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Home Economia

Bonifici, scatta subito l’accertamento fiscale se invii questa cifra: attenzione alle nuove regole

Attenzione alle nuove regole, con questa cifra sul bonifico scatta subito l'accertamento fiscale: cosa non devi mai fare.

by Mattia Senese
20 Agosto 2025
in Economia
Bonifico bancario

Bonifico, quando invii questa cifra scatta subito l'accertamento fiscale - Dailybest.it

Le nuove regole sui bonifici e sui trasferimenti di denaro impongono una maggiore attenzione nelle movimentazioni bancarie: superare una certa soglia può infatti attivare un accertamento fiscale e far scattare controlli da parte delle autorità competenti.

In particolare, quando si effettuano transazioni che superano i 10.000 euro in un mese, scatta una segnalazione obbligatoria all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) della Banca d’Italia, che può portare a un approfondimento da parte della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate.

Limiti e segnalazioni sui prelievi e trasferimenti di denaro

Non esistono limiti legali ai prelievi effettuati da un conto corrente: ogni cittadino ha piena libertà di disporre del proprio denaro come preferisce, senza che la banca possa impedirne il prelievo, indipendentemente dall’importo. Tuttavia, la normativa antiriciclaggio impone alle banche e agli uffici postali di segnalare all’UIF tutte le operazioni sospette o che superano la soglia di 10.000 euro mensili, anche se queste somme sono frutto di più transazioni frazionate (ad esempio, 20 prelievi da 500 euro o 5 da 2.000 euro).

La segnalazione all’UIF non garantisce automaticamente il rischio di un controllo fiscale, ma rappresenta un campanello d’allarme che può portare l’Agenzia delle Entrate a incrociare i dati con altre informazioni presenti nelle proprie banche dati, per valutare eventuali incongruenze o anomalie nei redditi dichiarati dal contribuente. L’UIF non possiede strumenti diretti per monitorare ogni singola operazione bancaria, ma riceve periodicamente dalle banche e dagli uffici postali una serie di segnalazioni che riguardano operazioni sospette o che superano la soglia indicata. Questi dati vengono poi analizzati per prevenire il riciclaggio di denaro sporco e il finanziamento del terrorismo.

Quando un correntista effettua prelievi o trasferimenti di importo rilevante, può essere richiesto di compilare un modulo di autocertificazione in cui spiega l’utilizzo previsto del denaro. Questo adempimento serve a tracciare il profilo del cliente e a facilitare gli accertamenti in caso di anomalie. È importante sottolineare che i controlli fiscali si concentrano principalmente sui versamenti e non sui prelievi: l’articolo 32 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) considera come reddito qualsiasi somma versata sul conto corrente, salvo prova contraria, ma lascia piena libertà al titolare del conto di prelevare e utilizzare i propri fondi senza limitazioni.

Controllo tasse
Con queste cifre inviate tramite bonifico scatta di certo l’accertamento del Fisco – Dailybest.it

La soglia di 10.000 euro non deve essere raggiunta con un’unica operazione: anche più operazioni frazionate, purché sommate superino questo importo nel corso di un mese, inducono l’obbligo di segnalazione. L’impiegato bancario, quindi, deve registrare tali movimenti e inviare tempestivamente la segnalazione all’UIF. Oltre al monitoraggio delle somme, la normativa antiriciclaggio prevede che anche operazioni di natura diversa, come la richiesta di un assegno circolare superiore a 10.000 euro, siano soggette a controlli e all’obbligo di compilare moduli specifici volti a valutare il rischio di riciclaggio.

Non solo gli importi elevati, ma anche le operazioni sospette di qualsiasi entità devono essere segnalate. Secondo il decreto legislativo 231/2007, l’obbligo di segnalazione scatta ogni volta che vi siano motivi di sospetto che fondi derivino da attività illecite o che si stiano compiendo operazioni di riciclaggio o finanziamento del terrorismo. L’articolo 35 del decreto legislativo 231/2007 stabilisce che il sospetto deve basarsi su elementi oggettivi, quali la natura, la frequenza, l’entità e il frazionamento delle operazioni, nonché la capacità economica e l’attività svolta dal cliente.

Il personale bancario è quindi chiamato a valutare con attenzione ogni transazione che possa risultare incoerente rispetto al profilo del correntista. La UIF aggiorna periodicamente una lista di indicatori di anomalia per agevolare le banche nell’identificazione di operazioni sospette, includendo anche prelievi o versamenti in contanti non giustificati o non coerenti con il profilo di rischio. Il sistema di controllo sui bonifici e sui movimenti bancari si basa su un equilibrio delicato tra libertà del cittadino di gestire il proprio denaro e la necessità di prevenire fenomeni illeciti come il riciclaggio e l’evasione fiscale, con un focus particolare sulle segnalazioni che superano la soglia mensile di 10.000 euro.

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Mattia Senese

Mattia Senese

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