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di Mattia Nesto 16 ottobre 2018

Dinosaur Invasion a Milano: una puntata di Gommapiuma nel Giurassico

La mostra che ha aperto i battenti alla Fabbrica del Vapore di Milano è pensata per un pubblico di giovanissimi. Eppure non tutto torna

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Avere la possibilità, nel cuore di Milano, a due passi dal Cimitero Monumentale di avere a che fare con un Parasaurofolo a dimensione reale che si muove, gira la testa verso di te ed emette un verso al tempo stesso tanto strano quanto famigliare è un bel colpo al cuore per tutti gli appassionati di dinosauri e/o affini. Però questa mostra Dinosaur Invasion che da qualche giorno ha aperto i battenti alla Fabbrica del Vapore di Milano (la stessa struttura che ha ospitato la mostra “best seller” su Harry Potter) fa aggrottare più di una sopracciglia.

 

 

Intendiamoci, ci siamo avventurati in questo mondo mesozoico una tiepida domenica di metà ottobre, circondati da un nugolo di bimbe e bimbi festanti desiderosi di conoscere e, possibilmente (e nonostante i molti divieti) “toccare con mano” i bestioni che hanno visto al cinema nel recente Jurassic Park- The Fallen Kingdom e quindi fin da subito era chiaro come questa fosse una mostra pensata non soltanto per tutta la famiglia ma proprio per i bimbi. Eppure anche i bimbi, anzi forse soprattutto i bimbi, necessitano di uno studio rigoroso e di un rispetto che, spiace dirlo, non abbiamo notato alla Dinosaur Invasion.

 

 

Inizialmente infatti il colpo d’occhio è notevole, con un troneggiante Plateosauro (uno dei primi dinosauri apparsi in ordine cronologico, facente parte del periodo Triassico) in compagnia di uno Psictacosauro, della famiglia dei proto-triceratopi, che mozzano il fiato. Ma già alla seconda “stanza” qualcosa non va. Infatti la terza creatura in ordine di apparizione è uno Spinosauro che, come molti di voi sapranno, è stato protagonista, neanche a farlo apposta, del terzo film della serie di Jurassic Park (ma di questo terzo capitolo ne parleremo in seguito). Ecco l’animatronic che abbiamo davanti non è, niente di più, che un pupazzone di dimensioni mastodontiche, con la stessa veridicità di un balocco da bimbo. Ricordate quello Spinosauro “dopato” (perché ritenuto dalle dimensioni esagerate da molti esperti, ndr)che era stato installato qualche tempo fa in piazza Castello a Milano? Ecco quello era, in pratica, una creatura in carne ed ossa, quello della Fabbrica del Vapore è solo una carnevalata. O peggio: una puntata di Gommapiuma ambientata nel Giurassico!

 

 

Il risultato non è migliore specie con i carnivori, con T-Rex e Ceratousari dagli occhi vacui e dalle lingue così gommose da sembrare caramelle alla fragola. Altra nota dolente, oltre un’illuminazione degna del peggiore discopub di provincia anche il lato sonoro. Infatti, per aumentare la sensazione di immedesimazione, ad ogni animale è stato associato un verso, un grido rappresentativo. Purtroppo questi suoni uscivano in modo così distorto e di bassa qualità che a confronto le radioline che trasmettono la domenica “Tutto il calcio minuto per minuto” sono dispositivi tecnologici di ultima generazione.

 

 

Alcuni di voi potranno obiettare che questo mancato realismo è voluto, così da avvicinare le creature ai giocattoli dei bambini. Niente di più sbagliato. Bimbe e bimbi, specialmente negli anni della rete, sono dannatamente informati e competenti sul mondo dei dinosauri. Perché, ad esempio, non proporre anche dei dinosauri piumati, al di là di pochi esemplari che pareva più dei gallinacci che altro. Se ricordate bene nel terzo capitolo di Jurassic Park (ecco, ci siamo tornati) i velociraptor presentavo un piumaggio, proprio come la ricerca ormai da anni ha confermato con prove su prove. E il film risale al 2001. Perché, ancora oggi, non solo al cinema ma che in una mostra che dovrebbe essere “scientifica” siamo ancora costretti a vedere i classici lucertoloni verde e marroni quando si sa che erano piumati e supercolorati.

 

 

Ma al di là di questo, che non è un dettaglio si badi bene, vi consigliamo di fare un salto alla Fabbrica del Vapore. Non solo perché è a pochi metri dal quartiere Sarpi, una delle zone più interessanti dal punto di vista gastronomico della città, ma anche perché la Dinosaur Invasion vi consente di fare un piccolo viaggio nel tempo, magari non così realistico, indietro di 65 milioni di anni e oltre. E alla fine sotto il cielo di Milano venire appellato come un “dinosauro” non è mai stato così bello e dolce. Menzione d’onore, infine, per l’idea di affiancare ad ogni dinosauro una sua versione “baby”. I cuccioli strappano sempre un sorriso!

 

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