportamento conforme ai valori di sobrietà e trasparenza. L’attuale visita apostolica a Alessandria si inserisce in questo solco, con l’obiettivo di garantire una gestione corretta e trasparente, in linea con la missione pastorale della Chiesa.
