Geek
di Mattia Nesto 20 Marzo 2023

Bayonetta Origins: Cereza and the Lost Demon, una fiaba a portata di controller


Bayonetta Origins: Cereza and the Lost Demon è uno spin-off contraddistinto da un’estetica clamorosa.

Uno stile adorabile per Bayonetta Origins  Uno stile adorabile per Bayonetta Origins

Se avete letto il pezzo di approfondimento dedicato alla demo di Bayonetta Origins: Cereza and the Lost Demon, vi sarete accorti di quanta attenzione, se non proprio passione, avessi profuso per farvi comprendere la direzione artistica di questo capitolo spin-off della serie principale dedicata alla Strega di Umbra. E dopo aver provato il gioco definitivo posso dirvi che, ancora una volta, questa componente è quella che, più di tutte, emerge dalla mia esplorazione ma non l’unica. Da un certo punto di vista, quasi paradossale, questo videogioco è quasi più consigliato a chi è a digiuno dal mondo di Bayonetta piuttosto che dai fan di vecchia data. Come infatti è emerso da più di una recensione o contenuto di approfondimento anche internazionale, specialmente firmato da qualche giornalista o esperto con qualche “primavera sulle spalle”, questo “Bayonetta” di Bayonetta ha solo il nome sulla copertina e qualche elemento di trama, ma l’impalcatura è completamente differente. Chiaro ed evidente come, per appunto un amante della saga action di Platinum, ci potrebbe essere il rischio di trovarsi spaesati.

Bene, per quanto mi riguarda, da appassionato della serie (convinto, per esempio, che Bayonetta 1 sia, ancora oggi, il miglior stylish-action della sua generazione con buona pace del “cugino” Devil May Cry 4) ho apprezzato decisamente questo Bayonetta Origins: Cereza and the Lost Demon, non solo per le ragioni estetiche di cui sopra. Certo, la possibilità e sensazione, controller alla mano, di stare videogiocando a una fiaba è stato qualcosa, a mio modo di vedere, potente e ammaliante, ma non è solo quello ad avermi fatto sorridere di gusto in più di un’occasione. Quello che mi è piaciuto, per altro un qualcosa di poco scontato, specie nel mercato odierno, è la libertà che si sono presi gli sviluppatori di creare un titolo completamente differente nelle meccaniche e nel ritmo rispetto ad un “classico” Bayonetta: per quel tipo di “sapori” c’è il potentissimo Bayonetta 3, giusto per intenderci.

Questo Bayonetta Origins è un action-adventure con elementi di risoluzione di enigmi ambientali e puzzle di rara bellezza da vedere, con soluzioni originali e proprie e con atmosfere tra, appunto, il fiabesco e l’onirico veramente ben azzeccate. Intendiamoci però: è chiaro e manifesto, praticamente ad ogni pixel, che questa sia una produzione che si affianca alla serie principale e che non ha alcun tipo di volontà di scriverci sopra o modificare il percorso della nostra Strega. Semmai si aggiunge a un materiale di partenza già bello consistente, rendendo Cereza un personaggio a tutto tondo (vi prego, non è una battuta), con un background di una certa qual importanza, ormai una famiglia e dei legami parentali riconosciuti e riconoscibili e delle motivazioni profonde che la spingono ad essere quella che è “nel presente”.

Bayonetta Origins artisticamente sommo  Bayonetta Origins artisticamente sommo

Adorabile, poi, da giustappunto appassionato della serie, le situazioni che hanno portato la nostra Cereza ad avere tanta dimestichezza con il mondo demoniaco. Insomma, alla fine dei conti, questo Bayonetta Origins: Cereza and the Lost Demon è un gran bel titolo che si merita un 8 pieno, forse un attimo esagerato se dovessi analizzarlo con le lenti “del recensore freddo e imparziale” ma che mi pare giusto visto quanto è bello veder girare questo titolo su Nintendo Switch.

 

 

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