Stessa spiaggia, stesso mare. Il mese di aprile, oltre a cercare di rassicurare i cittadini dal punto di vista meteorologico con temperature che strizzano l’occhio all’estate, favorisce anche le prime analisi per quella che dovrebbe essere la stagione balneare che verrà.
La speranza è sempre vedere spiagge piene e prezzi calmierati, ma tra il dire e il fare non c’è soltanto il mare di mezzo. Semmai la possibilità che in spiaggia possano, effettivamente, andarci tutti. Il punto non è soltanto legato alla parte economica, ma proprio a questioni architettoniche che vanno risolte prima di subito.
Ostia, le spiagge libere tra accessibilità e polemiche
Il tempo stringe e maggio 2026 è dietro l’angolo: anzi, dietro l’ombrellone. I dati che arrivano sono importanti e mostrano come – all’interno del X Municipio – la realtà sia ben diversa rispetto alle aspettative. Un anno fa, proprio in questo stesso periodo stagionale, il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri (accompagnato da una delegazione del PD) ha effettuato sopralluoghi in alcune delle spiagge libere più importanti del Litorale.

Due i punti su cui premere: il primo è legato alla condizione e al mantenimento, il secondo all’accessibilità dedicata alle persone con disabilità. Il Primo Cittadino della Capitale, su questo aspetto, ha tenuto il punto: “Vogliamo garantire il mare anche a coloro che non possono permetterselo”, ha dichiarato a RomaToday. Presente anche l’Agenzia di Stampa DIRE che ha ripreso il sopralluogo definitivo con la dichiarazione ufficiale.
Gualtieri: “Il mare anche a chi non può permetterselo”
Dunque, Gualtieri non dribbla la questione. Il Sindaco ha promesso (e garantito) spiagge libere accessibili a tutti e nel farlo è andato a verificare, personalmente, le condizioni di due poli territoriali con tre stabilimenti. Nella fattispecie L’Amanusa, SPQR e lo stabilimento Anema e Core.
All’interno dei sopralluoghi c’è stata anche la sottoscrizione al progetto da parte dell’Assessore al Patrimonio Tobia Zevi che ha fatto eco alle parole del Primo Cittadino: “Oggi abbiamo voluto fare un giro per verificare la situazione delle spiagge libere e attrezzate che sono una bellissima novità di questa stagione e che abbiamo voluto fermamente”. Dalle parole ai fatti, non solo stabilimenti a prezzi calmierati (grazie alla possibilità delle concessioni) ma anche spiagge libere accessibili a tutti. Questo sulla carta e nei propositi originari, ma a distanza di un anno la situazione sembra essere profondamente diversa.
Le opposizioni tuonano: “Mancato rispetto della Legge 104”
A farlo notare sono, neanche 356 giorni dopo, le opposizioni della giunta capitolina che dimostrano – dati alla mano – come numericamente e oggettivamente i conti non tornino. 80 sono, fino a questo momento, le strutture (tra stabilimenti e spiagge libere attrezzate) lungo i 18 chilometri di costa: l’intera torta strutturale ha dichiarato di aver rispettato i requisiti minimi di legge. Vale a dire il rispetto della 104/1992 che prevede una totale accessibilità che garantisca libertà di movimento e fruizione alle persone con disabilità e mobilità ridotta.

Questo assunto, però, in sostanza vede solo il 40% di tali strutture aver compiuto un effettivo salto di qualità mostrando una piena accessibilità e fruizione dei propri spazi con passerelle fino alla battigia, sedie Job per il bagno in mare e percorsi tattili. Il restante 60% delle strutture garantisce un accesso minimo che comporta anche problemi relativi alle pendenze, all’ampiezza di passaggi e ai servizi dedicati.
L’accessibilità è un rebus
Tradotto in altre parole: arrivare in spiaggia, che sia libera o all’interno di uno stabilimento, per le persone con disabilità su parte del Litorale Romano è ancora un’impresa. Il margine di miglioramento è ampio, ma il tempo è poco. La stagione balneare sta per cominciare e le opposizioni chiedono una maggiore collaborazione e presa di coscienza.
Nello specifico, le forze politiche – con Forza Italia in prima battuta – pretendono un effettivo e comprovato rispetto dei requisiti fondamentali legati alla legge 104. Maggiori controlli e nessun tipo di abbandono per quanto riguarda le regole vigenti. “Il controllo del Litorale sembra essere un miraggio, questa giunta ha trasformato il Litorale di Roma in un Far West dove le regole sono diventate suggerimenti facoltativi”.
La nuova stagione balneare sta per cominciare, ma le temperature sui banchi della politica già sono roventi e Gualtieri – prossimo alla campagna elettorale – una grossa fetta di potenziali consensi se la gioca, in un senso o nell’altro, sotto l’ombrellone.
